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I maggiori rischi al bar? “I cibi non cotti”, parola di esperto

Parla l’esperto: Ecco i cibi che si deteriorano prima, come capire se ci ha fatto male il tramezzino e altro ancora

Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di aver mangiato in un bar o una tavola calda e pagarne poi le amare conseguenze che vanno dal leggero mal di pancia a qualche disturbo decisamente più serio.

Quali sono i cibi più pericolosi per la salute? Quali sono i sintomi degli alimenti mal conservati? Quali sono i farmaci per curarsi? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Pregliasco, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano.

Quali sono i campanelli di allarme per capire che è meglio non frequentare quel determinato bar?

“Il disordine può essere il segnale. Già l’occhio del cliente può dare una valutazione della pulizia generale, perché per noi cittadini è difficile sapere se sono state ottemperate le norme del manuale dell’Haccp (Analisi del Pericolo e Controllo dei Punti Critici) che prevede un’attenzione sistematica all’igiene conservazione e manipolazione  del cibo”.

 

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Cos’è che mette a maggior rischio la salute?

“Tutto ciò che non subisce la cottura. Ma anche il prodotto cotto quando comincia a raffreddarsi e ritorna sotto i 60°, comincia ad essere di nuovo a rischio e va gestito nel modo opportuno. La struttura deve garantire la catena freddo-caldo e questo lo possiamo verificare solo se ci sono gli strumenti adatti.
La fase di temperatura a rischio va dai 5° ai 50° e allora subito dopo la cottura l’alimento deve rimanere a temperatura ambiente il minor tempo possibile.Per non rischiare gli alimenti devono stare sotto i 5° o sopra i 50° e non è la temperatura naturale.
Nelle mense o tavole calde, dopo che la carne è stata cotta, viene mantenuta a bagnomaria o sotto raggi infrarossi per mantenere questa temperatura fino al servizio. Questa procedura garantisce, sia la qualità del prodotto perché se è freddo è cattivo, sia l’aspetto igienico.”

Quali sono i cibi che si deteriorano prima?

“Tutto ciò che contiene una grande quantità di proteine e di umidità. Quindi gli alimenti a base di uova, ma anche la carne. Ci può essere un rischio di contaminazione anche per le verdure a foglia larghe se consumate crude, perché non sono state lavate in modo accurato. Oggi ci sono sistemi industriali che garantiscono bene la pulizia, altri meno…”

 

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(segue…..)

Redazione Staibene

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