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La chemio-profilassi

La profilassi farmacologica, se attuata correttamente, riduce il rischio di infezioni

La chemio-profilassi

Alle misure di profilassi comportamentale va associata la profilassi farmacologica che riduce ulteriormente il rischio di infezioni.
Ad oggi non esiste un farmaco antimalarico che, a dosaggi profilattici, sia in grado di prevenire la malaria nel 100% dei casi e che sia del tutto esente da effetti indesiderati; inoltre, la resistenza dei plasmodi ai farmaci antimalarici è sempre più frequente e coinvole già anche i farmaci di impiego relativamente recente quali la meflochina.

Nella scelta di un appropriato regime di profilassi antimalarica vanno considerati vari parametri tra cui:

  • l’itinerario e il tipo del viaggio (altitudine,  passaggio in aree rurali o permanenza esclusivamente in zone urbane) la durata del soggiorno il periodo dell’anno;
  • il rischio di acquisizione  di malaria da P. falciparum clorochino – resistente;
  • precedenti reazioni allergiche a farmaci antimalarici;
  • il livello di sensibilità del plasmodio della malaria alla clorochina nei paesi visitati;
  • l’età,  le condizioni cliniche dell’individuo e le sue eventuali malattie pregresse o in corso l’attività lavorativa svolta dal viaggiatore in caso di soggiorni di breve durata (inferiori alla settimana)  o per permanenza in zone urbane, può essere sufficiente la sola profilassi comportamentale.

Nell’ambito delle aree malariche, l’OMS distingue 3 zone geografiche che si differenziano per la intensità di trasmissione, la distribuzione delle specie di plasmodi e per la distribuzione dei ceppi isolati di P.falciparum chemio-resistenti. In ordine crescente di rischio vengono indicati:

  • La Zona A,  dove è basso il rischio malarico e dove è ancora poco diffusa la resistenza alla clorochina, quest’ultima costituisce il regime profilattico di scelta.
  • La Zona B, in cui il rischio di contrarre la malaria è ancora basso, ma in cui è stata segnalata la presenza di ceppi P.falciparum  clorochino-resistenti,  il regime profilattico può essere basato sulla clorochina, da sola o in associazione con il proguanil, portando  come scorta  una dose terapeutica di meflochina, o una dose terapeutica di un’associazione di
    pirimetamina-sulfamidico.
  • La Zona C, dove il rischio di malaria è elevato e la diffusione di P. falciparum clorochino-resistenti è ampia, la profilassi raccomandata è a base di meflochina, optando, in caso di controindicazioni a questo farmaco,  per la dossiciclina o il malarone o per un regime misto clorochina-proguanil.
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Redazione Staibene

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