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Lo sviluppo del linguaggio

La conversazione è un gioco, e i bambini amano giocarlo

lo sviluppo del linguaggio

Nella maggior parte dei neonati gli stimoli alla parola sono naturalmente innati. Un bambino sordo comincia a balbettare alla stessa età di un bambino che sente, e sappiamo dunque che lo stimolo uditivo non è necessario allo sviluppo del linguaggio. Alcuni teorici arrivano ad affermare che abbiamo un “dispositivo di acquisizione” del linguaggio nel cervello, che rende inevitabile la comunicazione verbale. Linguaggio e parola sono strettamente collegati; possiamo definire il linguaggio come il termine generale indicante i simboli verbali, e la parola come il suo mezzo di espressione; entrambi riflettono il bisogno istintivo degli uomini di comunicare. Questo bisogno è ovvio nei bambini molto piccoli, quando balbettano ed emettono suoni in risposta a un’ offerta verbale. A sei settimane, un bambino a cui si parli spesso può avere il controllo di una “conversazione”, avendo già imparato che suoni, gesti e linguaggio corporeo provocano infallibilmente delle risposte nella persona con cui egli sta conversando, e con cui è entrato in relazione. Noi sottovalutiamo il desiderio e la capacità dei bambini di imitarci; se gli si parla spesso un bambino comincerà ad imitare i suoni già ad otto settimane, compiendo così il primo grande passo verso l’acquisizione della parola. Ciò significa che i genitori devono circondare i loro bambini di parole, utilizzando il discorso, i canti, le filastrocche, i commenti continui e saltuari, le conversazioni specifiche. Sottolineando le parole, usando il ritmo e ripetendo suoni semplici, aiutiamo il cervello del bambino a costruire quei milioni di collegamenti neurali che sono necessari per il primo sviluppo della parola. Sappiamo anche che il linguaggio è strettamente legato alle emozioni e che i bambini ai quali sono offerti amore incondizionato e coccole hanno le migliori probabilità di imparare il linguaggio. La conversazione è un gioco; i bambini amano giocarlo. Insegnate al vostro bambino le regole fin dal primo giorno di vita e la sua vita e la vostra saranno infinitamente migliori.

Dalla nascita a 8 settimane

dalla nascita a 8 settimaneDalla nascita e fino a 8 settimane di vita, cioè nelle prime fasi di apprendimento del linguaggio, vostro figlio ascolterà e cercherà di imitare i suoni, risponderà alla voce acuta fin dal momento della nascita. Osserverà e cercherà di imitare gesti ed espressioni. I suoi occhi potranno rivolgersi verso un suono e il suo sguardo farsi attento. Osserverà un volto che parla a circa un metro di distanza; capirà la reciprocità della comunicazione e cercherà di conversare con suoni, gesti e linguaggio corporeo. Emetterà suoni per iniziare un rapporto: stimolate dunque una risposta e parlategli ancora. Dall’età di due settimane si impegnerà in una “conversazione”.
A sei settimane riconoscerà la vostra voce, a otto le risponderà.

Come aiutarlo a crescere

  • Quanto più stimolate il piccolo a parlare rivolgendogli la parola e incoraggiandolo a rispondervi, tanto prima comincerà a parlare e tanto migliore sarà la qualità del suo linguaggio. Parlategli dunque ininterrottamente fin dal primo giorno e siate molto “teatrali” in tutte le vostre conversazioni.
  • Ripagate tutti i suoi tentativi di comunicazione con sorrisi, coccole,e attenzione e aumenterete la sua motivazione a parlare.
  • Mostrate molto affetto fisico e col tono di voce e ciò creerà stretti legami emozionali fra voi e lui e gli fornirà molto incoraggiamento.
  • Il contatto dagli occhi è cruciale perché il bimbo capisca il vostro interesse e il vostro amore, imparando a cogliere i vostri atteggiamenti di preoccupazione e attenzione. Imponetevi di guardarlo sempre negli occhi. Giratevi verso di lui, per trovarvi faccia a faccia.
  • Imparate il suo vocabolario base di pianti. Rispondete sempre a una sua richiesta, che sia di fame, stanchezza, noia o affetto e non lasciatelo mai piangere senza intervenire di persona.

