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Musica, tutti i segreti del ritmo

Il senso del tempo è innato, già da neonati seguiamo la musica

musica

Il senso del ritmo si manifesta nei bambini a un´età molto più precoce di quanto i medici abbiano finora sospettato.

Un team internazionale di ricercatori ha osservato con la risonanza magnetica le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita, e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire il ritmo della musica: ascoltavano e reagivano se si interrompeva.

 

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Lo studio
Per lo studio sono stati esaminati 14 bimbi. Gli scienziati hanno osservato nel loro cervello un´attività elettrica del tutto simile a quella dei 14 adulti (le mamme che li tenevano in braccio) esaminati contemporaneamente durante una seduta in cui è stata suonata della musica con un forte ritmo scandito dalla batteria.

Le risonanze magnetiche al cervello hanno rivelato che i bebè seguivano il ritmo e, come chiunque ascolti della musica, hanno cominciato ad anticipare le note, aspettandosi che il batterista continuasse con lo stesso ritmo e reagendo se invece si interrompeva.

 

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A prescindere dal cuore o dalla voce della mamma
La scoperta potrebbe cambiare il modo in cui i medici considerano le abilità musicali dei bambini. Molti ricercatori hanno finora pensato che i più piccoli imparino la musica ascoltando gli adulti, ma la nuova ricerca suggerisce che il ritmo potrebbe essere un´abilità innata. E sarebbe una qualità prettamente umana: secondo lo scienziato, non dipende dal fatto di sentire il battito del cuore della mamma o la sua voce quando il feto è ancora nell´utero.

Honing fa infatti notare che i primati a noi più vicini, gli scimpanzè, sentono anch´essi il battito del cuore materno prima di nascere, e tuttavia non hanno il senso del ritmo.

 

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Sesso, quanto porno sopporta la tua salute

Guardare troppi film porno incide sul cervello. Come capire il limite da non superare

porno

Internet ha portato il sesso hard alla portata di tutti e senza costo creando vere e proprie dipendenze sessuali che la medicina ha da tempo messo sotto osservazione per capirne l’effetto su di noi.

Dopo aver detto che l’eccesso di porno visivo riduce il desiderio, danneggia soprattutto la maturità dei giovani, incide sulla fertilità, ora l’ultima “verità” viene dal famoso Max Plant Institute di Berlino  dove i ricercatori hanno studiato la morfologia del cervello, le connessioni neurali e l’attività della nostra materia grigia  di un gruppo di soggetti selezionati fra forti consumatori di film  a luci rosse.

Ebbene, è emerso che  a farne le spese è  il cervello che riduce le connessioni tra un neurone e l’altro e dunque l’attività cerebrale che è correlata all’intelligenza: più attività neurale avviene nel cervello e più si è intelligenti; meno attività equivale a meno intelligenza.

 

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Intanto va detto che gli osservati erano solo 64 giovani uomini e non anche giovani donne. E l’osservazione ha evidenziato che in tutti i soggetti sono stati osservati cambiamenti nel tessuto nervoso di quella parte del cervello detto “centro della ricompensa”. In poche parole,  è risultato che guardare troppi film porno rende stupidi rispetto a chi non ne guarda o ne guarda in misura moderata.

Il punto è però è proprio questo, come capire  quando la soglia da moderata diventa eccessiva? ovvero il limite da non superare, la misura del consumo dannoso di film porno?

 

 

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Quanto porno ci si può permettere

I ricercatori hanno così sentenziato che  la relativa “stupidità”, intesa come riduzione dell’attività del cervello rispetto a soggetti diversi, si  verifica quando il consumo di porno supera le 4 ore a settimana.

Ma subito dopo aver indicato la soglia,  da bravi scienziati che non escludono nulla, si sono chiesti se la riduzione dell’attività cerebrale osservata in chi indugia più di 4 ore a settimana sui siti porno è la causa dell’instupidimento o è l’effetto.

Vale a dire se è la preesistente ridotta attività del cervello a causare la dipendenza dal porno visivo che si determina dopo aver consumato più di 4 ore di film a luci rosse a settimana.

