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Anche le donne russano, eccome…

Sempre più casi al femminile, causati soprattutto dal sovrappeso

L´immagine più tipica, e anche un po´ abusata, della coppia italiana nel letto matrimoniale vede lui che dorme beato russando come un trombone e lei disperata perché non riesce a prendere sonno per il rumore. L´uomo russatore, insomma, la donna vittima. Bene, preparatevi a rivoluzionare le vostre convinzioni. Sì, perché russare non è affatto una prerogativa soltanto maschile. Di più: il numero delle donne russatrici è decisamente in crescita.

Colpa del sovrappeso
Tutto dipende dal dilagare dei problemi di peso, uno dei fattori più decisamente responsabili del russamento. A fotografare la nuova tendenza è Andrea Minetti, otorino del Policlinico di Milano, specialista in medicina del sonno, a margine della presentazione di un nuovo intervento chirurgico messo a punto all´Irccs di via Sforza per cercare di mettere il silenziatore a chi russa.
Secondo Minetti, “il russatore tipo è maschio, ma con la crescente diffusione dei chili di troppo, il problema riguarda anche sempre più donne”. Che però lo vivono ancora come un tabù e tentano di far finta di niente: “Si vergognano di chiedere aiuto e si decidono a rivolgersi a un medico quando la situazione diventa grave”.

I numeri
Il russamento (in gergo medico roncopatia) “riguarda il 24% degli uomini e il 9% delle donne”, spiega Lorenzo Pignataro, direttore dell´Unità operativa di otorinolaringoiatria della Fondazione Cà Granda. Ma i numeri aumentano con l´età: “La prevalenza arriva al 60% tra i maschi over 60 e al 50% fra le donne dopo la menopausa, ma si conta anche un 19,5% di maschi russatori giovani”: quasi uno su 5.
Esistono diversi tipi di russamento: su tutti, il russamento semplice (sonno rumoroso) e le apnee notturne (Osas), vere e proprie interruzioni del respiro, che in forma lieve interessano il 20% degli adulti e possono anche favorire l´insorgenza di malattie cardiovascolari e neurologiche (ipertensione, cardiopatie, endocrinopatie e vasculopatie).

Quanto pesano età e stili di vita
“Il russamento è perlopiù una questione anatomica”, sottolinea Minetti. Il rumore, infatti, è prodotto dalla vibrazione delle pareti mucose delle prime vie aeree, causata dal passaggio forzato dell´aria nei punti in cui questi tessuti si toccano l´uno con l´altro.
Ma al di là della conformazione fisica di una persona, pesano anche altri fattori. Primo fra tutti “l´età, perché invecchiando la muscolatura si fa meno tesa” e quindi, rilasciandosi, anche i tessuti coinvolti nel russamento tendono a toccarsi e a vibrare.
Nemmeno il tempo che passa, però, può essere un alibi sufficiente per il russatore, perché contano anche gli stili di vita. “Per esempio un aumento di peso: ingrassare in poco tempo di 5-10 chili”, avverte lo specialista, “provoca un rammollimento dei tessuti all´origine del russamento”, che anche in questo caso hanno più probabilità di toccarsi e vibrare.
Non solo: “Bere alcol è un altro comportamento a rischio, proprio per l´effetto miorilassante” delle bevande ad alta gradazione. E “sempre per l´azione miorilassante”, conclude Minetti, “anche prendere le gocce per dormire, ad esempio i comuni prodotti a base di benzodiazepine, può favorire il russamento”.

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Adolescenza, tuo figlio vuole il motorino: e ora?

Manuale per genitori: che fare per non deluderlo e tranquillizzare voi stessi

Nel rapporto tra genitori e figli, l’ora del motorino, generalmente  nell’adolescenza,  è un momento clou.

Arrivato alla soglia dell’età,  ogni figlio comincia il tormentone: i più accaniti generalmente cominciano verso i dodici anni a  martellare il genitore, sui 13 anni inizia la fase del conto alla rovescia e poi ai 14, età legale   per poter guidare un ciclomotore, la richiesta è assillante e punta a giovarsi dei due anni precedenti di tormentone.

In ogni caso – chi prima, chi dopo – qualunque ragazzo porrà al genitore di turno la domanda da cento milioni: mi compri il motorino?

È a quel punto che scattano i dubbi, le ritrosie, le perplessità, le reazioni di impulso, i divieti, i ripensamenti. Quasi sempre, la maggior parte di questi atteggiamenti finisce per avere ripercussioni negative nei confronti del carattere del ragazzo. Cosa fare, allora, per non deludere nostro figlio e nello stesso tempo tranquillizzare noi stessi, genitori (giustamente) timorosi?

