• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

2.045 visite

L’esperta: “Gli additivi non fanno male, ma…”

L'esperta: "Gli additivi non fanno male, ma..."

Più li conosci, meglio sai come trattarli. E meno timori avrai nell´affrontarli al momento di fare la spesa. Parliamo degli additivi, troppo spesso fonte di preoccupazione per la salute senza un reale motivo di esserlo. Già , perché conservanti, coloranti & Co. saranno pure sostanze aggiunte agli alimenti. Ma sono sostanze con un bassissimo livello di tossicità  per l´organismo. Come spiega la dottoressa Catherine Leclercq (foto a sinistra), ricercatrice dell´Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) nonché membro del "Panel Additivi" dell´Autorità  europea per la sicurezza degli alimenti (Efsa), "gli additivi sono tutt´altra cosa rispetto ai pesticidi o ai contaminanti: questi ultimi sono molto più tossici".
Ma sono proprio necessari?
No, in realtà  non lo sono, anzitutto perché ci possiamo alimentare con cibi freschi. E comunque, non sono indispensabili neanche per la conservazione degli alimenti: esistono tanti altri modi per evitare che i cibi vadano a male (essiccatura, conservazione con il freddo, con il caldo e altri ancora). Solo per la produzione di pochissimi alimenti, gli additivi diventano indispensabili: per esempio gli insaccati non possono essere prodotti in sicurezza senza nitriti, aggiunti per prevenire il botulismo.

Di quali, in particolare, potremmo fare a meno?
Di quelli aggiunti solo per vendere meglio un prodotto, come i coloranti. Le faccio un esempio: quando si va a comprare del salmone, ci si aspetta che sia del tipico colore rosa. Pochi sanno, però, che quello di allevamento non avrebbe naturalmente la carne rosa perché non viene nutrito con i gamberetti. Ecco perché viene aggiunto un colorante nel suo mangime: per invogliare il consumatore. Stesso discorso per le caramelle: potrebbero essere biancastre e avere sapore lo stesso, ma i produttori le colorano con le tinte più stravaganti per renderle più attraenti ai bambini.
Quindi è solo una questione psicologica?
Se il consumatore si abituasse all´idea che un alimento non deve per forza avere colori molto intensi, e se i produttori puntassero a rendere gradevole alla vista non l´alimento, ma la confezione, sarebbe molto meglio per tutti.
Quali sono gli additivi più sottovalutati, più pericolosi di quanto sembri o si sappia?
Gli aromi. In realtà , dal punto di vista strettamente normativo, sono una categoria che non rientra tra gli additivi. Ma sono pur sempre sostanze che si aggiungono agli alimenti per motivi tecnologici. E se per tutte le altre "classi" di additivi la sicurezza d´uso si valuta sulla base di un dossier tossicologico molto ricco di elementi, così non è per gli aromi. In questo caso, infatti, ci si basa principalmente sulla struttura chimica. Si è costretti insomma a valutazioni più grossolane, perché non si hanno dati relativi né alle quantità  presenti negli alimenti né alle specifiche caratteristiche tossicologiche di ciascuno di loro. E´ tutto molto più vago: quelli utilizzati sono circa 3.000, sull´etichetta compaiono di solito solo come "aromi" o "aromi naturali"…
Anche gli aromi naturali sono pericolosi?
E´ proprio l´aggettivo "naturali" che è fuorviante. Uno pensa sia sinonimo di bassa tossicità , mentre ingredienti come la cannella o la menta contengono aromi naturali che hanno un elevata tossicità .
Esistono invece additivi sopravvalutati, che si temono cioè senza alcun motivo?
I conservanti. Non si sa bene perché, ma mettono paura. Quando in realtà  non sono certo più pericolosi di altre sostanze. Condivido però l´atteggiamento che porta il consumatore a scegliere prodotti privi di conservanti, ma più per motivi di qualità  che di sicurezza. L´assenza di conservanti è spesso sinonimo di maggiore attenzione da parte del produttore alla scelta degli ingredienti e al processo produttivo. Ed è un discorso che vale anche per i coloranti: un alimento alla fragola non dovrebbe essere rosso grazie a un additivo, ma perché tra gli ingredienti base ci sono frutti freschi e di qualità .
E´ vero che in certo casi gli additivi possono provocare effetti collaterali come reazioni allergiche o problemi intestinali?
I problemi che possono verificarsi quando si eccede nel consumo di alcuni edulcoranti (i polioli), sono effetti collaterali non particolarmente preoccupanti (se non nei bambini piccoli), legati al richiamo di acqua a livello intestinale. Diverso è il discorso dei nitriti, che possono comportare problemi di salute più seri e di cui è bene limitare il consumo. Quanto alle allergie, i soggetti predisposti hanno in genere una dieta da seguire e sanno quali additivi evitare utilizzando le etichette.
Anche senza volerlo, può capitare di superare le dose giornaliere ammissibili, mangiando più prodotti diversi. E´ pericoloso?
No. Superare saltuariamente la soglia stabilita dai tossicologi non implica di per sé un danno per l´organismo: è una dose di sicurezza che si può superare per un giorno, una settimana o un mese. Ma potrebbe creare danni se dovesse accadere tutta la vita.
I prodotti biologici rappresentano una sicurezza?

Sì, senz´altro. Perché non vengono usati pesticidi per la loro produzione, ma anche perché i prodotti trasformati biologici non possono contenere additivi diversi da quei pochi (circa una ventina, tutti molto semplici e innocui) stabiliti per legge. Resta un problema, però: i soliti aromi. Nei prodotti biologici sono ammessi solo quelli naturali, che come abbiamo visto non necessariamente rappresentano un vantaggio.

I cibi che arrivano da Paesi extra Ue sono un pericolo?
Tutt´altro. Per entrare nell´Unione europea sono soggetti alle nostre normative e a controlli molto rigorosi.
Quali consigli darebbe a chi non ha né il tempo né la pazienza di leggere con cura tutte le scritte riportate in etichetta, quando fa la spesa?
Anzitutto, bisogna prestare attenzione all´ordine con cui compaiono gli ingredienti: sono in ordine decrescente di presenza. Al primo posto, quello presente in maggiore quantità . Nello scegliere una merendina, per esempio, bisogna verificare che la farina sia in cima alla lista, comunque prima dello zucchero. Altro esempio: al momento di acquistare dei crackers, è importante verificare che l´olio di oliva non compaia in fondo all´elenco, magari dopo voci come "oli vegetali"… E ancora: cerchiamo di dare la preferenza ai prodotti a base di frutta, specie quelli per bambini (bibite, dessert a base di latte), che non contengono coloranti o aromi. E di scegliere alimenti con pochi ingredienti semplici. Infine, la raccomandazione più banale, eppure più importante: comprate prodotti freschi. E privilegiate l´acqua alle bibite.

(Valentino Maimone)

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}