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La gentilezza? Ecco perchè e come arricchisce anche il portafogli

Siamo generalmente portati considerare la gentilezza tra le persone una componente del comportamento che ha a che fare con l’educazione, la cultura, il carattere. Ma grazie all’ultimo Premio Nobel per l’Economia, attribuito nel 2017 allo psicologo Richard Thaler , ora la gentilezza è ufficialmente un modo per arricchire le persone e gli Stati. E non stiamo parlando di ricchezza morale o intellettuale, bensà di ricchezza reale, prosaicamente espressa in denaro.

No, non stiamo vedendo fumo o diffondendo tossine intellettuali, stiamo semplicemente raccontando il compimento di una rivoluzione del pensiero accademico in economia maturato negli ultimi 20 anni che ha davvero cambiato le carte in tavola della “scienza triste , l’economia , cosi definita perchè votata finora a formalizzare l’egoismo umano come motore di qualsiasi scelta economica.

Tanto che 130 Paesi nel mondo hanno adottato nelle loro politiche, tra le quali quella del Governo degli Stati Uniti di Barak Obama, proprio gli effetti di questa rivoluzione che si chiama “Nudging” , in italiano “spinta gentile . Cos’A??

 

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La spinta gentile
La “spinta gentile” è la somma di una serie di intuizioni basate sulla filosofia di Richard Thaler elaborate insieme ad un altro studioso, Cass Sustein, giurista e capo dell’ufficio informazione e regole della Casa Bianca ai tempi di Obama, e che sono state condensate nel libro ” La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, la salute e la felicità .

L’ipotesi di partenza è che le persone anche quando accesso a tutte le informazioni non decidono sempre nel modo per loro più conveniente, dato che le decisioni sono influenzate almeno da 3 componenti:

 

  1. dal contesto in cui vengono prese ( si pensi ad una decisione presa sotto l’emotività di un pericolo o in una fase di euforica felicità);
  2. dalle interazioni sociali (si pensi alle “scelte -gregge , ovvero quelle decisioni prese perchè così fanno tutti);
  3. dal pregiudizio sullo status quo, che consiste nel preferire la situazione attuale, presa come punto di riferimento rispetto ad altre possibili in quanto qualsiasi mutamento viene considerato una perdita (si pensi alla resistenza al cambiamento, al rinvio delle scelte , all’attitudine a conservare piuttosto che innovare).

Per questo motivo, secondo Thaler, bisogna considerare questi possibili errori e adottare pratiche che possano dare quella spinta gentile” che indirizza le persone a decidere senza fare quegli errori.

Qualche esempio?

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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