• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

5.683 visite

Infezioni agli occhi: come distinguere tra blefarite o orzaiolo

L’oculista Francesco Loperfido spiega che le infezioni agli occhi possono dipendere anche da 4 ragioni che non c’entrano con gli occhi: ecco quali sono.

Le infezioni agli occhi si possono manifestare con sintomi che spesso possono essere confusi. Una diagnosi tempestiva e corretta è il modo migliore per evitare le recidive e risolvere l’infezione al più presto.

Come distinguere allora blefarite, calazio, orzaiolo e dacriocistite?  Abbiamo chiesto aiuto a Francesco Loperfido, Responsabile del Servizio di Oftalmologia generale  – Unità oculista San Raffaele di Milano.

 

Quali tra queste infezioni agli occhi è la più pericolosa?

“Consideriamo che nessuna di queste infezioni è pericolosa nel senso che può degenerare in malattie più serie. Ma dobbiamo fare qualche distinzione, quella per esempio tra calazio e calaziosi.
Il calazio è un’infezione delle ghiandole sebacee che si trovano sul bordo palpebrale, che si possono infettare perché il sebo che loro producono non viene portato all’esterno ma il sebo rimane all’interno.
Nella colaziosi, c´è una facilità a sviluppare l’infiammazione di queste ghiandole contigue, la palpebra si gonfia e può andare a graffiare la superficie corneale. Ma la calaziosi è più rara rispetto al calazio.
Diversa è la cheratite che è un’infezione della cornea, spesso legata all’uso di lenti a contatto o quando si viene a contatto con acque inquinate, può portare a delle infezioni profonde della cornea che possono dare degli infiltrati corneali, che possono infettare tutto il bulbo oculare”.

 

Leggi anche: Orzaiolo, come curare il “brufolo dell’occhio

 

Ci sono fattori che predispongono alla calaziosi?

“Sì, ci possono essere fattori alimentari, ai può riscontrare in persone che soffrono di colon irritabile, o in coloro che hanno problemi di allergie o di alimentazione non corretta, oppure in chi soffre di gastriti.

 

Calazio e orzaiolo vengono spesso confusi. Ci può spiegare le differenze?

“L’orzaiolo è a bordo palpebrale e si presenta come un brufolo con del pus, tipico di una vera infezione, mentre nel calazio l’infezione rimane all’interno della struttura. In questi due casi la diagnosi è facile e i due trattamenti sono differenti.
Nell’orzaiolo si preferisce usare un antinfiammatorio o un cortisonico ma sicuramente associato a un antibiotico, mentre nel calazio si utilizzano impacchi caldo-umidi con acqua tiepida previa somministrazione di cortisone.
L’orzaiolo può avere un impatto più acuto ma nel giro di qualche giorno va via con la terapia; il calazio o tende a migliorare e a sparire con impacchi caldo-umidi e la terapia cortisonica locale o quella capsula infiammatoria rimane e può dare delle recidive. Quando ci sono le recidive a questo punto va asportato”.

 

Cosa fare nell´immeditato se ci si trova con una palpebra gonfia?

“Per questo tipo di infiammazioni il fai-da-te non esiste, né si deve pensare che così come è venuta così mi passa.
Quando compare un orzaiolo dato che il rigonfiamento è evidente si è spinti ad andare dallo specialista, nel caso del calazio, invece dal momento che a volte il rigonfiamento è minimo si ha la tendenza ad andare ad un controllo più tardi. Ma questo succede quando si innesca una cronicità e la sua evidenza è sempre maggiore”.

 

Leggi anche: Occhi a rischio se usi troppo lo smartphone

 

(segue)

 

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}