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Malattie infettive e bambini: come affrontare il rischio contagio del “Nido”

Che le malattie infettive siano per i bambini la via obbligata per rinforzare le loro difese immunitarie e favorirli nella crescita è cosa nota. Meno noto è il momento migliore perchè sostengano questa prova di resistenza alla vita, soprattutto se si tratta di bambini nei primi anni di vita, che vanno al nido o alla scuola materna.

Il dilemma così è decidere se mandarli al nido il prima possibile, così da anticipare il più possibile la costruzione delle difese autonome alle avversità della salute; oppure attendere che abbiamo compiuto almeno i primi anni di vita per fare in modo che, quando contraggono le prime malattie infettive, siano in grado di respingerle senza rischi.

L’esigenza di proteggerli si scontra, per altro, con la necessità di affrancarli e renderli più autonomi e responsabili. Ma fino a che età è meglio proteggerli?  E da che età è consigliabile affrancarli?

A questa serie di interrogativi soccorre la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), l’associazione cioè che riunisce i medici pediatri

 

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Da zero a 18 mesi di età
Il consiglio dei pediatri è attendere che abbiamo compiuto almeno 18 mesi. Alla nascita , infatti, il nostro sistema immunitario è ancora imperfetto, e serve tempo perché diventi capace di difenderci adeguatamente dalle infezioni.ù

“Prima dei 18 mesi bisognerebbe evitare di mandare i bambini all’asilo, perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo, e quindi si ammalano più spesso, e sviluppano manifestazioni cliniche più rilevanti”, spiega Susanna Esposito, presidentessa della SITIP e direttrice dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico di Milano. “Il distacco dalla madre in questa fase è inoltre più difficile. Meglio piuttosto la scelta di una babysitter, che per i bambini è una figura più simile a quella materna”.

Qualcuno può ccepire che ciò che i bambini guadagnano in salute lo perdono nella socializzazione. Ma Esposito sembra avere le idee chiare: “Prima dei tre anni – afferma – non è dimostrato che la socializzazione precoce offra vantaggi nello sviluppo dei bambini, e l’asilo potrebbe quindi risultare non solo dannoso, ma anche inutile”.

 

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direzione staibene.it

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