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Lapsus e “papere”? Ecco di chi è la colpa

Ecco dove nascono e perché si verificano i lapsus verbali

Le chiamano familiarmente “papere” e sono quei lapsus o errori verbali che – specie quando capitano a personaggi pubblici, telecronisti, attori, politici e via elencando – fanno ridere chiunque, molto spesso anche chi li fa.

Consistono nel pronunciare male le parole, scambiarle tra loro, invertendone magari le sillabe. Il tutto dà origine a un effetto comico, per quanto completamente involontario.

Ma dove nascono le “papere”? Cerchiamo di capirne di più.

 

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Non è solo colpa dell’inconscio
Quasi sempre, per giustificare un lapsus più o meno clamoroso, tendiamo ad attribuire ogni responsabilità all’inconscio: pronunciamo un vocabolo al posto di un altro perché in realtà è ciò che stiamo effettivamente pensando in quel momento.

Freud li chiamava ‘atti mancati’.  Atti cioè il cui errore (o  dimenticanza) non va  attribuito al caso. Il tutto al solo scopo di trovare un canale entro cui far scorrere tutta quella serie di pensieri o di fantasie  che altrimenti sarebbero rimossi o censurati.

Spesso per definire questi eventi si alla frase: lapsus freudiano secondo la quale il lapsus rappresenterebbe un contrasto conflituale psichico (presente in ogni essere umano) che si genera quando c’è un’opposizione tra esigenze interne,  a cui normalmente ci si oppone, con un compromesso oppure con una rimozione.

In altre parole il  lapsus rende evidente  un conflitto tra ciò che dovremmo fare secondo  il nostro raziocinio e le tendenze inconsce spesso contrarie al volere cosciente. Con il risultato che le seconde, involontariamente prevalgono sulle prime, dal momento che si ha una momentanea perdita di controllo, mettendo in evidenza il desiderio inconscio sottostante.

Ma non sempre la spiegazione psicoanalitica regge. Più spesso, infatti, a provocare le “papere” è una défaillance del linguaggio.

 

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Come evitare papere e lapsus
Esistono due tipi di lapsus:

  • i lapsus semantici, in cui si scambia una parola con un’altra collegata per significato (per esempio: “scuoti i piatti” e “lava la tovaglia”): molto spesso sono collegati all’inconscio;

 

  • i lapsus fonologici, quando si alterano o invertono le sillabe di un vocabolo (per esempio “cimena” invece di “cinema”): sono soprattutto il segnale di una notevole stanchezza mentale e stress, che provocano distrazione e favoriscono la “papera” classica.

Regole infallibili per evitare i lapsus e le “papere” non ce ne sono. Gli psicologi che hanno cercato di buttare giù qualche consiglio legato soprattutto all’interpretazione più moderna dell’origine del lapsus, quella lessicale e del  linguaggio.

Se dunque  la causa è l’affollamento di troppe parole, la tendenza ad accavallare ragionamenti, lo stress da prestazione, l’attitudine a parlare in fretta per non dimenticare ciò che si vuol dire, i consigli sono:

  1. Pensare ad una cosa alla volta;
  2. scegliere le parole giuste;
  3. parlare lentamente;
  4. convincersi che si è più convincenti con pochi concetti chiari scanditi lentamente che con molte parole confuse pronunciate frettolosamente.

 

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Redazione Staibene

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