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L’anoressia è donna? Non solo…

Sempre più uomini vengono colpiti dai disturbi dei comportamenti alimentari di origine nervosa. Ma la diagnosi è difficile

L’anoressia non si declina solo al femminile. Il più drammatico e pericoloso dei disturbi alimentari, a differenza di quanto comunemente si pensa, riguarda anche gli uomini. Le statistiche descrivono il fenomeno dell’anoressia maschile in aumento, nonostante il rapporto sia ancora tutto sbilanciato in favore delle donne (10 a 1): gli esperti concordano nel collocare intorno alle 14-15 mila unità i casi di anoressici nel nostro Paese. Ed è probabile che siano numeri sottostimati.

Anoressia maschile, diagnosi difficile
Diagnosticare in un uomo l’anoressia nervosa non è affatto semplice: i medici non si aspettano di trovarsi di fronte un uomo anoressico e associano i sintomi del paziente ad altre patologie. Non solo: fino a oggi i criteri diagnostici dell’anoressia sono stati incentrati sulla donna; uno dei più importanti sintomi della malattia è considerata l’alterazione del ciclo mestruale. Ecco perché molti casi di anoressia maschile non sono riconosciuti come tali.

E poi c’è l’elemento psicologico: difficile far accettare a un uomo l’idea di essere colpito da una malattia “da donne”. Rispetto alle donne, i maschi tendono a non volere ammettere il problema. E anche se ne prendono coscienza, non ne parlano apertamente.

Anoressia e sessualità
Un altro fattore fondamentale per indagare sulle differenze tra anoressia femminile e anoressia maschile è la sessualità: nelle donne il problema si manifesta per la prima volta in coincidenza con lo sviluppo sessuale, negli uomini più tardi, rispetto al periodo puberale. I maschi prendono l’anoressia come uno strumento per arrivare più disinibiti al primo incontro con l’altro sesso: dimagrendo e raggiungendo il proprio ideale estetico e virile, hanno la conferma del proprio valore. Tutto il contrario delle donne, che usano l’anoressia per mettere alla prova l’altro (“amami a prescindere dal mio corpo, desiderami come persona”) o per tenerlo a distanza attraverso la negazione della sessualità.
La sessualità è anche un notevole motivo di ansia per gli uomini anoressici: è stato dimostrato che la gran parte dei maschi anoressici è cresciuto in famiglie in cui il sesso era un tabù. Di conseguenza, l’omosessualità diventa un fattore determinante: quasi il 50% dei soggetti anoressici dice di essere incerto sulla propria identità sessuale.

Anoressia e ambiente familiare
L’anoressico-tipo è di solito un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima. L’ambiente familiare in cui cresce ha un ruolo centrale nello sviluppo della malattia: un padre poco presente e una madre dominante e iperprotettiva sono quasi una costante nella vita degli anoressici.

Redazione Staibene

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