 

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Quanto è responsabile

Partiamo da un presupposto preciso: non esistono regole valide per tutti. Nelle grandi città, per esempio, è evidente che il rischio di incidenti anche gravi è molto più alto rispetto ai piccoli centri. Ma non è solo questo che conta: mamma e papà dovrebbero valutare per bene le capacità e le attitudini del ragazzo, cercando di capire se sia abbastanza responsabile per salire in sella.

 

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Il pesce azzurro è grasso, eppure non fa ingrassare

Il pesce azzurro è grasso, eppure non fa ingrassare: è’ considerato pesce povero ma contiene sostanze nutrienti e alleate della bilancia. Dall’aringa al pesce spada tutti i modi migliori per gustarlo

Ogni dieta che si rispetti non può prescindere dal pesce azzurro. Tutti i nutrizionisti si raccomandano di mangiarne almeno tre porzioni la settimana per vivere a lungo.

La domanda, a questo punto, è spontanea: ma il pesce fa ingrassare? Ed ecco la buona notizia: no, il pesce non fa ingrassare. E non è tutto: c’è un tipo particolare di pesce che non solo non influisce sulla linea, ma rappresenta addirittura un toccasana per la salute, oltre che influire sull´umore. Si chiama pesce azzurro, una categoria che comprende le sardine, gli sgombri, i salmoni, le trote di lago, il pesce spada, il tonno e tante altre varietà.
Per tanto tempo il pesce azzurro è stato considerato “povero”. In realtà, si tratta di un alimento ricchissimo di sostanze benefiche per l’uomo. Il vantaggio numero uno sta in un tipo di grassi che contiene, di nome “Omega 3”: il loro ruolo è essenziale, perché contribuiscono a formare molte cellule del corpo, comprese quelle cerebrali.

Non solo: proteggono il cuore (mantenendo fluido il sangue ed limitando quindi i rischi di trombosi), tengono a bada la pressione e contrastano la formazione di colesterolo. Altri vantaggi del pesce azzurro? Costa poco, è buonissimo al gusto e versatile in cucina (si presta ad essere cucinato in tanti modi diversi, alla griglia, sulla piastra, ma anche crudo).

 

Leggi anche: Tutto quello che c’è da sapere sul pesce azzurro e che non hai mai osato chiedere

 

Le varietà del pesce azzurro dalla A alla Z
Alcune varietà di pesce azzurro sono note a tutti, altre meno conosciute ma altrettanto ricche di Omega 3. Ecco una mini guida che potrete utilizzare al momento dell’acquisto per tenere d’occhio la percentuale di Omega 3 contenute in ogni pesce, oltre ad alcuni suggerimenti per cucinarli.

Sardina: ha la quantità più alta di Omega 3 dell’intera categoria: 2,6% per 100 g. Cucinatela in forno con pomodoro e origano oppure provate le sarde con la pasta.

Sgombro dell’Atlantico: il contenuto di Omega 3 è pari al 2,5% per 100 g. Cucinatelo in padella con un filo di olio.

Aringa: gli Omega 3 scendono all’1,7%. Vi consigliamo di gustarla su pane tostato.

Trota di lago: gli Omega 3 contenuti in questo pesce sono 1,6% per 100 g. Fatela marinare con olio e limone. Una buona idea per un”sushi mediterraneo”.

Spigola striata: gli Omega 3 sono allo 0,8%. Il modo migliore di consumarla è al cartoccio con aglio e limone.

Tonno: in 100 g c’è lo 0,5% di Omega 3. Provate a cucinarlo in forno con le patate, oppure cucinate il tonno con le verdure.

Gamberi: in questo pesce gli Omega 3 scendono allo 0,3%. Il modo migliore per gustarli? Grigliati o al vapore.

Pesce spada: ha il contenuto più basso di Omega 3, solo lo 0,2%. Cucinatelo in padella con un filo di olio e una spruzzata di limone.

 

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Maccheroni alle melanzane

Maccheroni alle melanzane


Calorie: 330
Maccheroni alle melanzane
  • maccheroni 60 g
  • melanzane 200 g
  • pomodori san marzano 100 g
  • pecorino 5 g
  • olio extravergine di oliva 5 g
  • aglio 1 spicchio
  • basilico
  • sale q.b.

Preparazione

Mettete le melanzane sotto sale, in modo che rilascino l´acqua di vegetazione. Poi tagliatele a piccoli dadi e sistematele in una teglia insieme a olio e aglio. Soffriggete il tutto a fuoco vivace, mescolando spesso. Aggiungete i pomodori e il sale. Lasciate cuocere a fuoco vivo per 15 minuti.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata e, una volta pronta, versatela nella padella insieme al sugo; poi amalgamate. Aggiungete una spolverata di pecorino e il basilico e poi servitela calda.
Buon appetito!

