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Nei della pelle, quando fare la mappa del rischio

Quei nei a cui avete fatto caso da qualche tempo, proprio non vi convincono? Fate parte di quella fetta di popolazione con pelle chiara e capelli biondi, rossi o occhi azzurri e siete soggetti spesso a eritemi e scottature quando vi esponete al sole? È giunto il momento di consultare un dermatologo.

L’universo dei nei è il più familiare ( chi non ha almeno un neo sulla pelle) ma anche il più misterioso e controverso, stretto tra la normalità nell’averli e il rischio che dietro ad ogni neo possa nascondersi quello “bastardo” che può trasformarsi da benigno in  tumore maligno.

Ma cosa sono i nei?

 

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Che cosa sono i nei e perché si formano

Ci sono quelli che gradevoli, che possono addirittura rendere più accattivante un sorriso. E quelli brutti da vedere, dai colori e dalle dimensioni preoccupanti. I nei sono sempre stati un piccolo grande mistero del nostro corpo: che cosa sono, perché si formano, che cosa significano?

Che cosa sono
Tecnicamente, si tratta di agglomerati circoscritti di melanociti, le cellule del nostro corpo che producono la melanina (a cui si deve il colore della pelle). Tendono a essere simmetrici, di forma tondeggiante, con bordi ben definiti e colorazione omogenea. E di solito non superano i 6 mm di diametro.

Dove si formano
La maggior parte dei nei si trova sul nostro corpo fin dalla nascita. Altri compaiono subito dopo, altri ancora si formano invece da adulti. Il loro numero può oscillare da poche unità a diverse decine.
Oltre che sulla pelle, i nei possono comparire sulle mucose (per esempio sulla bocca), sulle sclere (la parte bianca dell’occhio) e sotto le unghie. Una volta formati, di solito rimangono nello stesso punto, pur potendo variare nella forma, nelle dimensioni e nel colore.

Forma e dimensioni: i campanelli di allarme
Ed è proprio su questi punti che va focalizzata la nostra attenzione: ogni cambiamento di cui ci accorgiamo, per questi parametri, dev’essere un segnale di allerta. A questo punto, bisogna fare un piccolo autocontrollo o recarsi da uno specialista per scongiurare, tramite una visita dermatologica, che si tratti di qualcosa di più pericoloso di un semplice (e innocuo) neo.

 

 

 

 

La mappaura dei nei

Tra i tumori della pelle il più temuto è il melanoma. E se il 70% delle lesioni compare sulla pelle sana, il 30% evolve da un neo preesistente. Ecco perché è fondamentale sottoporsi ad una mappatura dei nei, che si esegue con un esame indolore e veloce: la dermatoscopia.

In cosa consiste? Si tratta di un esame che si avvale di un videodermatoscopio digitale computerizzato, composto da una telecamera a fibre ottiche collegata al computer.

Durante la visita, che si protrarrà per circa un’ora, il medico farà scorrere la telecamera sul neo e l’immagine della sua struttura interna, invisibile a occhio nudo, comparirà su un monitor ingrandita diverse volte.

Inoltre si procederà a creare una cartella personalizzata del paziente con la mappa dei nei atipici da tenere sotto controllo. In questo modo l’immagine archiviata verrà confrontata nel tempo per rilevare anche ogni minimo cambiamento.

Gli specialisti raccomandano di fare una visita una volta l’anno, ma se si tratta di nei a rischio, anche ogni sei mesi.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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