• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

10.201 visite

Cibi integrali? Fanno bene alla salute a patto che…

I risultati di una grande indagine epidemiologica confermano che mangiare integrale fa bene al cuore, al cervello e allunga la vita. Come riconoscerli e quanto mangiarne.

A vederli può darsi che non ci piacciano tanto: il pane scuro, la pasta marroncina, la farina grigiastra…

Stiamo parlando di cereali integrali e di cibo integrale, ovvero quello al quale il trattamento di raffinazione  che produce la farina sottrae la crusca  ed il germe, ovvero due delle 3 componenti del chicco che contengono decine di sostanze utilissime per la salute ed il cervello.

Ebbene la novità è che secondo una colossale indagine epidemiologica pubblicata sulla rivista medica Jama, condotta per 20 anni su un campione di 115 mila persone, si conferma che una dieta sana a base di cereali integrali è capace di dare più salute al cuore proteggendoci da cardiopatie, più potere antiossidante e ci allunga anche la vita.

Secondo al ricerca infatti sono una settantina le sostanze contenute nelle farine integrali: di queste, 34 servono a proteggere il cuore, circa 30 mantengono in buona salute il colon, mentre  altre 2 (colina e batanina si preoccupano del nostro fegato e dell’apparato cardiovascolare.

 

Leggi anche Fibre vegetali, ecco i cibi che ne contengono di più

 

Quali cereali integrali dobbiamo adottare

 

Quando parliamo di cereali intendiamo  grano e riso ma anche a mais, avena, orzo, segale, sorgo e miglio. Un chicco è composto dalla crusca  che lo protegge), dal germe (che è l’embrione del seme), dall’endosperma che è ricco di amidi.

I cereali integrali contengono tutte le componenti del chicco. Quelle raffinate mantengono solo l’endosperma e gettano le altre e con esse le fibre ricche di vitamine, grassi e sostanze bioattive utili alla nostra buona salute.

 

 

Come riconoscere  le farine integrali

 

In italia solo il 5% della popolazione consuma abitualmente i cereali e le farine integrali. E la ragione è che le componenti benefiche che vengono gettate con la raffinazione (crusca e germe) sono anche quelle che irrancidiscono più rapidamente riducendo  la durata di conservazione delle farine.

Tuttavia, gettare le sostanze che ci fanno bene è un danno di gran lunga maggiore del beneficio di conservare più a lungo pane e farina, tenendo conto che quest’ultimo obiettivo lo si può raggiungere in altro modo, per esempio congelandole.

Nell’acquistare  cibi integrali occorre fare attenzione all’etichetta. La normativa prescrive che debba essere indicato esplicitamente che il cereale, la farina o il prodotto sono realizzati con 100% farine integrali.

Non fidatevi mai delle etichette ambigue con denominazioni tipo “Macinato a pietra” oppure “ai cereali” oppure ” con crusca”. Sono tutte diciture ambivalenti e generalmente ingannevoli.Guardate l’etichetta se contiene la parola farine integrali e se non c’è l’etichetta diffidate del prodotto.

 

Leggi anche: Pane bianco o integrale? Guida al pane più giusto

 

( segue..)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}