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L’olio di oliva, ricostituente doc anti-radicali

La sua azione antiossidante ne fa un ottimo alimento a difesa del sistema immunitario

L’olio di oliva, ricostituente doc anti-radicali

L’olio d’oliva non solo porta un tocco di sapore sulle nostre tavole, ma aiuta anche il sistema immunitario a rimanere in forma. Alcuni composti antiossidanti presenti al suo interno proteggono infatti i linfociti dai radicali liberi. Questo almeno, stando allo studio diretto da Piero Dolara del dipartimento di farmacologia preclinica e clinica “M. Aiazzi Mancini”, dell’Università degli studi di Firenze, presentato nel corso del XIV congresso nazionale della Società italiana di tossicologia. [correlata1]

Merito dei fenoli se le cellule immunitarie sono protette
Il compito di proteggere le cellule immunitarie è demandato ai fenoli, composti antiossidanti di cui è ricco il prezioso condimento alla base della dieta mediterranea. E così, i ricercatori fiorentini hanno scoperto che il consumo quotidiano di olio d’oliva ad alto contenuto di queste molecole riduce il danno ossidativo (il danno indotto da radicali liberi, a carico del Dna dei linfociti).
Questa sostanza ha già dimostrato più volte di avere effetti benefici sulla salute, grazie al suo contenuto di vitamine, fitosteroli, flavonoidi e fenoli e di molti altri composti preziosi per il nostro corpo. Ma che la sostanza combatta il danno ossidativo, rappresenta una novità.[correlata2]

Lo studio
Gli esperti italiani hanno analizzato dieci donne sane in post-menopausa. Le volontarie dovevano sostituire con l’olio d’oliva, tutti i grassi e gli oli consumati di solito. Le donne dovevano assumere almeno 50 grammi al giorno di olio per otto settimane, per poi trascorrere un periodo senza la somministrazione giornaliera e poi ricominciare di nuovo, ma con un altro olio. Gli oli testati differivano per contenuto di composti fenolici.
Le partecipanti sono state sottoposte in tutto a dieci visite, in ciascuna delle quali i ricercatori hanno effettuato un prelievo di sangue per misurare con test ad hoc il danno ossidativo a carico dei linfociti circolanti.
E, nelle donne che assumevano olio ad alto contenuto di fenoli, è emersa una riduzione significativa del danno ossidativo.
I ricercatori, comunque, hanno il sospetto che questa azione benefica non si possa spiegare solo con le proprietà antiossidanti dei fenoli contenuti nell’olio, ma forse si basa su meccanismi più complessi, messi in atto nel nostro organismo da queste molecole.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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