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Come diventare il re del barbecue

Sana, versatile, buonissima. I segreti della cottura alla brace: come segliere la fiamma giusta,scongiurare il rischio della bistecca carbonizzata e che fare per evitare problemi alla salute.

barbecue

Il parere dei nutrizionisti è unanime: carne, pesce o verdura cotti alla brace, insomma con il barbecue, sono più sani, gustosi e digeribili. Nonostante della cottura sulla griglia si senta spesso dire in giro che fa male, non c’è niente di più falso: non presenta alcun rischio per la salute. Anzi, può essere considerata un metodo sano, a patto però che sia realizzata in maniera corretta.

 

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Il segreto della cottura alla brace

Che cosa significa? Bisogna che i cibi si cuociano senza bruciacchiarsi. È un aspetto molto importante, perché, sotto il profilo salutistico, uno dei problemi maggiori della cottura sulla griglia è proprio il rischio di carbonizzare parte degli alimenti più vicini alla brace: i grassi presenti nella carne, nel pesce o nelle salse a base d’olio, possono colare e incendiarsi a contatto con i tizzoni ardenti.

In questo caso la presenza della fiamma moltiplica il rischio di abbrustolire troppo il cibo sulla griglia. Risultato: il sapore sgradevole, ma soprattutto un pericolo per la salute.

Le proteine di carne e pesce, scaldate oltre i 100°, formano gli idrocarburi policiclici, sostanze che possono diventare cancerogene.

 

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Come rimediare agli errori

Che fare, allora? Semplice: scartate tutte le parti annerite. E consumate nello stesso pasto verdura e frutta ricche di vitamina C (peperoni, pomodori, rucola, fragole, melone), che ha la capacità di contrastare l’azione dei radicali liberi e proteggere l’organismo dall’attacco delle sostanze nocive.

Ottimo anche l’abbinamento con il pane integrale che, come la frutta e la verdura crude, accelera il transito del cibo nell’intestino durante la digestione, riducendo il tempo di contatto delle sostanze tossiche con le pareti dell’intestino stesso.

 

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In vacanza con gli animali? le regole per noi e per lui

Come regolarsi se si viaggia con cani o gatti al seguito

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Due anni fa l’avete lasciato a quei vostri amici che hanno la casa con il giardino. La scorsa estate avete speso un patrimonio per affidarlo a una pensione. Quest’anno, però, andrà diversamente: farete di tutto perché il vostro cane venga con voi in vacanza. Ma siete sicuri di sapere tutto quello che vi serve per non andare incontro a delusioni o, peggio ancora, multe?
Le strutture attrezzate
Fino a poco tempo fa, passare le ferie in compagnia di cani o gatti era spesso un sogno destinato a infrangersi contro i mille divieti previsti dalla legge. Ultimamente, però, le cose stanno cambiando in meglio: sempre più stabilimenti balneari, alberghi e agriturismi si stanno attrezzando per ospitare gli animali domestici. Del resto non potevano fare altrimenti, vista il continuo crescere della richiesta di accogliere cani e gatti nelle località di villeggiatura. Una famiglia italiana su tre ha infatti un Fido o un Fuffi in casa.
Fino a oggi, le spiagge che prevedono spazi ad hoc per i nostri amici a quattro zampe sono 66, gli alberghi 3.500, gli agriturismi oltre 5.000. Prima di prenotare la vacanza, è consigliabile quindi verificare se la struttura a cui ci siamo rivolti faccia parte di questo elenco. Le liste complete sono facilmente reperibili su Internet.
Rispettare le regole
Di solito, anche gli stabilimenti non attrezzati tendono ad accettare animali, ma bisogna sempre tenere presente che l’ingresso del vostro cane (o gatto) non è un diritto: i proprietari delle strutture non sono insomma tenuti a dire per forza “sì”. Se non altro, per una forma di rispetto nei confronti degli altri clienti. A proposito: proprio per evitare problemi con i vicini d’ombrellone, tenete Fido all’ombra, al guinzaglio e con la museruola, ricordandovi di bagnarlo e farlo bere spesso per rinfrescarlo. Fondamentale, poi, il rispetto delle normali regole di convivenza: fate in modo che non disturbi abbaiando. E raccogliete sempre i bisogni: se non altro, perché rischiate multe molto salate.

