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Insalata pronta: 3 regole per capire se puoi comprarla

L’insalata confezionata che troviamo al supermercato deve rispondere a molti controlli di igiene e qualità ma a volte non va: ecco una piccola guida per riconoscerla a prima vista e qualche consiglio per condirla al meglio.

Insalata pronta: 3 regole per capire se puoi comprarla

Non solo  d’estate per difendersi dal caldo, ma d’inverno quando i cibi sulla nostra tavola si fanno più sostanziosi e c’è bisogno di stimolare la produzione di succhi gastrici che aiutano a digerirli.

Con poche calorie e pochi grassi, ma tante vitamine e sali minerali, l’insalata diventa il piatto principe di chi vuole mantenersi leggero e affrontare il cambio di stagione in piena forma.

Ma tra pulire, lavare e asciugare si perde molto tempo. Ecco perché il consumo dell’insalata pronta in busta, secondo i dati dell’Ismea Ac Nielsen forniti dalla Coldiretti, ha raggiunto oltre 40 milioni di chili, per una spesa di 330 milioni di euro per soli acquisti familiari, nonostante i prezzi superiori ai prodotti freschi.

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Ma ci si può fidare delle insalate confezionate? Certamente sì, perché le aziende produttrici, oltre che offrire una grande varietà e diverse combinazioni, garantiscono un controllo scrupoloso di tutte le fasi del ciclo produttivo, che va dalla semina alla scelta del prodotto, fino al lavaggio all’asciugatura e al confezionamento.

Le varietà sul mercato sono molte e alternarle significa non solo variare sapore, ma consumare in quantità diverse caroteni, vitamine e fibre: tutte sostanze particolarmente preziose per il nostro organismo.

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Consigli per gli acquisti

Le buste di insalata sono buone, pratiche e fanno bene. Ma al momento dell’acquisto devono passare un piccolo esame. Ecco dunque una mini-guida per garantirsi un prodotto ad hoc.

Regola numero uno: fate attenzione alla data di confezionamento e, se non c´è, a quella di scadenza. Più è lontana la scadenza, più il prodotto è fresco.

Regola numero due: evitate di acquistare le confezioni che hanno all’interno la condensa. È segno che l´insalata non è stata asciugata bene e l’acqua residua può deteriorare il prodotto.

Regola numero tre: i frigoriferi moderni hanno lo scomparto ad hoc per la frutta e la verdura, ma qualche accorgimento in più può servire ad allungare la freschezza dell´insalata. Aprite la busta e versate il contenuto in una busta di carta. Quella del pane andrà benissimo, oppure avvolgete l´insalata in uno strofinaccio, richiudetelo e ponetelo in frigorifero.

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Consigli per… i condimenti

Consumare l’insalata all´inizio del pasto non è un’abitudine esclusiva dei nostri tempi: già gli antichi romani usavano mangiarla come antipasto. Poche calorie (12-20 per 100 g), pochissimi grassi, zuccheri e proteine, contiene oltre il 90-95% di acqua. Ma da piatto light può trasformarsi in un piatto calorico se non si fa attenzione a condimenti e abbinamenti. Ecco allora qualche consiglio per gustarla al meglio, senza farsi nemica la bilancia.

Olio e aceto: è il condimento per antonomasia di ogni tipo di insalata. Ma attenzione: non superate i 2-3 cucchiaini da caffè d´olio (rigorosamente extravergine di oliva). Se lo gradite, potete aggiungere una spruzzata di limone al posto dell´aceto.

La vinagrette: mettete in una ciotola una presa di sale, olio, aceto e un cucchiaio di senape di Digione (solo 10 calorie in 100 g).

Lo yogurt: è un’alternativa all´olio. Utilizzate quello magro e insaporitelo con erba cipollina, menta, prezzemolo, o con un pizzico di paprika o di curry, se vi piacciono le spezie.

Se si tratta di insalata mista, tipo “nizzarda”, quella per intenderci con tonno, uovo, pomodori, olive, fate attenzione perché è un piatto unico: finito quello, potrete mangiare solo frutta, non altre pietanze.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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