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L’aneurisma, una bomba pronta a esplodere

Cause, sintomi e cure per l’emorragia cerebrale più grave

È una delle anomalie più pericolose, e un po’ anche misteriose, del nostro corpo. Quando si parla di aneurisma cerebrale, infatti, anche chi è meno competente si rende conto di avere a che fare con qualcosa di molto serio. Perché l’aneurisma può dar luogo a un’emorragia cerebrale, un evento così grave da poter causare anche la morte.
Ma quali sono le cause, come si presenta e soprattutto come si affronta un aneurisma e la conseguente emorragia nel cervello?

Che cos’è un aneurisma cerebrale
L’aneurisma cerebrale è una dilatazione, che di solito ha la forma di una bolla, lungo la parete di un’arteria del cervello o dell’aorta. Se questa bolla si rompe, provoca la fuoriuscita di sangue, un’emorragia che può avere come conseguenza danni neurologici anche molto gravi, fino alla morte.

Le cause dell’aneurisma
La bolla può derivare da alcune anomalie presenti nell’organismo fin dalla nascita, che provocano danni all’arteria fino a favorirne, nel tempo, lo sviluppo dell’aneurisma. Esistono comunque elementi che aumentano il rischio: l’ipertensione arteriosa e il fumo. In diversi altri casi, tuttavia, l’origine degli aneurismi è ancora sconosciuta.

L’età più a rischio di aneurisma
Gli aneurismi sono legati all’avanzare dell’età e, almeno nel 50% dei casi, si manifestano fra i 40 e i 60 anni. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

I sintomi dell’aneurisma
Non ci sono segnali particolari nell’organismo, durante la fase in cui la bolla si forma nell’arteria. I suoi effetti si vedranno soltanto al momento in cui si romperà, all’improvviso: il paziente prova un fortissimo e inspiegabile mal di testa, al punto da perdere coscienza o avere problemi neurologici come visione doppia e confusione mentale.

Come si cura un aneurisma
Una volta che si è verificato il problema, esistono due tecniche principali:

1) una tecnica chirurgica diretta: si incide il cranio e si elimina l’aneurisma, isolandolo attraverso una clip di titanio;

2) una tecnica endovascolare: microcateteri risalgono dall’arteria femorale e vanno a riempire l’aneurisma con spirali di platino.

La riabilitazione dopo un aneurisma
La gravità dell’aneurisma si valuta dalle zone che sono state danneggiate dall’emorragia. Tocca al neurologo, insieme con il fisioterapista, organizzare programmi personalizzati  che aiutino il paziente a recuperare le funzionalità motorie o cognitive eventualmente perdute.
Esistono anche programmi di riabilitazione di tipo alternativo (per esempio la biodanza), ma non devono sostituire quelli tradizionali: semmai, essere comunque preventivamente sottoposti alla valutazione del fisiatra.

Redazione Staibene

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