In Autogrill

Anche quest’anno, l’Associazione nazionale dei medici veterinari italiani (Anmvi) aderisce all’iniziativa Fido Park, promossa da Autogrill. Fino al 26 agosto, in 16 punti di ristoro Autogrill di tutta la penisola sarà possibile ricevere nei weekend, dalle 12.30 alle 14.30, l’assistenza e la consulenza di un veterinario per prevenire stress da viaggio e colpi di calore o consigli utili su come comportarsi con gli animali nei luoghi di vacanza.
Le aree sono state pensate apposta per consentire la sosta degli animali da compagnia, con cucce e aree di agility dotate di acqua corrente e distributore di paletta. Nel caso in cui l’animale dovesse avere problemi di salute, verrebbe subito indirizzato alla struttura veterinaria territorialmente più vicina.

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Stravizi in vacanza? Talvolta si può

Stravizi in vacanza? Talvolta si può. Come regolarsi con le piccole e grandi tentazioni della tavola estiva senza prendere peso.

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L’estate porta con sé la voglia di trasgressione delle solite regole, soprattutto quando si tratta di mettersi a tavola. È arrivato il momento di concedervi qualche piccolo stravizio, se in questi ultimi avete seguito una dieta in vista della prova costume. Sì, avete letto bene: stravizio. Con una piccola avvertenza: l’importante è farlo con giudizio, per non vedere vanificati in un solo giorno i risultati raggiunti in settimane e settimane di sacrifici alimentari.
Che andiate al mare, in montagna o campagna, vi verranno offerti piatti in tema con il clima e la regione che visiterete. Nessuno vi obbliga a dire di no, ma vi suggeriamo come comportarvi per evitare di ritrovarvi sovrappeso alla fine della vacanza. Il segreto c’è ed è molto più semplice di quanto pensiate: mangiate un po’ di tutto, ma con parsimonia…

 

A TAVOLA AL MARE

  • Insalata russa – Un cucchiaio come antipasto ve lo potete pure concedere, ma non andate oltre. È la maionese a fare la differenza, in 100 g ci sono ben 650 calorie.
  • Spaghetti allo scoglio – Lo dicono anche i nutrizionisti: pasta, crostacei, frutti di mare e pomodoro sono un mix perfetto, perché nello stesso piatto ci sono carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali e pochi grassi. L’importante, anche in questo caso, è non esagerare con le quantità.
  • La grigliata di pesce – Ottima alternativa alla carne. Scegliete tra i pesci meno grassi come merluzzo, palombo, sogliola e orata, ma non esagerate con gli intingoli: preparato così, il pesce è buonissimo anche senza condimenti.
  • Frittura di pesce – Come resisterle? Difficilissimo. Allora concedetevela pure, senza però farla diventare un’abitudine. Un consiglio: abbondate con il succo di limone, perché la vitamina C combatte le sostanze ossidanti che si formano con la frittura.
  • Il gelato – È un alimento eclettico, può essere ideale per uno spuntino pomeridiano, ma può diventare un sostituto del pasto all’ora del pranzo quando fa caldo e non ci si vuole appesantire.

 

A TAVOLA IN MONTAGNA

  • Affettati e formaggi – Vengono spesso offerti come antipasto. Regolatevi, se poi volete mangiare anche le altre portate. Concedetevi giusto qualche “francobollo” di formaggio e qualche strisciolina di prosciutto, salame ecc.
  • Canederli – Attenzione: limitatevi a 3 o 4 palline, perché bastano queste per fare un pasto completo. Nell’impasto c’è infatti mollica di pane mischiata al latte, uova, pancetta affumicata, wurstel e formaggio.
  • Polenta e spuntature – La polenta è un alimento innocuo; il problema, semmai, nasce con le spuntature: di maiale o di manzo, l’importante è non esagerare. Non superate 3-4 pezzetti.
  • Fonduta di formaggi – Si prepara con formaggi fusi e, inutile negarlo, è una vera bomba calorica. Per renderla più light, alternate un boccone di formaggio alle crudité che vengono spesso offerte come accompagnamento (il rapporto deve essere di 1 a 3).
  • Funghi alla griglia – Dopo esservi assicurati della loro provenienza, potete mangiarne in quantità senza problemi: se non esagerate con i condimenti, sono cibi che contengono poche calorie.

