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La pigrizia è un difetto? Mica sempre…ecco quando è un pregio

Se coincide con la sedentarietà, è deleteria. Ma quando è solo caratteriale, può essere addirittura un vantaggio

Quando si parla di pigrizia, ciascuno ha la sua tesi. Se chiedi a un pigro doc perché è così refrattario al movimento e nello stesso tempo gran fautore della sedentarietà, ti sentirai rispondere che “è questione di Dna”, oppure che “è una forma di reazione allo stress della vita moderna”, o magari che “questa moda del fitness a tutti i costi è insopportabile…”.

Il fatto è che la pigrizia è molto più che una condizione mentale. In Italia raggiunge livelli patologici, se è vero (lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità) che siamo ai primissimi posti nel mondo per sedentarietà, con i nostri figli che sono i più pigri d’Europa per numero medio di giorni in cui praticano almeno 60 minuti di attività fisica, con il 64,3% della popolazione che per pura indolenza non smaltisce i medicinali scaduti negli appositi contenitori.

Un’indagine dell’Unione petrolifera ha perfino stabilito che siamo così pigri da spendere fino a 30 centesimi di euro in più per litro di benzina, pur di non usare il self service, e farsi servire dal benzinaio.

 

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Pigrizia patologica, un rischio serio
Eppure, pensare che la tendenza a non fare, rimandare e riposare sia un’esclusiva italiana sarebbe un errore. Una recente ricerca condotta dal dipartimento di neurologia della University of Newcastle, in Australia, ha individuato per la prima volta una forma patologica ed estrema di pigrizia: definita clinicamente “disturbo da deficienza motivazionale”, colpisce addirittura il 20% della popolazione e si riassume in un’opprimente e debilitante apatia.

È difficile da diagnosticare (bisogna combinare la tomografia a emissione positronica, o Pet, con un test motivazionale) e per questo particolarmente rischiosa: nei casi più gravi, gli scienziati sostengono che si riduca persino la motivazione a respirare. In attesa di ulteriori studi che ne confermino la serietà, rimane un numero: si stima che questa pigrizia estrema costerà all’Australia 1,4 miliardi di dollari l’anno in perdita di produttività.

 

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Redazione Staibene

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