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Insalata di peperoni e cipolle

Insalata di peperoni e cipolle


Calorie: 200
Insalata di peperoni e cipolle
  • cipolla piccola, 1
  • peperone piccolo, 1
  • olio 10 g
  • mostarda, 1 cucchiaino
  • aceto q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione

Mettete a cuocere in forno la cipolla e, quando si sarà  freddata, mettetela in una insalatiera.
Cuocete sulla graticola o in forno il peperone. Una volta cotto, apritelo, toglietevi i semi e la pelle, poi tagliatelo a filetti e aggiungetelo alla cipolla.
Preparate una salsina miscelando l´olio, l´aceto, la mostarda, il sale e il pepe e unitela all´insalata di cipolla e peperone. Buon appetito!

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Tortino di alici e zenzero

Tortino di alici e zenzero


Calorie: 80
Tortino di alici e zenzero
  • 80alici fresche, 150 g
  • broccolo, 150 g
  • aglio, ½ spicchio
  • zenzeero fresco qb
  • olio extravergine di oliva q.b.

*le dosi sono per 1 persona

Preparazione
Pulire le alici e disporle nel senso della lunghezza in un tegame, spegnere il fuoco.
Lessare i broccoli in acqua non salata ridotti in piccole cime. Scolarli, farli raffreddare e ridurli in poltiglia con una forchetta, aggiungere aglio schiacciato e zenzero grattugiato. Sistemare il composto sul fondo di una padella dove è stato fatto scaldare olio extravergine di oliva, quindi coprire i broccoli con i filetti di acciughe appena scottati e far cuocere incoperchiato per un paio di minuti. Completare con l´aggiunta di zenzero, prezzemolo e aggiustare di sale.

(a cura della Dottoressa Sara Farnetti)

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Palline di cocomero e melone al rhum

Palline di cocomero e melone al rhum


Calorie: 105
Palline di cocomero e melone al rhum
  • anguria e melone, 600 g
  • zucchero 70 g
  • rum 30 g
  • cannella
  • vaniglia
  • chiodi di garofano, 3

*le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Mettete a bollire sul fuoco 70 g di acqua con 30 g di rhum, 70 g di zucchero, 3 chiodi di garofano e un pezzetto di cannella e di vaniglia per circa 4 minuti. Lasciate raffreddare questo sciroppo, poi versatelo sulle palline di cocomero e anguria che avrete disposto nelle coppette.
Buon appetito!

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Ecco il decalogo segreto per avere gambe perfette

Consigli e regole per poterle scoprire senza problemi con la bella stagione. E averle sane e in forma

Per avere gambe perfette non occorre essere dotati solo da madrenatura.  Basta seguire un degalogo di regole che ciunque può seguire con un semplice fai-da-te.

Come? Il professor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell´alimentazione dell´Ospedale San Donato di Arezzo, ha diffuso un decalogo ad hoc in occasione della campagna educazionale “Più salute alle gambe”, in collaborazione con la SIFL, la Società  Italiana di FleboLinfologia, e con l´associazione internazionale “Femme Sante´ Sante´ Femme – Donna Salute Salute Donna”.

 

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Occhio ai carboidrati
Il primo punto fermo del decalogo è di non superare la dose massima giornaliera di 150 g (ma non meno di 130). Importante anche scegliere alimenti a bassa densità  glucidica (contenuto di carboidrati in un grammo) e preferire quelli integrali, meglio se nella prima parte della giornata, limitando l´apporto di carboidrati nella cena.

Mangiare spesso, mangiare poco: cinque pasti al giorno, colazione, spuntino mattutino, pranzo, merenda e cena. Mangiare ogni tre ore è consigliabile per mantenere la glicemia al di sotto del valore di 120 mg/dl. Mangiare quattro alimenti alcalinizzanti per ogni alimento acidificante, per evitare la cellulite e la sindrome varicosa nelle gambe; l´80% degli alimenti deve venire dal mondo vegetale e il 20 % da alimenti di origine animale.

Non a caso l´esperto consiglia di mangiare cinque porzioni di frutta (tre) e di verdura (due) durante la giornata per lo più crudi, e fare un deciso uso di centrifugati composti da verdura e frutta combinate assieme, per introdurre minerali, vitamine, nutrienti ad azione nutraceutica capaci di bloccare gli effetti aggressivi, degenerativi dei radicali liberi dell´ossigeno e dell´azoto che si formano nei mitocondri cellulari.

Va eliminato il sale da cucina: è salutare passare dal gusto salato al gusto acido ed usare l´aceto balsamico o di altro tipo al posto del sale, e introdurre alimenti ricchi di calcio.

