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Mangiare in gravidanza? Ecco i pesci vietati

Mangiare in gravidanza il pesce è consigliato per la salute della futura mamma e del bambino che nascerà. Ma non tutti i pesci sono indicati. Ecco i pesci ammessi e quelli vietati

Mangiare in gravidanza? Perché non tutti i pesci sono adatti

Mangiare in gravidanza  molto pesce  è ,per la futura mamma e per il bambino che nascerà,  una questione della massima importanza, ma non tutti i pesci sono consigliati; ce ne sono alcuni anzi che andrebbero accuratamente esclusi dalla tavola per evitare rischi  e conseguenze che possono essere anche gravi per la crescita e per la vista del bambino.

Ma quali Pesci si e quali pesci no?

 

L’importanza del pesce azzurro nel menu della futura mamma

 

A chiarire la questione  che interessa mezzo milione di mamme all’anno, è una ricerca elaborata da Maria Le Donne per conto dell’Unità di Ginecologia dell’Università di Messina che viene pubblicata sulla rivista scientifica Women and Birth sulla base delle evidenza riscontrate su una casistica composta da 114 donne.

L’importanza di inserire il  pesce nella dieta della gestante è connessa alle proprietà nutritive di quei pesci che contengono grassi insaturi, i cosiddetti Omega 3, ovvero “grassi buoni” nelle quantità e nelle selezioni miglior come per esempio il “pesce azzurro”.

 

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La ricerca in questione ha svelato  però alcune alcune novità di rilievo proprio all’interno della categoria del ”pesce azzurro”. Per esempio che all’interno di questa qualità di pesce,  bisogna privilegiare le alici, le sardine e gli sgombri, ovvero pesce azzurro di piccola dimensione ed escludere i pesci azzurri di grande taglia come i tonni ed il pesce spada.

La ragione sta nel fatto che sardine sgombri ed alici, ed in generale tutti i pesci azzurri di piccola dimensione,  contengono quantità significative di acidi grassi Omega 3, per esempio l’acido docosaesaenoico che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare; li contengono ovviamente anche  i  tonni e i  pesci spada, cioè pesci azzurri predatori di grandi dimensioni, ma questi ultimi hanno il “difetto” di accumulare nella loro esistenza quantità di inquinanti e sostanze contaminanti, per esempio il mercurio,  che i piccoli invece non trattengono. In sostanza, è come se il mercurio e i contaminanti contenuti nel tonno e nel pesce spada, neutralizzassero  i benefici degli Omega 3 fornendo un saldo finale negativo per la mamma e per il bambino.

 

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Cosa succede se la mamma mangia tonno e pesce spada E qui intervengono le  4 osservazioni dello studio siciliano che consigliano alle  quale pesce azzurro mangiare. In particolare, le donne in gravidanza che mangiano alici, sgombri e sardine:

  1. riescono a contrastare  la presenza di ipertensione gestazionale eda tenere bassa la pressione sanguigna;
  2. il peso e la circonferenza cranica del bambino alla nascita, indicatori importanti della salute del neonato, sono maggiori;
  3. Il rischio nella mamma di contrarre complicazioni come la tiroidite diminuisce;
  4. vengono riscontrati minori rischi di depressione post partum nella neomamma;
  5. Per contro, il rischio di tiroidite e di depressione post partumaumenta nelle gestanti che hanno mangiato pesce spada e tonni di grandi dimensione.

 

Va ricordato  infine che gli omega 3 contenuti nel pesce sono  necessari per tre finalità:

  1. per consentire al feto di crescere regolarmente;
  2. per prevenire complicanze come la gestosi;
  3. per impedire parti prematuri e per allontanare depressione post partum

 

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direzione staibene.it

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