Da 8 a 24 settimane

Bambino da 8 a 24 settimaneDa 8 settimane di vita e fino a 24 settimane, una o due settimane dopo avervi sorriso, il vostro bambino comincerà ad emettere semplici suoni di vocali, come “e”, “a”, “u”, “o”. Dopo circa un mese arrivano le consonanti, di solito “m”, “p”, e ”b” quando è scontento e “g” e “ch” quando è contento. A 12 settimane il vostro bambino emette gridolini di piacere e in quelle successive tenterà di “mantenere una conversazione”, con frasi di imitazione fatte di suoni come “gaga”, “ago” e altri. A 16 settimane ha un linguaggio di suoni che comprende risate o gridolini acuti di gioia, sbuffi e bolle di saliva. Verso le 24 settimane, il bambino aggiunge al suo vocabolario i suoni “ca”, “ga”, “ma”, “ba”. Vi sono molti segni che dimostrano come il bimbo stia iniziando a capire ciò che dite. Comincia a balbettare, giocando con i suoni e ripetendoli e ascoltandoli e soprattutto manifesta apertamente un “piacere del linguaggio”.

Come aiutarlo a crescere

  • Per parlare, il bambino deve imparare il meccanismo del linguaggio attraverso movimenti della lingua, delle labbra e del palato, per cui succhiare, leccare emettere bolle e masticare sono tutte capacità importanti che deve acquistare e di cui deve far pratica. Incoraggiatelo con giochi ed eventualmente attraverso l’alimentazione.
  • I bambini a cui vengono cantate canzoncine e a cui vengono sottolineati i ritmi del linguaggio e che vengono coinvolti in giochi musicali e in poesiole, parlano più facilmente e meglio degli altri. Iniziate dunque tutte queste attività prestissimo.
  • Uno dei primi modi in cui i bambini comunicano è attraverso il riso. Rendete quindi divertente, buffa, umoristica la conversazione. Ridete molto.
  • Nei primi mesi i bambini imparano per imitazione ed è quindi essenziale ripetere nomi, abitudini e avvenimenti. Usate un’intonazione drammatica e usate la gestualità non appena possibile. Se dite: “Scotta” ditelo trattenendo il fiato; aggiungete: “Oh”, ritirate improvvisamente la mano e fate un salto come se provaste dolore; ripetete: “Scotta”.

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Da 28 settimane a 1 anno

Bambino da 28 settimane a 1 annoDa 28 settimane di vita fino a 1 anno cominciano ad emergere sillabe chiare “ba”, “d”, “ca”. Gli strilli del vostro bambino comprendono una varietà di suoni alti e bassi e compare anche un suono nasale. Il piccolo ha cominciato a fare dei giochi con la lingua e le labbra e può usare il suono per attirare la vostra attenzione: un gridolino o un colpo di tosse. A 32 settimane le sillabe vengono combinate molto chiaramente “ba ba” “da da”.Vostro figlio aggiungerà poi gradatamente i suoni “t”, “b”, e “v” e, attorno a 36/40 settimane passerà ai suoni del linguaggio vero. A 40 settimane potrà usare una parola intenzionalmente, a 48 settimane lo farà certamente. La comprensione che precorre necessariamente il linguaggio, è andata aumentando rapidamente: a 40 settimane la maggior parte dei bambini capisce il “no”. Il bimbo può obbedire ad alcuni ordini semplici, accompagnare con gesti le poesiole, giocare a “batti le manine” e salutare con la mano. Può imitare i versi degli animali, come “miao” e “bau”.

Come aiutarlo a crescere

  • Perché impari a pronunciare correttamente le parole e, in seguito, a combinarle in frasi esatte, dovete essere per il bimbo di buon linguaggio. Parlate dunque chiaramente, lentamente e accompagnate il significato con gesti ed espressioni.
  • Per aiutare vostro figlio a parlare, dovete perdere alcune delle vostre inibizioni e cominciare a balbettare con lui. Vi guarderà e riderà e si sforzerà con maggior decisione. Ripetete il vostro balbettio, in modo che l’apprendimento del linguaggio diventi un gioco per tutti e due.
  • Balbettate quando il vostro bambino balbetta, ma spesso parlate anche normalmente. Non appena dice una possibile parola, ripetetela. Mostrate il vostro compiacimento con lodi e apprezzamenti. Ripetete “ma”, ridete e abbracciatelo. Il vostro bambino continuerà a ripetere “ma”, felice della sua abilità
  • I bambini possono parlare solamente quando le parole acquistano un senso e devono quindi capire il significato di una parola assai prima di poterla pronunciare. Illustrate ripetutamente il significato con immagini, gesti, azioni.

