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L’assetto familiare: primogenito, secondogenito…

Come la composizione della famiglia agisce sull’educazione dei figli

L'assetto familiare: primogenito, secondogenito...

Nessuna posizione in famiglia può essere considerata la migliore in senso assoluto. I primogeniti crescono in un ambiente incentrato sulla loro presenza, in cui le attività della famiglia verteranno più su di loro che sui figli nati in seguito. Ricevono maggiore guida e aiuto nel loro sviluppo, recepiscono gli insegnamenti di un linguaggio più complesso da parte dei genitori durante l’infanzia e, a causa delle loro pressioni solitamente ottengono più dei fratelli minori. I primogeniti sono in genere meglio accettati dagli adulti e tendono quindi ad assumere ruoli di leader, in quanto si conformano meglio alle aspettative sociali. D’altro lato, i genitori sono meno abili nel loro compito educativo con il primogenito e tendono ad intervenire troppo, a interferire, a usare una disciplina più coercitiva e a punire maggiormente. Ciò può indurre sensazioni di ansia nel bambino, che finisce col chiedersi in continuazione: “faccio bene?”. Tuttavia, non c’è dubbio che se ai bambini nati in seguito venisse prestata la stessa attenzione che viene riservata ai primogeniti, essi probabilmente arriverebbero ai medesimi risultati e sarebbero altrettanto benaccetti socialmente. Gli effetti dell’assetto familiare diventano assai presto persistenti e influenzano grandemente l’adattamento personale e sociale dei bambini, anche per il futuro. Ad esempio, sappiamo che i primogeniti sono più consapevoli della loro salute rispetto ai fratelli minori e che, una volta adulti, consultano più spesso il medico tenendo inoltre ad essere più cauti e ad assumersi minori rischi. E’stato dimostrato che la posizione in cui un bambino si trova nella famiglia ha un’influenza importante sul modo in cui, divenuto adulto, si adatterà alla condizione matrimoniale: ciò avviene perché tutti impariamo ad assumere alcuni ruoli nella casa della nostra infanzia e continuiamo a svolgerli anche dopo il matrimonio. Ad esempio, si ha l’adattamento matrimoniale migliore quando gli uomini che sono stati fratelli maggiori, sposano donne che sono state sorelle minori. Vi sono invece frizioni quando queste posizioni sono invertite, in quanto le mogli tendono a dominare i loro mariti, come hanno fatto un tempo con i fratelli più piccoli. In un matrimonio in cui marito e moglie sono entrambi figli primogeniti, è probabile che vi siano molti attriti, poiché ciascun coniuge cerca di dominare l’altro.

 

Il numero dei figli

Il numero dei figli presenti in una famiglia influenza grandemente lo sviluppo del bambino. I bambini con molti fratelli e sorelle minori devono dividere con questi l’attenzione dei genitori. Se un bambino è più debole, riceverà probabilmente la maggior parte dell’attenzione dei genitori, e ciò può portare ad una sensibilizzazione al favoritismo negli altri. Aumenterà la rivalità tra fratelli e aumenteranno la competizione, i sentimenti di antipatia e i risentimenti. Inoltre è probabile che un bambino debole sviluppi un modello di personalità gregario e un senso di inadeguatezza e di martirio, mentre il più forte potrà sentirsi discriminato e imparare perciò a svolgere il ruolo di leader. In una famiglia numerosa vi sono minori risorse e disponibilità dei genitori destinati a ciascuno. I bambini crescono insieme e ci si aspetta che giochino insieme, che condividano gli stessi giocattoli e amici che si vestano allo stesso modo anche quando sono di sesso diverso. Ciò ovviamente soffoca lo sviluppo della personalità e dell0individualità. E’ indispensabile che i bambini abbiano un loro spazio. L’ideale sarebbe che tra un figlio e l’altro vi fosse un intervallo di due anni, due anni e mezzo.

Redazione Staibene

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