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Le ‘signore’ sesso debole anche nella sanità

Sono poche, meno considerate e lontane dai posti di prestigio

Altro che quote rosa. Nella sanità italiana le donne sono ridotte al lumicino, specie in confronto al resto d’Europa. Se poi si guarda ai posti di comando, la situazione è anche peggiore: sono solo l’11% dei primari, il 5,4% dei professori ordinari nelle università e il 3,2% dei direttori di aziende ospedaliere e Asl.
La fotografia di una discriminazione arriva da una ricerca presentata a Roma durante un convegno di cardiologia “al femminile”, da Maria Luisa Bianco, docente di Sociologia all’università del Piemonte orientale.
“Esiste quello che Oltreoceano chiamano il tetto di cristallo, cioè un ostacolo che non si vede, ma che impedisce alle donne di raggiungere posizioni di vertice in settori di primaria importanza”, ha spiegato la docente durante l’incontro. E le prove a sostegno di questa tesi sono numerose: “Un solo neurochirurgo su dieci è donna, come un ortopedico su venti o un cardiologo su sei. Eppure oramai le donne che studiano Medicina e si laureano hanno sopravanzato gli uomini”. Un’inversione di tendenza che tra un po’ produrrà i suoi effetti, ma che, per il momento, rende la professione medica appannaggio del sesso maschile.
Sono 223 mila, secondo la Fnomceo, gli uomini medico, contro le 118 mila donne. E la Bianco suggerisce un’altra considerazione: “In genere quando le donne entrano in una professione questa si trasforma. E spesso perde punti in riferimento al reddito e al prestigio. Caso emblematico, quello dell´insegnamento, un tempo esclusivamente riservato agli uomini e ora quasi nella totalità ‘in rosa’. Altre volte succede che l´ingresso delle donne determina una segmentazione, come nella professione medica. Così le donne finiscono per essere emarginate, soprattutto in alcune specializzazioni, come pediatria o ginecologia, e diventano rare presenze laddove è in gioco prestigio e elevato tasso di tecnologia”.


Redazione Staibene.it – febbraio 2006
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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