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L’ictus? Si può prevenire

Dei 200 mila casi l’anno in Italia, se ne potrebbero evitare più di 150 mila

"Uguali Diritti ed Uguali Cure per il Nostro Cervello". Lo chiedono Alice Italia (Associazione Lotta Ictus Cerebrale) e la sua confederata regionale Alice Campania per tutti gli italiani, in occasione del V Convegno Nazionale.

Evitabili 3 casi su 4
La sintesi dei dati epidemiologici, raccolti in tutta Italia, dimostra che "l´ictus può essere prevenuto tenendo sotto controllo i suoi principali fattori di rischio. Oltre 150 mila casi, sui circa 200 mila che si verificano ogni anno in Italia, potrebbero essere evitatI", spiega Paolo Binelli, Presidente della Federazione Alice Italia Onlus. Gli fa eco Maria Luisa Sacchetti, presidente Onorario di Alice Italia Onlus: "In diverse migliaia di casi si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente i suoi effetti invalidanti con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dall´inizio dei sintomi. Il trattamento trombolitico, effettuato entro le 4-5 ore dall´inizio dei sintomi permette infatti, ad un terzo delle persone, colpite da Ictus ischemico, di rientrare, nel giro di pochi giorni, alle proprie abitazioni, completamente guarite e ad un altro 50% di tornare a casa in buone condizioni funzionali. Lo stesso vale per i pazienti colpiti da ictus emorragico per i quali il trattamento presso strutture dedicate e da personale specificamente addestrato può fare la differenza fra la vita e la morte. Oltre il 35% delle persone colpite da ictus cerebrale, se ricoverato in una struttura ospedaliera che dedichi un percorso specifico alla cura di questi malati, riesce a guarire in pochissimo tempo".

Emergenza ictus Queste cure sono praticate nelle Unità Emergenza Ictus (note anche come Stroke Unit), che purtroppo nel nostro Paese non sono ancora diffuse in maniera così capillare come dovrebbero. Su un totale stimato di oltre 350 Stroke Unit, ne risultano operative soltanto 154, quasi tutte concentrate nel nord Italia. "Nel Sud Italia si muore infatti più di ictus cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le Unità Emergenza Ictus sono quasi assenti", aggiunge Binelli. "Gli abitanti di queste due regioni risultano quindi pesantemente penalizzati e non molto meglio va agli abitanti delle provincie laziali eccetto Roma. Malgrado da diversi anni in queste Regioni siano stati approvati i piani per una rete strutturata a far fronte efficacemente all´ICTUS, poco o nulla è stato realizzato ed i cittadini sono di fatto italiani di Serie B, almeno per quanto riguarda il cervello".

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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