• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.725 visite

La sessuologa: “Ma quanti single di comodo…”

"Mi diverto molto quando mi trovo di fronte a single patologici: dal punto di vista professionale, scavare nelle loro menti è molto interessante"… La dottoressa Marinella Cozzolino, sessuologa e psicoterapeuta, presidente dell´Associazione italiana di sessuologia clinica, conosce bene la categoria di quelli che "matrimonio, convivenza? No, grazie…". Alla sua esperienza quotidiana sul campo chiediamo aiuto per definire meglio alcuni aspetti della mentalità  dei single, al maschile e femminile.

Cominciamo proprio da questo: c´è differenza tra i cuori solitari uomini e donne?
Senz´altro. Ma serve una premessa: si può essere single per i motivi più vari e adottare comportamenti sempre diversi, a seconda delle persone e dei caratteri. Detto questo, però, l´uomo che rifiuta matrimonio e convivenza ha un atteggiamento per certi versi più "normale", comprensibile per un maschio: può avere tante storie diverse, può restare comodo a casa con i genitori, vedere gli amici quando vuole, senza avere controlli e orari di sorta.

E la donna?
Nella stragrande maggioranza dei casi ha un rapporto molto conflittuale con la madre, amore e odio, che le causa enormi difficoltà  a distaccarsi da lei. Risultato: resta in casa, rifiuta l´idea di abbandonare la mamma e diventare magari madre lei stessa. Tra le donne adulte italiane questo fenomeno è molto diffuso e in continua espansione.

E pensare che quando si dice "donna single" si pensa subito alla manager rampante mangiauomini…
All´esterno, magari, appare così. Ma poi, in casa, dorme nello stesso letto della madre, come mi è capitato di sentire da alcune mie pazienti…

Insomma, essere single è bello sì o no?
Dipende: se è per libera scelta, nulla da dire; se è per forza maggiore, il discorso ovviamente cambia. E una condizione che all´esterno è vista come qualcosa di positivo, si trasforma in fatto negativo.

Esiste un lato patologico dell´essere single?

Eccome. Ogni volta che si esagera e ci si irrigidisce nelle proprie convinzioni, si finisce per scadere nel patologico. E´ in quel momento che lo psicoterapeuta diventa fondamentale: per individuare la radice del problema (è paura? Incapacità  di relazionarsi con l´altro? Timore di essere abbandonato?) e risolverlo. Ma non capita così spesso che un single si rivolga allo specialista per risolvere la sua condizione…

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}