Da 1 anno a 18 mesi

Bambino da 1 anno a 18 mesiDa 1 anno fino a 18 mesi il bambino sa dire due/tre parole dotate di significato, ma anche prima di pronunciarle riconosce alcuni semplici oggetti quando gli vengono additati. Alcuni bambini acquisiscono le parole alla rovescia, ad esempio possono cominciare a dire “ne” per cane, poi “ca” e finalmente “cane”. Altri cominciano invece dalla prima lettera. A circa 15 mesi, il bambino può a poco a poco cadere in un gergo, con serie di suoni inintelligibili, ma pronunciati con enfasi, inflessioni, fraseggi, azioni e, di tanto in tanto, intervallati da una parola vera. Si tratta di esercizi pratici per mettere insieme un discorso. E ‘ capace di ripetere una breve frase che dite spesso, ad esempio “povero me” nelle giuste circostanze. A 18 mesi, è probabilmente in grado di additare molti oggetti nei libri e nei contesti di ogni giorno.Deve essere in grado di usare dieci parole dotate di significato.

Come aiutarlo a crescere

  • Poiché il bambino è diventato più duttile , la sua comprensione è molto più avanzata rispetto alla capacità di esprimersi . ad esempio “mamma” può significare molte cose, incluse “mamma, dammi da bere”. Quando scoprite che cosa intende dire, dite: “mamma di porta da bere” e ripetete molte volte la parola “bere”. Presto lui dirà:”mamma, bere”.
  • Presentate al vostro bambino ogni tipo di rumore: i versi degli animali, il rumore dei veicoli, i suoni della musica. E’ prontissimo a recepire i suoni e dovete quindi farglieli notare: le porte scricchiolano, i rubinetti sgocciolano, la carte è frusciante.
  • Leggete libri ogni volta che potete, ritornando sempre a quelli da lui preferiti, ripetendo nomi e oggetti. Indicate quelli più familiari, date loro dei nomi e chiedetegli di ripeterli. Mostrate soddisfazione quando li ricorda congratulandovi.
  • Dite il nome di tutto, sempre. Dite il nome dei colori, dei materiali, di ogni qualità o caratteristica.
  • Cominciate a contate e usate i numeri ogni volta che ne avete la possibilità.

Da 18 mesi a 2 anni

Bambino da 18 mesi a 2 anniDa 18 mesi di vita fino a 2 anni il linguaggio di vostro figlio è diventato più complesso e sofisticato. Può avere un vocabolario di trenta parole e comincia a fare domande semplici, come:”dove è andato?” e da risposte di una o due parole, (“lì”).
In realtà egli usa mole combinazioni di due parole, aggiunge al suo vocabolario gli aggettivi possessivi, “mio”, e le frasi negative (“non si può”). Comincia a imparare il ritmo delle conversazioni e attende pazientemente il proprio turno per parlare. Diventa cooperativo nella comunicazione. Usa il linguaggio in situazioni diverse: per ottenere qualcosa, per parlare di qualcosa, per riferirsi agli altri. Il suo linguaggio, tuttavia, può essere indistinto a causa dello scarso coordinamento muscolare. Può dire “ossetto” invece di “orsetto”.

Come aiutarlo a crescere

  • Incominciate ad usare gli aggettivi in ogni occasione. I primi sono solitamente: “buono”, “cattivo”, “bello”, “brutto”, “caldo”, “freddo”. Uniteli a sostantivi, come ad esempio in “latte freddo”, “bambino bello”, “orsacchiotto buono”, specialmente quando descrivete il cibo, le persone, i giocattoli, cioè gli argomenti preferiti del vostro bambino.
  • Usate anche avverbi come “qui” e “dove”. Enfatizzate tutti i verbi e accompagnateli con azioni per aiutare la comprensione.
  • Il bambino capisce le preposizioni e le congiunzioni assai prima di usarle, ma sottolineatele sempre e illustrate che cosa intendete. Indicate sempre dove sono “su” e “sopra”, “dietro”, “sotto”, “davanti”.
  • L’acquisizione del linguaggio non è continuativa, comincia e si interrompe:dovete seguire il ritmo di vostro figlio e non fargli premura. Non confrontate il vostro bambino con nessuno; ogni bambino impara il linguaggio secondo ritmi propri.