 

Leggi anche: Come diventare il re del Barbecue

 

 

A TAVOLA IN CAMPAGNA

  • La parmigiana di melanzane – Se la ordinate al ristorante, chiedete se è stata preparata con melanzane fritte o grigliate. Nel primo caso, non c’è scelta: dividete la porzione con un altro commensale.
  • Coniglio arrosto – Potete ordinarlo con tranquillità perché il grasso non supera il 5%, ed è anche una carne tenera e di facile digestione.
  • Patate al forno – Sono un ottimo contorno, ma la maggior parte delle volte sono intrise di olio. Provate a schiacciarne una con la forchetta: se trasuda condimento, mangiatene al massimo 2 o 3.
  • Salsicce alla brace – Difficile sottrarsi al barbecue che qualche amico organizzerà in giardino. E allora, prima di mettere le salsicce sulla brace, bucherellatele con la forchetta in modo da far fuoriuscire il grasso. Al ristorante, invece, chiedete al cameriere di aprirle a metà durante la cottura: si sgrasseranno un po’.
  • Crème caramel – Una porzione apporta tra le 80 e le 240 calorie. Un po’ troppo se avete fatto un pasto completo, uno strappo che invece vi potrete permettere se avete mangiato solo un primo piatto e un’insalata. 

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Compiti in vacanza? Meglio di no

Compiti in vacanza? Meglio di no. Non servono a recuperare eventuali ritardi. E tolgono serenità al bambino. Ecco invece cosa fare.

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Con buona pace dei genitori più attenti all´impostazione tradizionale, imporre ai bambini di fare i compiti a casa durante le vacanze, anche brevi come quelle di Pasqua, è sbagliato. Parola di un esperto come Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell´Università di Milano-Bicocca.

 

Tutti i motivi del no
“I compiti a casa durante le vacanze sarebbero da vietare”, dice Farnetani, “perché non si recuperano certo i troppi giorni di pausa pasquale propinandoli ai bambini. Meglio sarebbe ridurre la vacanza a tre giorni, lasciando bambini e ragazzi liberi di scoprire o ritrovare le tradizioni e i riti familiari”.
“Se, infatti, dal punto di vista della cronobiologia sappiamo che dalle 15 alle 17 prevale la memoria a lungo termine, e dunque questa sarebbe l´ora giusta per fare i compiti a casa, farlo durante le vacanze non consente di recuperare i giorni di lezione persi. Inoltre in questi giorni speciali i compiti si fanno un po´ nei ritagli di tempo tra un impegno e l´altro: prima di pranzo, dopo una gita, o la visita a casa di amici e parenti. Insomma, manca la regolarità e i compiti diventano solo un obbligo che non compensa l´interruzione, troppo lunga, del ritmo dell´apprendimento, togliendo serenità a grandi e piccoli”.

 

Compiti no, uovo di cioccolato sì

Il no ai compiti delle vacanze fa da contraltare al “sì” all´uovo di Pasqua, dai 2 anni in poi: contribuisce a costruire tradizioni e radici, importantissime per i bambini. Il pericolo di ingrassare è limitato, anche perché dopo un po´ il cioccolato “stucca”, come dicono i bimbi: insomma anche volendo, è difficile mangiarne troppo. Meglio gustarlo lontano dai pasti principali, dunque a merenda, come spuntino pomeridiano o a colazione. E dopo ricordarsi di lavare bene i denti”, conclude il pediatra.

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Fare l’amore? Non è il letto il posto preferito

Non è il letto il posto preferito dove fare l’amore…E non lo è neanche chissà quale altra location “strana”. Quando si tratta di sesso, ecco cosa preferiscono gli italiani.

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Con buona pace dei tradizionalisti, che non riescono a separarsi dalla location più tradizionale (il letto). A dispetto degli amanti dei luoghi originali, che non perdono occasione per sperimentare angoli e sistemazioni tutte particolari. A prescindere da come la pensiate, quando si tratta di fare l’amore, gli italiani preferiscono il divano. Sono i sofà di casa (ma non solo) a rappresentare il massimo, per tre coppie di nostri connazionali su quattro, per fare sesso.

