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Allarme meningite, come non averne paura

I rischi di contagio, la prevenzione, i modi per sconfiggerla

meningite
La meningite (malattia meningococcica) è un’infezione batterica causata da un batterio chiamato Neisseria meningitidis, detto comunemente meningococco. Il batterio provoca meningite se colpisce le membrane che circondano il cervello e il midollo spinale oppure setticemia se raggiunge il sistema circolatorio.

La maggioranza dei casi di malattia meningococcica nell’uomo è dovuta a 5 sierogruppi principali del batterio: A, B, C, W-135 e Y.La meningite batterica acuta è dovuta a numerosi batteri, a tre in particolare:

  1. l’Haemophilus influenzae (specie nei bambini);
  2. la Neisseria meningitidis (meningococco);
  3. lo Streptococcus pneumoniae.

Ogni anno in Italia si verificano circa 900 casi di meningite batterica, la forma più pericolosa, in gran parte casi sporadici che rientrano nella normalità epidemiologica della meningite in Italia, e purtroppo, si registra ancora il 14% di decessi.

Si tratta di una malattia grave, ma curabile nella maggioranza dei casi se la diagnosi è tempestiva. La diagnosi non è sempre facile nei neonati e nei bambini molto piccoli.

 

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I sintomi

La meningite è causata da un batterio, presente nelle prime vie respiratorie in oltre il 10% degli individui che ne sono portatori, senza dare alcun problema. La maggioranza delle persone, quindi, non sviluppa la malattia e solo in casi rari il meningococco supera le difese dell´organismo provocando la meningite. Più di un quarto della popolazione mondiale è portatrice di Neisseria meningitidis.

Anche se viene diagnosticata con tempestività, l’infezione è in grado di evolvere rapidamente e può avere esito fatale, con una letalità che raggiunge anche il 15% e una morbilità che interessa fino al 25% dei casi. In particolare la malattia da meningococco è una delle principali cause di mortalità e di morbilità tra i bambini da 0 a 4 anni e tra gli adolescenti da 15 a 19 anni di età.

Al suo esordio la meningite batterica può essere confusa con sintomi simili a quelli di altre malattie come l´influenza. Sono presenti, ad esempio, sintomi analoghi al virus influenzale come sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni la sintomatologia peggiora e compaiono: nausea e vomito, febbre alta, pallore, intolleranza alla luce; tipiche la rigidità della nuca e quella all´estensione della gamba.

 

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Ecco dunque i  9 sintomi ai quali prestare attenzione:

  1. cefalea;
  2. sonnolenza;
  3. inappetenza;
  4. nausea;
  5. vomito;
  6. febbre alta;
  7. intolleranza alla luce;
  8. rigidità della nuca;
  9. rigidità ad estendere la gamba;

 

Come si diagnostica la meningite

Oltre alla visita e ad alcuni esami del sangue, per effettuare la diagnosi della malattia è necessario eseguire l’analisi citochimica e colturale del liquido cerebrospinale: il liquido che circola nelle meningi.

L’esame si esegue prelevando alcune gocce di liquido cerebrospinale tramite la puntura lombare che viene praticata per mezzo di un ago speciale introdotto, dopo anestesia locale, nella parte bassa della schiena attraverso la colonna vertebrale.

 

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La meningite nei neonati può manifestarsi con pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, scarso appetito, pallore e comparsa di macchie cutanee di colore rosso, che non scompaiono alla pressione. Bisogna fare attenzione se il bambino presenta forti mal di testa, rigidità del collo e incapacità di toccare il petto col mento, intolleranza alla luce, sonnolenza, dolori alle articolazioni o ai muscoli, spasmi e stato di confusione.

 

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Redazione Staibene

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