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La dieta padana ? E’ fatta così

La nuova piramide alimentare lombarda riscopre i piatti antichi per insegnare a mangiar sano

Insegnare ai cittadini l´importanza del mangiar sano riscoprendo piatti antichi come carne d´agnello e pesce e pasta come casoncelli o pizzoccheri. Pane sì, ma formato rosetta. Via libera al burro per condire. E per finire in bellezza, dal carrello dei dolci una fetta di castagnaccio.

E´ solo qualche assaggio dalla dieta padana lanciata online dall´assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani rilasciata all´AdnKronos Salute, che si avvale dell´intervento di un noto esperto, Alfredo Vanotti dell´Unità operativa di Nutrizione clinica e dietetica dell´Asl della Provincia di Como.

 

 

Cipolla, crescenza e ricotta tra gli alimenti nutraceutici

“Attualmente”  spiega Vanotti “notevole importanza viene data al valore non solo nutrizionale, ma anche nutraceutico degli alimenti, nell´ottica di raggiungere il benessere attraverso il cibo. Per questo motivo sono sempre più richiesti alimenti esotici quali alghe, frutta tropicale, soia e semi. Ma non ci rendiamo conto che molti degli alimenti presenti nella nostra tradizione, spesso dimenticati (per esempio verza, timo, cipolla, crescenza, ricotta), hanno altrettante caratteristiche antiossidanti e terapeutiche”.
Riproponendo i piatti tipici delle tradizioni locali si mantiene viva la gioia della convivialità e si tiene d´occhio l´eco-sostenibilità.

 

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“Abbiamo quindi rivisitato la piramide alimentare italiana” spiega Vannotti “introducendo cibi della tradizione locale, spesso contraddistinti da marchi di qualità (Igp, Dop), e rivalutando alimenti solitamente esclusi dalle linee guida ma che, con porzioni e frequenze ridotte, possono essere consumati a favore di un soddisfacimento della gola che deve comunque rientrare nel concetto di benessere globale dell´individuo”.

 

 

La nuova piramide alimentare lombarda
La regola per leggere correttamente la piramide è che i cibi indicati alla base del cono andrebbero consumati in dosi maggiori, mentre quelli al vertice con più parsimonia. Ed ecco, partendo dal basso, i consigli della piramide alimentare “targata” Lombardia:

1) cibi che regolarizzano (frutta e ortaggi),  5-6 porzioni al giorno. Amarene, melone, mela, pera, asparagi, cipolla, soncino, tartufo, zucca;

2) cibi che danno energia, 4-5 porzioni al giorno. Michetta-rosetta (per antonomasia il pane dei milanesi, cavo all´interno), casoncelli (formato di pasta ripiena tipico della Lombardia), pizzoccheri (la pasta valtellinese con grano saraceno), tortelli di zucca, riso, polenta, patate, castagne;

 

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3) condimenti per dare gusto, 2-3 porzioni al giorno: olio di oliva, burro;

4) cibi per rinforzare l´impalcatura dell´organismo 2-3 porzioni al giorno. Latte, ricotta, grana, caprino, crescenza;

5) cibi costruttori, 1-2 porzioni al giorno. Agnello, capretto, pollo, pesci d´acqua dolce come alborelle, coregone (il lavarello) e ´missoltino´ (agoni essiccati, specialità del lago di Como), fagioli borlotti, piselli, bresaola, prosciutto cotto.

6) cibi per il piacere del palato, 1 porzione al giorno. Miele, castagnaccio, torta del paradiso, meascia (torta casalinga di pane raffermo e frutta, tipica dell´Alto Lario occidentale);

7) cibi-premio, da mangiare occasionalmente: cotechino, pancetta, salsiccia, salame Milano, gorgonzola, mascarpone, taleggio, panettone, mostarda, torrone.

“La dieta padana ha buone possibilità di rivelarsi addirittura migliore di quella mediterranea. Certo è ancora da dimostrare e con Vanotti” annuncia Bresciani”  valuteremo la possibilità di avviare uno studio per verificarlo sul campo. Chi vuole partecipare si faccia avanti”. Riassumendo, “riducendo grassi e zuccheri e mantenendo ciò che resta della dieta mediterranea otteniamo la buona dieta padana a chilometri zero”.

 

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Redazione Staibene

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