 

Il dato arriva da un’indagine realizzata dall´Osservatorio Donne e Qualità della vita della psicologa Serenella Salomoni.
Lo studio, condotto su 500 coppie di età compresa tra i 25 e i 65 anni, mirava ad analizzare proprio il rapporto con il divano e l´utilizzo che se ne fa ed a capire qual è il luogo preferito per fare l’amore. I risultati? Sorprendenti.

 

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Il rapporto è più stabile

Quasi la metà delle coppie del campione di intervistati dichiara infatti di utilizzare il divano per dormire, come vero e proprio sostituto del letto (48%).
Per il 29% delle coppie, invece, il divano rappresenta il luogo ideale per guardare la tv, per il 25% è il posto ideale per fare conversazione in compagnia di amici.
Il dato più eclatante riguarda però le performance erotiche: quasi tre coppie italiane su quattro confessano di usare spesso il divano per fare l´amore (circa il 70%). Una preferenza che secondo gli intervistati ha moltyo a che vedere anche con le posizioni più ricercare per fare l’amore.

 

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Secondo gli intervistati trascorrere almeno un´ora al giorno sul divano in compagnia del proprio partner rende il rapporto decisamente più stabile.
Oltre al sesso, si guarda in coppia la tv, si condivide la compagnia navigando insieme in Internet, si legge e si chiacchiera.

 

Il divano scatena la passione anche in Europa?

 

La passione per il divano non è però una prerogativa soltanto italiana.
In Spagna, per esempio, la tendenza era già chiara nello scorso aprile, quando l´agenzia Europa Press aveva conclamato una tendenza che vedeva la trasformazione del sofà nel centro nevralgico del piacere delle coppie spagnole; risulta chiaro ora come la tendenza si sia rapidamente estesa anche nel nostro Paese e in tutta Europa.

 

Non a caso, infatti, il quotidiano britannico “Daily Mail” rivela che gli inglesi passano circa 49 ore alla settimana sul divano, considerato il mobile più comodo della casa. Durante la settimana lavorativa sono circa 30 le ore passate a rilassarsi sul sofà, a queste si aggiungono le 19 del week end.

 

Infine, il francese Cosmopolitan, informa di una nuova tendenza sempre più in voga: il couchsurfing. Il divano, oltre a essere uno dei luoghi preferiti dalle coppie d´oltralpe, diventa anche strumento per conoscere nuove persone e risparmiare.
Infatti, il boom del couchsurfing, ovvero l´ospitare o l´essere ospitato in casa di estranei per passare le proprie vacanze in un posto nuovo, è ormai una realtà.
Dormire sul divano di un´altra persona permette di contenere i costi degli alberghi e fa fare nuove conoscenze per un tipo di turismo sempre più in voga.

 

 

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Parti per le vacanze? Come lasciare casa meno sola

Vacanze? Come lasciare casa meno sola : consigli anti-ladro e regole per mettere al sicuro ogni ambiente e scoraggiare i ladri di Ferragosto.

 

Tutto pronto per le vacanze? La settimana di ferragosto, secondo le statistiche della Polizia, è  quella più presa di mira dai ladri e topi d’appartamento per furti e sgradite sorprese.

La certezza di evitare  i ladri non la forniscono nemmeno i più sofisticati sistemi di allarme o anti-furto, non resta allora che seguire qualche regoletta almeno per dissuadere il ladro dal venire a casa nostra e, se proprio non ne può fare a meno, per indurlo a visitare qualcun altro.

 

Trucchi per una casa a prova di ladro
Prima di chiudere definitivamente le valigie dovrete occuparvi della vostra casa, per non trovare brutte sorprese al ritorno e lasciare ogni cosa in ordine.
Chi parte deve fare i conti con possibili infiltrazioni d’acqua, cortocircuiti, allagamenti, muffe…ma soprattutto i ladri.  Alcuni trucchetti possono scoraggiare i topi d’appartamento o, almeno, complicargli parecchio il “lavoro”. Prendete nota…

 

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Discrezione. Evitate di pubblicizzare troppo la vostra partenza,
raccontandola a tutti.

Il cane virtuale. Se vivete in una villetta, mettete sul cancello un
cartello con su scritto attenti al cane. Servirà a scoraggiare i
ladri, anche se Fido è in vacanza con voi o semplicemente non esiste.

