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Intestino irritabile? Ecco la dieta e i cibi che non gonfiano la pancia

Intestino irritabile: ecco le 4 famiglie di cibi che infiammano e gonfiano la pancia, come riconoscerli e come risolvere i problemi che comportano.

intestino irritabile

La denominazione ufficiale è “sindrome dell’intestino irritabile”, ma tutti la riconoscono perchè la pancia si gonfia, ci sentiamo come un pallone anche se mangiamo poco. La colpa? E’ di alcuni cibi che molti italiani non sanno di non poter mangiare, e che invece spesso ci troviamo a tavola persino scelti da noi.

Ecco allora alcune informazioni utili per capire qual è il disturbo diffusissimo che colpisce una donna su 3, e 2 uomini su 5. E soprattutto quali sono i cibi incriminati che, riducendoli eliminandoli e poi reintroducendoli gradualmente, potremmo riammettere nella nostra dieta quotidiana.

 

 

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Tutta colpa dei carboidrati fermentabili

I primi ad identificare i carboidrati fermentabili sono stati dei ricercatori australiani. Si tratta di carboidrati che una volta ingeriti sono preda di un processo di lievitazione che ci gonfia la pancia. Gli scienziati dell’Università di Monash hanno identificato la causa della lievitazione: vengono assorbiti in modo incompleto dalle persone che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile causando ulteriore irritazione.

Il primo passo dell’operazione salvezza, dunque, è riconoscerli. Ed a questo punto intervengono due nutrizionisti italiani, Mancarelli e Bautista, che hanno scritto un libro al riguardo dal titolo “ Low fodmap”.

 

 

 

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Le 4 famiglie di cibi sospetti

 

Monosaccaridi – La prima famiglia di cibi sospetti sono i cosiddetti Monosaccaridi.

Si tratta di cibi che contengono fruttosio, presente in frutti come per esempio fichi, pesche, mele,p ere, mango, ciliegie, anguria , ma anche piselli e asparagi e bevande come vino fruttato, miele e alcuni dolcificanti.

Disaccaridi – La seconda famiglia sono i Disaccaridi. Contengono lattosio che si trova nei formaggi freschi, nella panna, nel gelato, nello yogurt.

Oligosaccaridi – La terza famiglia sono gli Oligosaccaridi. Li troviamo nei broccoli, nella verza, nello scalogno, nelle cipolle, nell’aglio, nei cereali come grano farro, orzo, segale, nelle barbabietole e nella frutta secca.

Polioli – La quarta famiglia sono i polioli presenti nel finocchio, nel cavolfiore, nell’avocado, nelle more, ma anche nelle gomme da masticare e nelle caramelle senza zuccheri.

 

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Non bisogna eliminarli tutti

Se chi soffre di intestino irritabile dovesse eliminarli tutti, la dieta diventerebbe monastica. Non bisogna farlo perchè non sono alimenti che fanno male, ma possono solo causare disturbi a chi soffre di intestino irritabile.

Il consiglio dei nutrizionisti è dunque quello di eliminarli per un periodo di 2 settimane, poi reintrodurli uno ad uno e fare attenzione alla reazione. Reintrodotti a piccole dosi possono sia scatenare la reazione immediata e dunque allarmare il paziente, che dunque saprà di doverli eliminare, oppure assuefare l’intestino “ educandolo” ad assimilare il cibo prima non tollerato.

 

 

I segreti della cottura

Per questi alimenti il metodo di cottura è importante. Non rinunciate nel sugo ad aglio e cipolla ma usateli in camicia e poi levateli. Se volete godervi pane e pizza ( prodotti in genere lievitati e poco tollerati da chi ha l’intestino irritabile) scegliete le pizze a lievitazione naturale con lievito madre. Se vi piace la frutta secca al posto di mandorle pistacchi ed anacardi scegliete noci, arachidi e pinoli.

E buon appetito.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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