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La dieta della fertilità

L’alimentazione giusta per aumentare le probabilità di restare incinte

La dieta della fertilità

I preliminari più importanti per un nuovo concepimento non si fanno sotto le lenzuola, ma a tavola. Proprio così: esiste un’alimentazione che può rivelarsi determinante se si vogliono maggiori probabilità di diventare madri. Lo hanno dimostrato i ricercatori della prestigiosa Harvard School of Public Health, che al termine di uno studio su 18 mila donne le cui abitudini alimentari sono state tenute sotto osservazione per otto anni, hanno stilato un elenco di cibi consigliati e alimenti invece da evitare per dare una mano alla fertilità femminile. Qual è questo “menu” per diventare mamma? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Tutto dipende dall’insulina
Carboidrati e grassi fanno alzare e abbassare il tasso di insulina nel sangue, influendo di conseguenza sugli ormoni femminili e sul processo di ovulazione. Via libera anche a pane e pasta integrali, e ai grassi contenuti negli oli vegetali. Ok anche latte, formaggi e gelati.
Al contrario, gli zuccheri complessi contenuti in pane e pasta non integrali, in riso o patate, così come i grassi idrogenati che permettono una più lunga conservazione degli alimenti di produzione industriale influenzano in modo negativo la fertilità della donna.
Se nel sangue c’è troppa insulina, il delicato equilibrio degli ormoni necessari alla riproduzione salta. Ecco perché chi vuole restare incinta dovrebbe evitare le principali fonti di energia a rapido assorbimento, ma responsabili di una repentina e massiccia produzione di insulina (pane bianco, patate dolci, riso, pasta). È stato calcolato che le donne che si nutrono di questo tipo di carboidrati, ha il 92% di probabilità in più di incorrere in problemi di ovulazione.

Cibi sì e cibi no
Ma quali sono in concreto gli alimenti che devono far parte di una dieta della fertilità? E quali quelli che devono invece restarne fuori?
Cibi sì: tutti quelli che forniscono proteine di tipo vegetale (per esempio i legumi); quelli che apportano ferro (nelle verdure a foglia verde come gli spinaci) e vitamine (nella frutta); gli oli vegetali (soprattutto l’olio d’oliva); il latte, lo yogurt, i formaggi e i gelati (grazie a un particolare ormone della crescita che stimola l’apparato riproduttivo femminile).
Cibi no: i cereali raffinati come pane, pasta e riso non integrali, cereali per la colazione, patate, spingono il pancreas a secernere molta insulina, squilibrando gli ormoni della riproduzione; i grassi idrogenati presenti nei prodotti di lavorazione industriale; gli alimenti che apportano proteine animali (come la carne).

Redazione Staibene

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