La posta e i fiori .Chiedete al portiere di ritirare regolarmente la
vostra posta e di innaffiare i fiori del balcone. Nonostante le persiane chiuse, la casa sembrerà abitata: sarà un ottimo deterrente.

Le chiavi. Date un mazzo di chiavi di casa a una vicina che non va in vacanza e chiedetele di dare un’occhiata ogni tanto. Spesso i ladri, quando prendono di mira un appartamento, fanno dei sopralluoghi e lasciano tracce del loro passaggio.

I nascondigli. Gioielli e piccoli preziosi non vanno nascosti in luoghi troppo scontati. Avete mai pensato al freezer (magari nelle vaschette per cubetti di ghiaccio) o alla colonna del lavabo del bagno? Se invece avete oggetti ingombranti e di grande valore, provvedete per tempo a lasciarli in custodia in banca.

La cassaforte. Se ne avete una da muro nascosta dietro a un quadro, prima di partire mettetele davanti anche un armadio.
La segreteria. Incidete un messaggio che faccia credere che la vostra assenza sarà breve (“siamo momentaneamente assenti…”).

L’assicurazione. Ci sono speciali polizze (“Primo rischio assoluto”)
che, in caso di furto, rimborsano l’intero massimale stabilito dal contratto. Ma sappiate che sono un po´ care.

 

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Come difendersi dalle meduse

Come difendersi dalle meduse: il decalogo per prevenire arrossamenti, irritazioni e prurito provocati dai tentacoli urticanti.

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Uno dei protagonisti delle estati al mare è anche uno dei più sgradevoli e temuti. Parliamo delle meduse, sempre più diffuse nel Mediterraneo a causa del surriscaldamento delle acque, dell’aumento della salinità dei mari costieri (causato da un minor apporto di acque dolci da parte dei fiumi) e dai periodi prolungati di mare calmo che influenza gli spostamenti di questi animali incapaci di contrastare le correnti e le onde.
I loro tentacoli urticanti mietono ogni anno migliaia di “vittime” sulle nostre coste: ma per fortuna le conseguenze non sono mai davvero pericolose (salvo che per i soggetti allergici), specie se si conoscono le contromisure più idonee da adottare tempestivamente.
Tuttavia, le bruciature provocate dai tentacoli delle meduse sono sempre molto fastidiose e dolorose. Arrossamenti, prurito e irritazioni della pelle sono quanto di più sgradevole possa capitare durante un placida giornata al mare. E allora? Cerchiamo di saperne di più.

 

Leggi anche: Bagno in mare: cosa fare se ti sfiora una medusa

 

Il decalogo
Le “carezze” dolorose delle meduse sono causate dai cnidociti, cellule specializzate che, se stimolate, reagiscono emettendo una specie di micro-frusta, alla cui estremità è presente una sostanza urticante che serve sia per difesa che per alimentarsi: è utilizzata, infatti, anche per immobilizzare le prede. Il Consorzio Mediterraneo, struttura di ricerca della Lega Pesca, ed il Centro Studi hanno stilato un decalogo che indica come difendersi e quali sono gli interventi di primo soccorso da mettere subito in atto se si viene colpiti da un tentacolo urticante.

 

1) Evitare di strofinarsi occhi e bocca.

2) Non lavare la parte con acqua dolce perché favorisce la produzione di neurotossine, capaci di causare danni a livello del sistema nervoso centrale.

3) Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio.

4) Sfuggire alla tentazione di grattarsi, in quanto ciò stimolerebbe l’attività muscolare, mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica.

 

Leggi anche: Piccoli incidenti in vacanza, come regolarsi

 

5) Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato.

6) No ai rimedi dettati dalle credenze popolari: impacchi con aceto o ammoniaca sono praticamente inutili.

7) Sconsigliato anche l’alcol, che può stimolare l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse.

8) Prima di utilizzare creme o pomate, meglio chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista.

9) Evitare di rimuovere i frammenti dei tentacoli con pinzette, utilizzare, invece, le mani, per evitare di lacerare i tessuti e causare la fuoriuscita di tossine dannose.

10) Se presi dalla disperazione, come rimedio estremo, usare pomate antistaminiche o cortisoniche, ma sempre sotto il controllo di un medico.

