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La vaccinazione antitifica

La vaccinazione contro la febbre tifoide si avvale correntemente del vaccino orale attenuato

La vaccinazione antitifica

La febbre tifoide è iperendemica in America Latina, nell’intero continente Africano,  ed in Oriente. Le stesse aree di alta endemia per febbre tifoide sono di solito caratterizzate anche da un elevata morbosità per epatiti virali. La vaccinazione contro la febbre tifoide si avvale correntemente del vaccino orale attenuato: si tratta del ceppo di salmonella typhi TY 21 a liofilizzato ,  in grado di indurre un’ottima risposta locale (lgA secretorie) ed una modesta immunità umorale; il ciclo vaccinale costituito da quattro capsule da assumere nei giorni alterni; le capsule possono essere aperte qualora esistano problemi di deglutizione ma, in questo caso occorre somministrarle insieme con un antiacido.  Poiché la meflochina può interferire con la risposta immunitaria si consiglia di somministrare il vaccino contro il tifo per via orale almeno a 24 ore di distanza. Ben tollerato ed efficace è il nuovo vaccino basato su polisaccaride Vi da somministrare per via intramuscolare o sottocutanea; esso suscita livelli protettivi di anticorpi con una sola iniezione e non ha problemi di interferenza con gli antimalarici. In Inghilterra è autorizzato un vaccino combinato Epatite A+Tifo (polisaccaride Vi).

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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