 

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Il caldo scatena aggressività, manie e disturbi ossessivi

Problemi anche per chi soffre di bulimia nervosa o alcolismo

Liti condominiali per che finiscono con una coltellata, persone insolitamente euforiche che parlano da sole o si spogliano sui mezzi pubblici, insonnia, nervosismo e irritabilità in ufficio che superano il livello di guardia.

“La colpa dell’aumento o del peggioramento dell’aggressività e di alcuni disturbi psichici nei mesi estivi è da attribuire al caldo, che agisce come un detonatore su chi soffre di mania, ipomania, disturbi ossessivo-compulsivi e disturbi di panico”, dice Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, secondo cui le temperatura bollenti provocano problemi anche a chi soffre di bulimia nervosa o ha problemi con l’alcol.

 

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Più caldo, umidità e ore di luce
“In questi giorni”, spiega Mencacci, “capiterà di imbattersi più spesso del solito in manifestazioni di questi disturbi, ma la buona notizia è che in parallelo si ridurranno depressione e suicidi”.
Ma perché il caldo accende come una miccia aggressività, manie, panico e ossessioni? “Si è visto che il cervello è sensibile all’aumento di temperatura, al tasso di umidità e alle ore di esposizione alla luce. Questi tre fattori sono cruciali perché agiscono come un grilletto, in primo luogo aumentando i disturbi del sonno. Così si apre la strada ad aggressività e aumento di manie, disturbi ossessivi e panico”.

 

 

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Come agisce il caldo
“Il caldo”, prosegue Mencacci, “fa da molla perché agisce sui sistemi neuroendocrini. Ma in estate aumentano anche i contatti sociali obbligati e, di pari passo, una sorta di necessità di mantenere le distanze. Pensiamo a un bus affollato in inverno, con il freddo, o a luglio, con sudore, effluvi e altro: tutti cercheranno inconsciamente di ritagliarsi uno spazio isolato, mentre quando le temperature scendono si cercano più volentieri calore e compagnia”.
Insomma, canicola e affollamento sono alleati di episodi di aggressività, ma anche di manifestazioni come manie, perdita del controllo, ossessioni e abbuffate notturne. “Complice il fatto che nella calura è più difficile dormire”.

 

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Perché in vacanza la coppia “scoppia” (a volte)

In vacanza litigi e scenate tra partner nascono dai motivi più diversi. I consigli dell’esperto per le coppie al rientro dalle vacanze.

Sembra un luogo comune. E invece dire che l’estate è il periodo in cui “la coppia scoppia” è una realtà vera e propria.

Sarà la temperatura bollente, sarà il maggior numero di distrazioni a disposizione dei partner, fatto sta che nei mesi più caldi dell’anno cresce il numero di liti, separazioni e divorzi.

Ma quali sono i motivi che mandano letteralmente in tilt la coppia durante le vacanze? L´Accademia internazionale Stefano Benemeglio delle discipline analogiche ha tentato di tracciare una mappa di preferenze e abitudini che, in viaggio, possono minare la vita di coppia.

 

 

La stanchezza, “miccia” delle discussioni

Stando all’indagine, il 65% delle donne ama stare sotto il sole almeno 5 ore al giorno, mentre gli uomini resistono molto meno: il 43% meno di 3 ore e il 53% non più di 5.

E se l´uomo a prendere il sole si annoia (53%), solo il 4% delle donne considera la spiaggia una perdita di tempo. Per lei prendere il sole è soprattutto, complice la tintarella, una vera e propria cura di bellezza (58%), nonché un modo per rilassarsi (38%).

 

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Secondo i dati elaborati dall´Accademia, il 12% delle donne ama andare in spiaggia con il proprio partner mentre solo il 20% degli uomini si dichiara propenso a prendere il sole accanto alla propria partner.

Il più delle volte, ad accendere discussioni “è la stanchezza”, anche se “è soprattutto l´incomprensione interna alla coppia a determinarne l´effettiva rottura”, spiega Stefano Benemeglio, presidente dell´Accademia, che si propone di contribuire allo sviluppo del potenziale umano e al recupero della qualità della vita.

 

 

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“Le abitudini diverse di lui e di lei influiscono sulla percezione della vacanza, durante la quale l´esigenza principale per entrambe è quella di riposare dai ritmi frenetici della quotidianità ed è difficile farlo se non si riesce a comprendere il punto di vista dell´altro”.

 

 

Il desiderio di risolvere i problemi

Tuttavia “non è necessario evitare sempre i conflitti, anche perché dopo una lite può essere ancora più gratificante stare insieme”, sostiene Benemeglio.

“L´assenza di contrasti potrebbe invece dipendere dalla paura, forse anche inconscia, che un rapporto già tentennante possa interrompersi definitivamente in seguito a una lite banale”.

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