Solo quando si evidenziano una forte reazione cutanea, crisi respiratoria, pallore, sudorazione e disorientamento, è il caso di preoccuparsi: la cosa migliore da fare è chiamare subito il 118.

 

 

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Boccone di traverso: cosa fare per non soffocare

Il boccone di traverso: cos’è? Come si determina? Chi colpisce? In quali situazioni? E soprattutto cosa fare per superare il momento critico. Tutte le risposte e soprattutto i rimedi per non soffocare.

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Il boccone di traverso è la classica situazione che può risolversi  con un colpo di tosse oppure degenerare in un pericolo che arriva fino al soffocamento.

Ed il fatto che possa accadere a chiunque, in qualunque momento, nella più normale delle condizioni aggiunge pericolo e rischio, soprattutto se si tratta di bambini e persone anziane che possono restarne soffocati.

Ma cos’è esattamente? Come si determina? Chi colpisce? In quali situazioni? E soprattutto cosa fare per superare il momento critico sia che riguardi noi, sia che riguardi qualcuno che è accanto a noi?

L’Ospedale Humanitas ha postato una serie di informazioni di primo soccorso  a cura di Stefano Ottolini, medico di Pronto Soccorso, proprio per affrontare situazioni del genere ed evitare che un attacco di panico, generalmente presente quando vediamo qualcuno che soffoca e non sappiamo cosa fare, possa  portare ad una situazione molto pericolosa, a volte anche mortale.

 

 

Cos’è il boccone di traverso

 

Il nostro apparato digerente e respiratorio si fonda su due  canali che  corrono quasi paralleli dalla bocca all’inerno del nostro corpo. Il canale che alimenta la respirazione è la trachea e conduce ai polmoni, quello che serve ad ingerire gli alimenti l’esofago e conduce gli alimenti allo stomaco.

Può accadere che per un accidenti che tra poco vedremo, un boccone ingerito e destinato a transitare nell’esofago diretto allo stomaco prenda una strada diversa, cioè quella della trachea e si diriga verso i polmoni. Situazione pericolosa, perché se davvero del cibo andasse a finire nei polmoni di determinerebbe  anche un particolare tipo di polmonite ab ingestis, cioè da corpo estraneo, molto grave e difficile da curare. Ma il più delle volte il cibo  resta lì a metà strada e non va né su e né giù.

 

 

La causa

 

Le cause che determinano queste situazioni sono generalmente 4:

  1. mangiamo un boccone di cibo troppo grosso, e questo spesso accade perchè abbiamo fretta di liberare  la bocca perchè stiamo parlando con qualcuno;
  2. mangiamo troppo in fretta senza masticare abbastanza;
  3. parliamo mentre stiamo mangiando
  4. respiriamo mentre inghiottiamo

Poi ci sono cause che interessano generalmente principalmente i bambini ed è quando il bambino, che usa la bocca come mezzo di conoscenza degli oggetti soprattutto nella prima infanzia, per errore inghiottisce  un frammento di giocattolo e di  altro genere che  quasi lo strozza.

Esistono poi patologie che coinvolgono l’apparato della deglutizione o l’apparato neuromuscolare e che impediscono lo svolgersi di una corretta deglutizione. I processi che regolano la deglutizione permettono la chiusura delle vie aeree tramite la glottide al momento del passaggio del bolo alimentare. Tra queste  anche la disfagia, ovvero quella patologia  che ci impedisce di inghiottire anche quando il cibo ha preso per cosi dire, la strada giusta.

 

Leggi anche: Disfagia, che fare quando il boccone non va giù

 

Chi sono le vittime

 

Le vittime di questo banale ma pericoloso inconveniente sono soprattutto gli anziani ed i bambini per i motivi che abbiamo appena spiegato.

Ma ogni adulto è potenzialmente vittima del rischio soprattutto quando  parliamo e mangiamo contemporaneamente. E non a caso una regole di buona educazione a tavola ( ma in questo caso si vede che non solo di buona educazione da galateo ma anche  di salute si tratta)  indica che non si parla mentre si mangia.

