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L’empatia dei figli

I bambini sani dimostrano assai presto la capacità di capire le emozioni degli altri

L'empatia dei figli

Empatia è pensare agli altri e cercar di capire le loro emozioni: i bambini sani la dimostrano assai presto. Durante il primo anno, noterete che il vostro bambino risponde globalmente a ciò che avviene attorno a lui; così, se vede qualcuno molto infelice può imitare il suo volto e se qualcuno esprime un’emozione molto forte, cercherà di adeguarsi a tale emozione. Ad esempio, può cominciare a piangere e quando sente piangere un altro bambino, anche se non ne ha motivo; i bambini comunemente si mettono a piangere se vedono piangere gli altri. Fra i dodici e i diciotto mesi, quando il vostro bambino ha un senso abbastanza chiaro dell’io, può rispondere all’infelicità di un’altra persona mostrando la stessa infelicità. Può anche tentare di aiutare l’altra persona offrendole ciò che considera più confortante per se ed è assai comune che un bambino di diciotto mesi vedendone un altro farsi male, vada dai propri genitori per fare in modo che lo aiutino. In seguito fra i due e i tre anni, vostro figlio comincerà a dimostrare empatia per le sensazioni altrui e la sua risposta sarà legata alla comprensione della situazione dell’altra persona più che alla sua stessa esperienza. Le sue risposte empatiche aumentano negli anni prescolari ed egli impara a leggere le emozioni delle altre persone. Attorno ai quattro – cinque anni, la risposta empatica diventa complicata, in quanto il bambino deve tener conto di diverse emozioni contraddittorie contemporaneamente. Se vede un compagno che cade e si fa male dimostrerà empatia, non soltanto per quanto riguarda la ferita, ma anche per quanto riguarda il possibile senso di vergogna o di imbarazzo che ilsuo amico può provare, e invece di accorrere in suo aiuto, può fermarsi, perché sa che il suo amico preferisce non essere aiutato. Emerge una comprensione assai più generalizzata dei sentimenti altrui, comprensione che non è semplicemente legata alla sensazione immediata; potrete accorgervi che il vostro bambino è più triste o più empatico per un problema di lunga durata di un suo amico che per un problema di breve durata.

 

Come aiutare il vostro bambino

La prima crisi si verifica durante il primo anno di vita, quando vostro figlio sviluppa un senso di fiducia nella prevedibilità del mondo e nella propria capacità di influire sugli avvenimenti attorno a lui. E’ il vostro comportamento che è determinante per la soluzione della crisi del bimbo. I bambini che alla fine del primo anno di vita hanno un forte senso di fiducia, sono quelli che hanno genitori affettuosi e amorosi, che rispondono loro in modo prevedibile e affidabile. In altre parole, un bambino che ha sviluppato un senso di fiducia continuerà a intessere altri rapporti basati su di esso. Naturalmente, è importante che il bambino sviluppi anche una sana sfiducia e che impari a discriminare tra situazioni pericolose e situazioni sicure. Quando vostro figlio acquista maggiore mobilità, sviluppa uno spirito di indipendenza e di autonomia. Ora i suoi sforzi per arrivare all’indipendenza non sono più attentamente guidati da voi ed egli può sperimentare insuccessi ripetuti o anche il ridicolo, che possono portare alla demoralizzazione e alla sfiducia di se. Ciò significa che, anziché avere una sensazione di autocontrollo e di autostima, egli può provare una vergogna eccessiva per il fatto di non essere capace di portare a termine i compiti che gli avete imposto. Il vostro bambino di quattro anni è capace di programmare quando deve prendere un’iniziativa, ed è in grado di assumersi una certa responsabilità. Quando mette in pratica le sue nuove capacità e cerca di conquistate il mondo, diventa aggressivo e c’è il pericolo che si spinga oltre il limite, nel qual caso dovete frenarlo e punirlo. Se non lo farete o se lo farete troppo, creerete uno squilibrio che provocherà in lui un senso di colpa. Quando avrà sei anni, il piccolo potrà aver sviluppato un vero e proprio bisogno di “lavorar sodo” e di diventare un “addetto” al lavoro. Il vostro compito è semplicemente di sviluppare un repertorio di capacità che lo aiutino a far fronte nel migliore dei modi alle richieste della società

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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