• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.790 visite

Insalatona? Guida ai condimenti personalizzati

Regina delle diete, imperatrice dei cibi estivi, l’insalatona ricca, opera d’arte inventata dall’estro della cucina italiana viene messa sotto accusa dalla stampa americana come inutile spreco, illusione di freschezza e fonte di calorie.

Le accuse sono pesanti e se a pronunciarle sono dai due versanti dell’Oceano, l’americano Washington Post ed il britannico Guardian, sotto sotto gatta di cova. Ma cosa?

 

 

I capi d’accusa contro l’insalata

“Overrated”, cioè sopravvalutata definisce l’insalata Tamara Haspel sul Washington Post per almeno 3 motivi:

1) L’insalata verde è fra i cibi maggiormente sprecati. Ne compriamo molta ma poiché la conservazione è breve e deperisce rapidamente il più delle volte ne buttiamo molta.

 

Verdura. Sai scegliere quella giusta? Scoprilo con IL TEST

 

 

2) Spreco d’acqua. Per coltivarla e farla arrivare sulle nostre tavole si spreca una quantità incredibile d’acqua. Primo perchè quella confezionata presente sui banchi dei supermercati spesso è già lavata, ma chi la compra la lava un’altra volta; e poi e perchè per farla arrivare sulle nostre tavole chi la confeziona spreca tantissima acqua, bene prezioso che non va sprecato.

3) Costosa. Inoltre costa molto rispetto alle proprietà nutritive che possiede. E’ fatta solo di acqua, ha un basso rapporto di sostanze nutritive, rispetto a verdure come per esempio il cavolo che ne ha molte di più.

4) Infine per come la consumiamo e la condiamo, quasi sempre è tutt’altro che a basso contenuto calorico.

 

 

 

La difesa dell’insalata e delle sue virtù

Il punto vero, quello su cui la critica ha forse ragione è proprio questo: il condimento e la guarnizione, ovvero ciò che aggiungiamo all’insalata per costruire un pasto con la convinzione che sia fresco e dietetico.
A scendere in capo in difesa dell’insalata , tuttavia , è Legambiente: la sua impronta idrica è minore di pasta e patate e se la lattuga richiede molta acqua per essere coltivata, tra le mille varietà esistenti ci sono anche le insalate di campo, ancora più sostenibili e saporite come per esempio la borragine ed il cicorino.

A differenza da quanto accade negli Stati Uniti secondo Legambiente ci stiamo abituando a mangiare cibi locali e di stagione. Per esempio la cicoria in primavera, la lattuga in estate, il radicchio in autunno. L’importante è non caricare l’insalata con condimenti ed aggiunte ipercaloriche che la rendono più ingrassante di una Parmigiana di melanzane. Come fare?

 

 

Guida al condimento dell’insalata

Per orientarci meglio Legambiente propone una piccola guida ragionata che indica…….(segue)

 

Leggi anche: Le mille facce ( tutte light) dell’aceto

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}