Nel caso degli anziani , può accadere che a causa  del decadimento senile, ma anche per colpa di patologie neurologiche più frequenti in età avanzata,  il controllo delle vie aeree, cioè il processo  che”chiude” la trachea quando inghiottiamo il cibo lasciando che esso passi dall’esofago,  venga meno o essere molto carente ed è quindi più probabile che un pezzetto di cibo si introduca nelle vie respiratorie. Può capitare anche per colpa di patologie degenerative quali ad esempio la sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Altre cause di questo evento accidentale sono l’abuso di alcol, farmaci e sostanze stupefacenti, che inibiscono il corretto funzionamento del sistema nervoso”.

 

Leggi anche: La sclerosi amiotrofica e… il doping

 

Che fare quando il boccone va di traverso

 

Se ci troviamo di fronte a qualcuno che con un boccone di traverso non riesce a respirare   dobbiamo intervenire tempestivamente valutando le due situazioni che possono verificarsi.

La prima, la meno grave, è un’ostruzione parziale  che impedisce di inghiottire e di respirare . Ce ne accorgiamo perchè la persona riesce a parlare , sia oppure con difficoltà, ed a respirare.

La seconda, la più rischiosa, è l’ostruzione totale che accade quando la persona non riesce a respirare totalmente e ce ne accorgiamo perché non riesce a parlare, può solo fare gesti con il capo per chiedere aiuto. In questo caso dobbiamo intervenire d’urgenza perché potrebbe morire di asfissia.

Le azioni da  compiere sono 3:

  1. Invitare la persona a tossire. A volte basta perchè colpi di tosse ripetuti e ravvicinati possono disostruire le vie respiratorie;
  2. Far piegare il busto della persona in avanti, con la faccia rivolta a terra e dargli dei colpi secchi sulla schiena, ripetuti, fino a quando il boccone di traverso non viene espulso.
  3. La terza operazione è la cosiddetta  Manovra di Heimlich che consiste  in:
  • da tergo abbracciare la persona alle spalle mettendo le nostre braccia sotto le ascelle e stringendogli le mani sullo sterno;
  • stringere le braccia ripetutamente con colpi secchi lasciando passare  un paio di secondi tra una stretta e l’altra.

Questa manovra agevola l’espulsione e spesso  salva la vita.

 

Leggi anche:  Problemi di primo soccorso? Quando riguardano le vie respiratorie

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Come difendersi dai pettegolezzi in 5 mosse

Fare pettegolezzi è molto facile ma difendersi dai pettegolezzi è molto più complicato.Siete interessati al gossip ed ai suoi dintorni? Ecco 5 tattiche efficaci.

pettegolezzi

Fare pettegolezzi è molto facile ma difendersi dai pettegolezzi è molto più complicato.Siete interessati al gossip ed ai suoi dintorni?

Magari siete anche tra coloro che il gossip non lo disprezzano e, anzi, di tanto in tanto si divertono a seguire le trasmissioni tv tutte improntate al pettegolezzo su questo o quel divo del piccolo o del grande schermo, a sfogliare le riviste di cronache rosa, a soffermarsi sugli articoli che sempre più spesso i quotidiani dedicano alla mondanità.

Però stavolta a finire al centro dei pettegolezzi altrui siete proprio voi: nel vostro giro di amici o magari per merito dei colleghi di lavoro. E questo fatto vi irrita un bel po’. Che fare? Il modo per vivere tranquilli, prendendo in contropiede i maniaci del chiacchiericcio malizioso, esiste. Eccolo condensato in alcune regole semplici.

 

Leggi anche: Amare il gossip fa bene all’autostima

 

1) Mostra indifferenza – E’ un ottima arma contro chi decide di mettervi al centro del suo pettegolezzo. Ignorate le dicerie sul vostro conto e non lasciatevi condizionare.

2) Schiva le imboscate – Se nel vostro giro di amici o colleghi di lavoro tutti conoscono la vostra intransigenza nei confronti del pettegolezzo, tenete gli occhi aperti: qualcuno potrebbe tendervi un’imboscata con frasi come “Mi hanno detto che tizio… tu ne sai qualcosa?”.

