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Mensa scolastica, come controllare che sia in regola

La lotta contro l’obesità inizia a scuola o meglio alla mensa scolastica. Ecco cosa prevede la legge sui pasti scolastici. I consigli per genitori.

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La lotta contro l’obesità inizia a scuola o meglio alla mensa scolastica.

Mangiare alla mensa scolastica è anche un modo per far conoscere le corrette abitudini alimentari ai bambini e, attraverso di loro, anche alle famiglie.

Le nuove “Linee guida per la ristorazione scolastica” del Ministero della Salute stabiliscono la quantità di cibo (per esempio quanti grammi di pasta, carne e pesce vanno serviti al mese) e la quantità delle calorie da non superare a pranzo per un corretto equilibrio alimentare .

Non solo. Le grammature per ogni alimento e le quantità di calorie vanno definite in base all’età secondo i Livelli di assunzione raccomandati per l’energia e i nutrienti (Larn).
Come viene messo in pratica questo suggerimento? Gli addetti alla distribuzione dei pasti useranno utensili come mestoli, palette o schiumarole che hanno la capacità appropriata a garantire la porzione idonea con una sola presa.

 

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Occhio alle porzioni
Considerando che gli ultimi dati parlano di un bambino italiano su 3 obeso, vanno evitate dosi eccessive di alimenti. L’educazione alimentare comincia proprio in tenera età e sin da subito i piccoli devono percepire le giuste dosi nel piatto e quanto sia importante l’alternanza dei nutrienti.

Ecco perché sarebbe meglio evitare il bis di pastasciutta, nonostante sia il piatto più apprezzato dai più piccoli.

Per le mense delle scuole materne, elementari e medie, le portate sono uguali, ma variano le quantità.

Un esempio? Per un bambino della scuola materna sono previste un minimo di 440 calorie fino ad un massimo di 640.

Un bambino che frequenta la scuola elementare avrà bisogno di 520-810 calorie, mentre un ragazzo delle medie avrà bisogno di 700-830 calorie.

 

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Quante porzioni alla settimana?

 

Nei cinque pasti della settimana, i primi piatti devono essere costituiti da cereali (pasta, riso, orzo, mais ecc.), preparati con ricette diverse, rispettando le tradizioni locali e spesso associati a verdure, ortaggi e legumi.

I secondi piatti sono composti da carni bianche e rosse, pesce, salumi, uova, formaggi con preparazioni adeguate alle fasce di età dei ragazzi.

Per condimento, sia a crudo che in cottura, va utilizzato olio extravergine di oliva; solo per poche ricette può essere impiegato il burro; il sale va usato moderatamente e comunque sempre iodato.

Di seguito, ecco le porzioni raccomandate per ciascuna categoria di nutrienti:

    • Tutti i giorni: una porzione di frutta e una di vegetali
    • Tutti i giorni: una porzione di cereali (pasta, riso, orzo, mais…)
    • Tutti i giorni: una porzione di pane
    • 1-2 volte a settimana: legumi (anche come piatto unico se associati a cereali)
    • 0 -1 volta a settimana: patate
    • 1-2 volte a settimana: carni
    • 1-2 volte a settimana: pesce
    • 1 volta a settimana: 1 uovo
    • 1 volta a settimana: formaggi
    • 2 volte al mese: salumi
    • 1 volta a settimana: piatto unico (ad es.; pizza, lasagne ecc.)

 

Consigli per genitori

 

E i genitori? Anche loro hanno un importante compito in questo processo di educazione alimentare soprattutto a casa. Ecco come:

  1. preparate anche a cena una porzione di verdura e di frutta. L’Oms consiglia ben 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, quindi consumarne solo 1-2 porzioni a scuola non basta;
  2. non date per merenda di metà mattina panini imbottiti, merendine o biscotti farciti, cioè alimenti troppo ricchi di calorie. Un frutto, uno yogurt o un pacchetto di cracker può essere sufficiente per “spezzare” la fame e apprezzare il pranzo. Non dimenticate che l’appetito è il miglior condimento;
  3. se l’insegnante vi riferisce che il vostro bambino non ha mangiato nulla a mensa, non accompagnatelo al primo bar vicino alla scuola per comprargli il suo gelato o le sue patatine preferite , ma a casa fate una merenda leggera e anticipate la cena preparando quello che si è rifiutato a scuola o un pasto simile. Solo così potete essere sicuri di aver dato al vostro bambino tutti i nutrienti importanti per la sua crescita e per il suo stato di salute;
  4. se ci sono problemi con il menù elaborato dalla Asl o con la ditta che prepara i pasti non parlatene davanti ai bambini. Creare malcontento o un’aria di guerra può portare altri danni e a pagarne le conseguenze saranno solo i bambini.
Redazione Staibene

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