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Le donne cercano il maschio perfetto

Ma gli uomini vanno in tilt di fronte alle eccessive pretese femminili

Il principe azzurro delle donne italiane? Dev´essere marito esemplare, professionista rampante, padre premuroso, amante passionale. Facile, no? Non la pensano così gli uomini italiani under 40: uno su due, di fronte a cotante esigenze, va in tilt. Anche e soprattutto sotto le lenzuola.

Ansia di prestazione
Le donne italiane cercano il maschio perfetto, ma questo si traduce in una pressione insostenibile per gli uomini del Belpaese. Che inevitabilmente a letto finiscono per restare travolti dall´ansia di prestazione. In particolare, per chi segue terapie contro la disfunzione erettile, la fase dei preliminari può diventare un inferno scatenato dall´attesa snervante che il farmaco faccia effetto.
È la foto scattata dall´indagine Satisfacts, ricerca online condotta in 6 Paesi (Brasile, Canada, Germania, Italia, Russia e Turchia) su 6.315 uomini tra i 18 e i 75 anni, con o senza problemi di disfunzione erettile, problema che colpisce tre milioni di italiani, numero in continua crescita.
L´indagine è stata presentata durante il Congresso congiunto della Sic (Società italiana della contraccezione) e della Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica).

La fase dei preliminari
"È un meccanismo psicologico molto semplice e universale", spiega la psicosessuologa Chiara Simonelli, presidente dell´European Federation of Sexuology (Efs). "Se l´uomo ´scende in campo´ sicuro che in poche decine di minuti il farmaco sarà efficace, si può concentrare su chi ha tra le braccia. La fase dei preliminari è delicata perché l´uomo è in attesa che il farmaco funzioni. È costretto così ad allungare i tempi dei preliminari, mentre la sua mente si chiede perché non si verifichi ancora nulla. Sopraggiunge un´ansia da prestazione che anticipa e si somma a quella del rapporto vero e proprio".
La concentrazione sul petting "svanisce e questo crea delusione nelle donne e nell´uomo stesso: un circolo vizioso che infrange quindi la figura del ´maschio perfettò e si verifica nel 60% delle persone che assume farmaci per la disfunzione erettile".

Il ruolo dei farmaci ad hoc
In questi casi formulazioni farmacologiche "discrete e ad azione rapida restituiscono fiducia nella performance a letto", sottolinea Bruno Giammusso, responsabile dell´Unità operativa di andrologia all´ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Il petting, spiega Salvatore Caruso, presidente della Fiss, "è un tempo critico per il successo dell´atto sessuale. Ma noi clinici ce ne accorgiamo soprattutto nei tanti pazienti che assumono farmaci per l´erezione. Prima erano numerosi quelli che si inventavano le scuse più fantasiose per non iniziare i preliminari, aspettando l´effetto farmacologico. Ora non è più così".

La disfunzione erettile
La disfunzione erettile riguarda il 13% degli uomini tra i 40 e i 70 anni, ma ben uno su 2 ha avuto difficoltà di erezione almeno una volta nella vita. Il 40% degli italiani pensa però che questo disturbo interessi soltanto i più anziani. "Invece, come dimostrano i dati, sono proprio gli uomini sotto i 40 anni ad avvertire la pressione maggiore da parte della compagna ad essere ´l´uomo perfetto´ ", aggiunge Giammusso – per motivi culturali, infatti, questa percentuale diminuisce con l´invecchiamento".
Lo spettro della disfunzione erettile, evidenzia Simonelli, "nell´uomo provoca senso di vergogna e imbarazzo, paura del fallimento, allontanamento affettivo e fisico dalla partner, mentre nella donna si generano sentimenti negativi come timore che il partner abbia perso interesse sessuale o non la trovi più attraente, perdita di auto-stima e senso di abbandono e rifiuto".

Vita sessuale che non soddisfa
Dall´indagine emerge poi che in tutti i Paesi coinvolti gli uomini hanno indicato come motivo principale dei problemi di coppia l´insoddisfazione della vita sessuale. Tra questi, il 57% soffriva di disfunzione erettile. Un altro aspetto riguarda la frequenza dei rapporti sessuali: il 60% degli uomini intervistati ha dichiarato di esserne soddisfatto, ma esiste una differenza tra realtà e desideri maschili. Il 75% vorrebbe avere rapporti più di una volta a settimana, ma soltanto il 12% ci riesce, a causa dei sempre più frequenti disturbi sessuali.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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