3) Occhio ai segnali – Come si fa a capire se una persona sta spettegolando nei nostri confronti? Il modo più semplice è di prestare particolare attenzione ad alcuni suoi comportamenti: anzitutto parla a voce bassa; il suo sguardo è tra l´ammiccante e il malizioso, tiene le gambe accavallate, ha una postura “a riccio”, l’atteggiamento circospetto di chi vuole dire qualcosa, ma preferisce non essere osservato o scoperto…

 

Leggi anche: Gossip, ecco perchè ci piace spettegolare

 

4) No alle ripicche – Una volta che si è presi di mira, l´errore più grossolano che si possa fare è quello di cercare a tutti i costi il modo migliore per vendicarsi. Un atteggiamento come questo serve soltanto a peggiorare la situazione, perché ha come conseguenza diretta quella più sgradevole per la “vittima” del gossip: lo trasforma automaticamente nello zimbello del gruppo.

5) Mai salire in cattedra – Ricordare a tutti, a ogni occasione, la vostra avversione per le chiacchiere e il pettegolezzo è controproducente: rischia di rendervi antipatici. E per questo, bersagli ideali per il gossip.

 

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Vacanze, vademecum per partire tranquilli

Vacanze, vademecum per partire tranquilli. Piccoli accorgimenti per lasciare casa senza ritrovare sgradite sorprese al rientro dalle ferie.

la casa durante le vacanze

Ogni anno la stessa storia: organizzate le vacanze, al momento di partire siete regolarmente assaliti dai dubbi. Sarà sicuro lasciare casa tutta sola per così tanti giorni? Come premunirsi dal rischio di incidenti, inconvenienti, contrattempi e “sciagure” varie che possono capitare in vostra assenza? Con qualche piccolo accorgimento che vale la pena di ricordare.

 

Porte e finestre
Lasciate aperte tutte le porte all’interno del vostro appartamento, in modo da consentire all’aria di circolare regolarmente. Quanto alle finestre, le sole da chiudere del tutto sono quelle delle camere da letto: eviterete che gli armadi si riempiano di polvere. Lasciate con i vetri aperti le finestre delle altre stanze, specie se ci sono delle piante, altrimenti l’aria si satura e al vostro rientro sareste accolte da un forte mal di testa.

 

Leggi anche: le 6 allergie rovina-vacanze

 

Gas
Controllate che rubinetti ed erogatore centrale siano chiusi. E non dimenticate mai che i tubi del gas hanno una scadenza, come le medicine. Se utilizzati dopo questa data (che è indicata sul tubo) diventano pericolosi perché il passaggio del gas li logora e fino a creparli, provocando perdite.

 

Acqua
Chiudete il rubinetto generale, ma prima accertatevi che il cassone dello scarico del bagno sia pieno, o rovinerete il galleggiante. Al vostro ritorno, poi, riapriteli tutti i rubinetti contemporaneamente e fate scorrere l’acqua per qualche minuto per essere certi di aver eliminato tutta quella che ha stagnano nei tubi per giorni.

 

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Elettricità & elettrodomestici
In teoria bisognerebbe staccare la luce dal contatore generale, per evitare cortocircuiti. Ma non sempre è possibile, perché si può avere la necessità di lasciare in funzione il surgelatore o il frigorifero. Per questo i contatori sono dotati di più di una levetta: c’è quella che toglie la corrente alle prese degli elettrodomestici e quella che isola la rete (cioè lampadari & Co). Potete quindi abbassare solo la levetta che corrisponde alla rete e lasciare in funzione il frigorifero. In questo caso, prima di partire, staccate la spina di tutti gli altri elettrodomestici e riponete quelli più piccoli in un armadio: eviterete di farli riempire di polvere.

 

Giardino e balcone
Chi ha un giardino avrà anche un impianto di irrigazione a tempo, che di solito rimane in funzione anche se staccate il contatore elettrico generale. Se invece avete un balcone, dovrete pensare alle piante: mettere bottiglie piene d’acqua capovolte nei vasi funziona solo se la vacanza dura pochi giorni, perché il caldo fa evaporare l’acqua in poco tempo. Se state via più di una settimana, quindi, meglio lasciare le chiavi di casa a un parente o a un amico fidato che annaffi per voi di tanto in tanto”.

 

Cantina e soffitta
Le cantine sono in media più fresche: riponetevi tutto quello che può rovinarsi con il gran caldo. Ma prima, foderate porte e finestre con una retina metallica che impedisca ai topi di intrufolarsi tra le vostre cose in cerca di frescura.

 

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