Per il momento l’interrogativo resta aperto. I ricercatori osservano però che chi è nato con quest’area del cervello limitata potrebbe aver bisogno di maggiori stimoli per attivarla, inducendo una ricerca di appagamento attraverso  la pornografia , anche eccessiva.

 

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Boom del porno in tutta Europa
Per il momento, il fenomeno dell’aumento della dipendenza dal porno  è certificato dai numeri solo in Gran Bretagna. Ma il numero di “porno-dipendenti”, quegli uomini che collezionano in maniera ossessiva immagini e filmati pornografici su computer o cellulari, aumenta anche nel resto d’Europa, Italia inclusa.

Il comportamento è innocuo solo in apparenza, perché in realtà mette a dura prova la relazione con la partner.

Secondo un´indagine di Bbc News effettuata su 43 terapisti specializzati, l´80% di questi esperti assicura che si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti vietati ai minori.

La navigazione a luci rosse è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie di sesso: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che tranquillizza i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita e la maggior parte delle volte abbandona il partner per scarsa fiducia.

Ancora diffusa è anche la dipendenza dal sesso inteso in senso tradizionale, che si manifesta con la necessità di avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre accostarsi, amplificandola con risultati ancora più negativi.

 

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Infezioni alimentari: i rischi maggiori dalle verdure

Quelle a foglia larga sono la prima causa di intossicazione

infezioni alimentari

Forse non tutti lo sanni ma è nelle verdure che sono annidati i rischi maggiori delle infezioni alimentari. Eppure, q29uante volte ci siamo sentiti ripetere che le verdure sono fondamentali per la corretta alimentazione e per ogni dieta, che le fibre vegetali in esse contenute sono indispensabili per l’organismo, che senza verdure non c’è tavola che tenga?

Tutto vero, per carità. Con un piccolo particolare, però: che dal punto di vista della conservazione – soprattutto in frigorifero – le verdure rappresentano un fattore molto delicato. Meglio ancora: pericoloso. Sì, perché costituiscono il primo rischio di intossicazione alimentare in assoluto.

 

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Perchè le verdure sono più a rischio infezioni
È la conclusione di uno studio realizzato dai Centri di controllo per le malattie Cdc di Atlanta, pubblicato dalla rivista scientifica “Emerging Infectious Diseases”, secondo cui i vegetali a foglia larga sono la prima causa di intossicazione, mentre la carne di pollo contaminata è al primo posto per le morti.

Lo studio si è basato sui dati raccolti dall´agenzia tra il 1998 e il 2008, un arco di tempo in cui negli Usa sono state intossicate dal cibo in media 9,6 milioni di persone l´anno e ne sono morte circa 1500.

I ricercatori hanno suddiviso gli alimenti in 17 sottogruppi per valutarne la pericolosità.

 

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Ecco la classifica della pericolosità:

  1. Vegetali a foglia larga: sono in cima alla classifica dei prodotti pericolosi. Si tratta di spinaci o insalata, responsabili del 23% dei casi;
  2. Latticini: seguono come secondi in classifica con il14% dei casi;
  3. Frutta: benchè sia esposta ai pesticidi non meno delle verdure, si piazza al terzo posto della classifica della pericolosità con il  (12% dei casi;
  4. Pollame : occupa saldamente il quarto posto in graduatoria con il 10% dei casi.
  5. Frutti di mare:  spesso additati come pericolo numero uno, si fermano al 3,4%.

La classifica cambia se si considerano le morti causate dalle intossicazioni, e vede il pollame al top con il 19%, seguito da latticini (10%) e vegetali rampicanti, come i pomodori (7%), mentre tutti gli animali marini sono responsabili del 6% dei decessi.

 

Quali infezioni
“La maggior parte delle contaminazioni è dovuta a norovirus presenti durante la produzione – spiegano gli autori – mentre le infezioni più presenti nel pollame sono quelle da salmonella e listeria”.

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Leggi anche: Come cuocere  i cibi per abbattere il “rischio-salmonella”

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Allarme vaccini: le false paure sull’autismo

autismo

Il “no” alla proiezione alla Camera dei Deputati di un filmato appena arrivato in Italia che accredita il nesso tra vaccinazioni nei bambini ed autismo ha rilanciato  l’allarme del Ministero della Salute e della comunità scientifica internazionale sull’inquietante calo delle vaccinazioni in Italia che rischia di  scatenare   incontrollate epidemie per il cosiddetto “effetto gregge”.

Di che si tratta? Le vaccinazioni di massa nei bambini, dice l’Istituto Superiore di Sanità, servono a creare un ambiente  refrattario all’attecchimento dei virus anche qualora  casi episodici dovessero accadere. Il contesto   di bambini vaccinati, in sostbnza, frena la diffusione del virus quando la percentuale dei bambini vaccinati supera il 95%.

Tale soglia è ritenuta dalla comunità scientifica il limite al di sotto del quale non bisogna scendere, viceversa, “l’effetto gregge” che sopra il 95% preserva l’immunità della popolazione, al di sotto di quella percentuale funziona al contrario, ed alimenta la diffusione del virus.

Ebbene, anche in Italia  si è diffusa la credenza che la vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia (MPR), sia associata alla Sindrome di Kanner, ( meglio nota come autismo) basandosi su una pubblicazione di 14 anni fa apparsa sulla rivista scientifica Lancet, e successivamente ritirato per l´evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici. Al punto che si è scesi sotto la fatidica soglia del 95%  della popolazione infantile vaccinata, in molti per alcune patologie anche all’85%.

 

 

Leggi anche: Autismo, i segnali per ruiconoscerlo

 

Sentenze e salute

Il fatto, in particolare, riguarda una sentenza emessa dal tribunale di Rimini che  nel 2012 ha accolto il ricorso dei genitori di un bambino che, secondo l’accusa, sarebbe diventato autistico a seguito della vaccinazione da morbillo, parotite e rosolia.

Il bambino avrebbe iniziato a manifestare sintomi preoccupanti (diarrea e nervosismo) e successivamente sarebbero sopraggiunti segni di grave disagio psico-fisico fino al riconoscimento dell’invalidità totale e permanente al 100%.

La nota rivista medica Lancet ha ufficialmente ritirato lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente MPR.

L’articolo, pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è stato causa di una lunga disputa scientifica durata quasi 12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner.

Le sue affermazioni furono screditate dal mondo scientifico, e sono state alla base di uno dei più rilevanti contenziosi nella storia della medicina.

 

 

Leggi anche: Il tuo bambino parla poco? Come capire se è normale

 

Le risposte della comunità scientifica

La risposta del mondo scientifico è stata immediata e desta molte preoccupazioni. ´´Purtroppo – evidenzia il Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita – le false tesi proposte portarono ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parti dell´Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo e delle sue complicanze, inclusi numerosi casi di encefalite e di morte”.

Il Board raccomanda che è chiamato a giudicare assuma il massimo rigore scientifico e soprattutto la sostenibilità delle affermazioni, delle sentenze e dei giudizi basata su acquisizioni universalmente riconosciute.

“Purtroppo sentenze come quella appena emanata” conclude il Board “rischiano di avere il solo risultato di far perdere fiducia in uno strumento preventivo fondamentale per la salute dei bambini e di tutta la popolazione, con conseguente ri-emergenza di malattie gravi e talora anche mortali, come il morbillo, inducendo peraltro nei genitori di bambini affetti da una seria patologia come l´autismo la falsa convinzione di aver trovato la ragione di tante sofferenze patite´´.

 

Leggi anche: Domande e risposte sulla vaccinazione dei bambini

 

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Dieta, i 10 cibi dietetici per finta

Cibi dietetici: i 10 finti dietetici che promettono di essere sani e light, ma ti fanno ingrassare. Come riconoscerli al supermercato.

supermercato

Quando giriamo tra gli scaffali del supermercato,  le prime cose che ci saltano agli occhi sono quei messaggi tipo “Niente colesterolo”, “senza zucchero aggiunto”, “alimento tutto naturale”… sono una calamita per chi cerca cibi sani e salva-dieta, mail rischio è di incappare in uno di quei 10 cibi dietetici per finta che potrebbero ingannarci.

Il fatto è che molto spesso quello che i messaggi promettono, le etichette dei prodotti smentiscono. Solo che il più delle volte non abbiamo tempo né voglia né le conoscenze giuste per metterci a decifrare le scritte in piccolo sulle confezioni. Risultato: compriamo cibi e alimenti “light per finta”, cioè dietetici e leggeri solo sulla carta.

 

False promesse
Facciamo qualche esempio: i prodotti “senza colesterolo” sono sì poveri di grassi, ma in compenso sono ricchi di sale e zucchero. E questo fa notevolmente aumentare il loro apporto calorico.
E ancora: se la bottiglia di olio riporta sulla confezione “leggero”, non significa che il suo contenuto di calorie sia più basso dell’olio extravergine di oliva. La sola differenza sta nel colore e nel gusto, niente di più.

Come difendersi allora dalle false promesse di quei prodotti che si spacciano per salutari e dietetici, senza esserlo davvero?
Vi suggeriamo la top 10 di prodotti da tenere sott’occhio, perché si spacciano per poco calorici, ma in realtà nascondono ingredienti che possono far schizzare in avanti l’ago della bilancia.

1. Muesli – È dagli Anni 60 che il muesli, il popolare mix di frumento e frutta essiccata, ha assunto il ruolo di cibo salutare proprio per il loro contenuto di fibre. Ma se è vero che contiene una minor quantità di zucchero rispetto ai cerali glassati e zuccherati, non va dimenticato che ci sono anche alte percentuali di grassi.

2. Cereali per la prima colazione – Anche loro sono ricchi di zuccheri e di sodio, ma scarsi proprio nelle fibre. Alcune qualità di cereali contengono più di 500 milligrammi di sodio a porzione, e questo li rende poco indicati nelle diete.

3. Cereali in barrette – Stesso discorso: poche fibre, ma in compenso tanto zucchero e molti grassi. Diverse barrette  barrette contengono grassi saturi, derivati da ingredienti come il cocco, oltre che sale e zucchero. Insomma, un concentrato di calorie tale che tanto varrebbe consumare una intero pacchetto di caramelle…

 

Leggi anche: Barrette, scopri quelle che fanno al caso tuo

 

4. Prodotti “ai 5 cereali” – Se pensate di fare un carico di cibi salutari e light mangiando cerali diversi tutti insieme, vi sbagliate di grosso: solo se l’etichetta riporta “grano intero”, introdurrete un maggior carico di fibre e di nutrienti.

 

Leggi anche: Cereali, ecco quelli più adatti alla linea

 

5. Bevande energetiche – Gli energy drink romettono energia e, in effetti, tra gli ingredienti ci sono anche erbe energizzanti. Ma oltre che essere scarse di vitamine, e quindi inutili, sono ricchissime di zuccheri. Ed ecco svelato il vero motivo di tutta la “carica” che assicurano di fornire: lo zucchero è, infatti, un energetico per eccellenza.

 

Leggi anche: Energy drink, fanno bene o fanno male? Ecco cosa c’è da sapere

 

6. “Bastoncini di frutta” – Un gruppo di ricerca del Center for Science in the Public Interest ha scoperto di recente che una marca popolare di “bastoncini di banana” essiccata, non solo conteneva zucchero aggiunto, ma che la frutta veniva addirittura fritta. Il risultato? Mangiarne una porzione equivarrebbe a mangiare un hamburger in un fast food.

7. Confezioni di cibi pronti da gustare – Insalate con pollo o tacchino “freschi” possono essere carichi di sodio e le insalate possono contenere maionese o altri oli non salutari. Non aiutano a mantenere la linea, sebbene il pollo e il tacchino siano considerati light.

 

Leggi anche: Ecco per chi sono più adatte le carni bianche 

 

8. Acque addizionate – Anche qui occorre fare attenzione perché alcune marche di acqua aggiungono al prodotto naturale non solo vitamine ed erbe, ma anche zucchero. Cosa significa? Che un bicchiere di acqua – normalmente a zero calorie – può arrivare ad apportarne 125.

9. Latte di soia, cioccolato di soia con nocciole, barrette alla soia – La parola che ci può trarre in inganno e rimandarci con la mente a prodotti dietetici è proprio la soia. Sappiamo che è un prodotto solo vegetale, ma i prodotti che la usano come base vengono poi addizionati con altri grassi e zuccheri.

10. Prodotti freschi “senza grassi aggiunti” – Anche in questo caso bisogna fare attenzione perché il grasso può essere sostituito da altri additivi carichi di carboidrati e con un alto contenuto di zuccheri.

 

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Polpette di vitello ai pisellini

Polpette di vitello ai pisellini


Calorie: 280 Polpette di vitello ai pisellini
  • polpa di vitello macinata 100 g
  • piselli sgranati 30 g
  • cipolla 30 g
  • albume
  • trito aromatico con menta e maggiorana
  • pane grattugiato
  • olio d’oliva
  • sale

*le dosi sono per 1 persona

Preparazione
Tritate la cipolla finemente e unitela alla carne insieme ai pisellini, precedentemente lessati. Aggiungete un cucchiaio di albume, il sale e il trito di erbe aromatiche e amalgamate bene.
Formate le polpette, passatele nel pane grattugiato, irroratele con 10 g di olio e cuocetele in forno a 180° per 12´.
Buon appetito!

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Errori medici, ecco i dottori che sbagliano di più

Le 6 specializzazioni più esposte al rischio di errori medici. Gli sbagli in corsia uccidono ogni anno più dei tumori. Cosa dicono le linee guida del Ministero della Salute. Prevenire si può. Ecco come fare.

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Forse pochi lo sanno, ma gli errori medici uccidono più dei tumori.

Parliamo ovviamente degli errori veri. Poi ci sono gli errori presunti o finti errori, quelli che pazienti cosiddetti “furbi” pensano di poter attribuire ai medici con puro intento speculativo di di denaro; il più delle volte aizzati da spregiudicate organizzazioni para-legali che si propongono ai pazienti come difensori gratuiti, per lucrare guadagni facili una volta vinta la causa giudiziaria.

In un anno, secondo i dati di una ricerca Eurisko, gli errori che si verificano in ospedale coinvolgono 32 mila persone. A questi dati si aggiungono quelli dell’Ania (l’Associazione Italiana imprese assicuratrici) secondo la quale sarebbero 30 mila ogni anno le denunce e le richieste di risarcimento e 15 mila le cause che finirebbero ogni anno in tribunale. Le inchieste che vengono aperte dall’autorità giudiziaria spesso si protraggono a lungo, prima di arrivare all’accertamento della verità.

L’errore medico è un fenomeno rilevante nel nostro sistema sanitario, assai più di quanto si immagini, con conseguenze che vanno in una duplice direzione:

  1. danni al paziente e ai suoi familiari quando il danno è accertato;
  2. danni ai medici, quando il magistrato accerta che l’evento non è stato provocato dalla responsabilità dei sanitari.

C’è da considerare che otto medici su dieci con almeno 20 anni di anzianità professionale, sono stati sottoposti a un’inchiesta, per un presunto errore, almeno una volta. Ma in due casi su tre tutto si risolve con una completa assoluzione. E quasi sempre, al termine di un iter molto lungo.
Questa situazione comporta un notevole danno (professionale e biologico) per il medico, ma anche un pericolo serio per il cittadino-paziente: l’affermarsi della cosiddetta medicina difensiva, quella che punta a salvaguardare anzitutto l’incolumità giudiziaria del medico, quindi la salute del paziente. Se ciò avvenisse, progressivamente si ridurrebbe il numero di camici bianchi disposti a rischiare una denuncia per non aver prescritto un esame molto probabilmente inutile. A quel punto, il ricorso agli esami diventerebbe sempre più massiccio, con un conseguente spreco per il Sistema sanitario nazionale.
Non solo: come ulteriore effetto, il paziente avrebbe sempre più difficoltà a trovare un medico disposto ad assisterlo.[correlata2]

Errori medici,  le specializzazioni più a rischio
Su 8 milioni di persone ricoverate ogni anno, 320 mila (pari a circa il 4%) subiscono danni o conseguenze (malattie) dovute a errori nelle cure o a disservizi che potrebbero essere evitati.
Ma è il 
capitolo relativo alle morti, quello che deve fare più riflettere: le stime oscillano tra un minimo di 14 mila a un massimo di 50 mila pazienti che muoiono in conseguenza di errori compiuti da medici o provocati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie.
L’Associazione dei medici accusati di “malpractice ingiustamente (Amami) sostiene sia maggiormente realistico il numero di 30-35 mila decessi, corrispondenti al 5,5% di tutti i morti registrati in Italia in un anno. Un dato paragonabile a quelli dei maggiori killer: il tumore del polmone e infarto miocardico acuto (31 mila morti all’anno).
Ma quali sono 
i reparti più a rischio di denuncia? Secondo il rapporto Pit (Processo integrato di tutela) Salute  del Tribunale dei diritti del malato, sarebbero sette le specialità in cui si rischia di più:

  1. ortopedia (17,5%);
  2. oncologia (13,9%);
  3. ginecologia e ostetricia (7,7%);
  4. chirurgia generale e oculistica (5,4%);
  5. odontoiatrica (5,2%)
  6. emergenza e pronto soccorso (2,8%). 

Le linee guida del Ministero della Salute sugli errori medici


Il Ministero della Salute tiene d’occhio da tempo il problema degli errori medici e sanitari in genere. Negli ultimi anni sono state adottate diverse misure per cercare quanto meno di arginare il problema.
Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 prevede in particolare un monitoraggio degli “eventi sentinella”.

 

Leggi anche: Cosa fare se hai preso troppe medicine

 

Cosa sono gli “eventi sentinella”?
Il ministero stesso li definisce “eventi avversi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario nazionale”. L’elenco di questi “eventi sentinella” è dunque uno strumento di prevenzione, indispensabile per riuscire ad imparare dagli sbagli e, quindi, adottare tutte le misure per evitare che in futuro l’errore si ripeta.
Ecco la lista completa degli “eventi sentinella”:

  1. procedura in paziente sbagliato;
  2. procedura chirurgica in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte);
  3. errata procedura su paziente corretto;
  4. strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico che richiede un successivo intervento o ulteriori procedure:
  5. reazione trasfusionale conseguente a incompatibilità AB0;
  6. morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica;
  7. suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale;violenza su paziente;
  8. atti di violenza a danno di operatore;
  9. Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero) ;
  10. Morte o grave danno conseguente a non corretta attribuzione del codice triage nella Centrale operativa 118 e/o all’interno del Pronto Soccorso;
  11. Morte o grave danno imprevisti conseguente ad intervento chirurgico;
  12. Ogni altro evento avverso che causa morte o grave danno al paziente.

Ma c’è di più. Sulla base delle raccomandazioni “Guidelines for Surgery” (linee guida per la chirurgia), l´Organizzazione mondiale della Sanità ha costruito una “checklist” per la sicurezza in sala operatoria: una lista che contiene 19 punti da osservare in caso di procedure semplici e complesse.

 

Leggi anche: Rischio infezioni: occhio ai camici di medici ed infermieri

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Mele meringate

Mele meringate


Calorie: 260 Mele meringate
  • Mele piuttosto grandi, 5
  • vaniglia, 1 stecca
  • albumi, 2
  • 120 g di zucchero semolato
  • limone, 1
  • rhum, 1 bicchierino
  • sale
  • pinoli, 20 g
  • sale
  • zucchero a velo q.b.

Calorie a porzione: 260 – Le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Lavate e asciugate con cura 5 mele. Tagliate la calotta superiore a 4 mele e asportate gran parte della polpa lasciando tutto attorno un bordo di circa mezzo centimetro. Tagliate la polpa a pezzetti, mettetela in una casseruola, unite anche la polpa della 5a mela, aggiungete la vaniglia, il rum, 2 scorzette di limone (sola la parte gialla) e portate a cottura.
Eliminate scorze e vaniglia, mettete il composto al mixer e poi fatelo asciugare su fuoco vivo.

Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale;incorporatevi poco per volta lo zucchero, continuando a montare con una frusta a mano. Amalgamate gli albumi montati
al pure di mele, ormai freddo, e riempite con il composto le mele scavate. