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Infiammazione cronica: ecco in tavola i 5 cibi “si” e i 5 cibi “no”

‘… equilibrato ed impostato sui modelli classici della dieta Mediterranea ( legumi cereali, frutta, verdura, pesce e poca carne) o sulle linee guida alimentari giapponesi (consumo equilibrato di cereali, frutta, pesce e poca carne rossa). La controprova? Italia e Giappone sono i Paesi più longevi del mondo.

 

I cibi “no” e i comportamenti da limitare

 

I cibi da limitare o evitare sono principalmente cinque:

1à . Acidi e grassi: qui si parla di grassi idrogenati e saturi contenuti nei cibi come la margarina che si formano durante il processo di solidificazione dei grassi vegetali e che fanno aumentare il colesterolo, specie quello LDL ( cattivo) il rischio diabete e l’infiammazione.

 

Leggi anche: Margarina “si” o “no”? Come evitare quella che fa male

 

2. Carni rosse: qui non si tratta di eliminarle ma di evitarne gli eccessi. L’allarme lanciato dall’OMS sulla cancerosità della carne rossa è dimensionato alle quantità ingerite specialmente negli Usa che sono di 3 volte superiori per esempio alle quantità medie italiane. Dunque, basta limitarsi ad 1 volta a settimana, massimo 2.

3. Pasti abbondanti: vanno banditi perchè favoriscono la condizione infiammatoria attraverso la produzione di citochine e perchè alterano il metabolismo cicardiano, come conferma Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista del Campus Biomedico di Roma.

4. Sale: qui lo stop dev’essere più energico. Molti studi hanno dimostrato la potenzialità del sodio di infiammare anche se ingerito in basse quantità i linfociti T helper 17, cellule presenti nel sangue e dotate di potere altamente infiammatorio in contesti favorevoli e predisposti.

5. Spezie: per insaporire i cibi una volta che si è eliminato il sale, il consiglio è di ricorrere alle spezie. Inoltre occorre evitare di mangiare i cibi che contengono molto sale come:

  • insaccati;
  • pane;
  • crackers;
  • carni conservate;
  • pesce affumicato;
  • cibi precotti;
  • sughi pronto-uso;
  • verdure in salamoia;

 

Leggi anche: Sale, come scegliere quello giusto e quanto mangiarne

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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