Da 2 a 3 anni

Bambino da 2 a 3 anniDa 2 a 3 anni vostro figlio conosce da 200 a 300 parole e può impegnarsi in lunghi monologhi. Usa il linguaggio con sicurezza e mostra interesse per le nuove parole. Comincia ad ascoltare quando gli si parla e il suo arco di interesse si fa più ampio e più lungo. Il linguaggio diventa più scorrevole, anche se pronuncia male le parole, sostituisce in modo errato le lettere e magari a le esse e le erre blesa. Il bambino comincia a sviluppare i rituali del linguaggio, come l’ascolto continuato dello stesso racconto. Gli piacciono le storie complicate ed è interessato ad ascoltare la conversazione degli adulti. Può saltare da un argomento all’altro in un’unica frase. Comincia a usare la congiunzione “e” per collegare le idee, inizia ad afferrare la sfumatura di pronomi come “io”, ”me”, “tu” e li usa correttamente e a servirsi di molte parole legate al tempo: capisce i concetti di passato, presente e futuro.

Come aiutarlo a crescere

  • Vostro figlio preferirà parlare a bambini della sua età più che agli adulti ed è dunque bene che stia il più possibile in compagnia dei coetanei, ciò che l’aiuterà a sviluppare le sue capacità linguistiche. È questa una delle ragioni per cui le scuole materne sono cosi importanti: a questa età, il linguaggio cessa di essere egocentrico e diventa più sociale e comunicativo; il contatto con altri bambini è dunque essenziale perché il piccolo possa sviluppare un linguaggio sociale.
  • Ripetetegli le sue storie preferite, cosi che possa elaborare i propri sentimenti sul mondo che gli sta d’attorno e fare paragoni.
  • Leggetegli storie più complesse e introducete nuove parole, spiegandole attraverso l’uso ripetuto nel vostro discorso.

Da 3 a 4 anni

Bambino da 3 a 4 anniDa 3 a 4 anni vostro figlio comincia a dimostrare padronanza del linguaggio e sicurezza nel suo uso; di conseguenza, parla più scorrevolmente e diventa più audace: ama le parole nuove e si esercita ad usarle. Si rende conto di potere esercitare un certo grado di controllo sul linguaggio, per cui comincia a usare le parole come ordini (“portami”), tentativi di persuasione (“potrei avere”), cooperazione (“cercherò”). Inizia a servirsi di modi più sofisticati del verbo come il condizionale (“vorrei avere un gelato”), e capisce il concetto di possibilità e probabilità (“potrei andare dalla nonna”; “forse pioverà”; “forse mangeremo un gelato”). Il concetto di grammatica cresce rapidamente, ad esempio se qualcosa è avvenuto in passato, aggiunge “ito “ alla fine della parola “mi ha colpito”, usa i plurali in modo non sempre corretto e tenta i comparativi. Gli piace portare avanti la conversazione con domande (“come?”perche?””quando?”), usa espressioni di gergo, parole senza senso e può anche inventare parole sue.

Come aiutarlo a crescere

  • Non correggete mai apertamente gli errori di vostro figlio; ripetete diplomaticamente ciò che ha appena detto, ma correttamente. Se esita su una parola, aiutatelo immediatamente: gli darà sicurezza e solleciterà il suo interesse.
  • Il bambino risponde bene al ragionamento: coinvolgetelo dunque nella soluzione di problemi semplici, con domande, opzioni, soluzioni; discutete apertamente ogni fase. Chiedete la sua opinione su qualcosa su cui sapete di essere d’accordo, in modo da dargli lì impressione di essere stato lui a decidere.
  • Dite frasi più lunghe e più complesse. Quando vostro figlio vi parla voltatevi verso di lui e ascoltatelo attentamente. Annuite e inclinate la testa per dimostrare che state ascoltando.
  • Rispondete sempre alle domande, non c’è bisogno di dire l’inte verità, giusto quel tanto che lui è in grado di gestire, ma non mentite mai e non fingete. Vostro figlio lo scoprirà e non si fiderà più di voi. Se continuerà fare la stessa domanda, dategli la stessa risposta, non siate mai impazienti.
  • I bambini amano sussurrare, giocate dunque a sussurrare e sottolineate le espressioni.
  • Fra le letture di vostro figlio includete delle fiabe, in quanto lo aiutano a venire a patti con il suo mondo senza attriti e migliorano la sua concezione del reale e dell’irreale, del passato, presente e futuro, della lealtà e dell’ingiustizia; del bene e del male; della gentilezza e della brutalità…
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Redazione Staibene

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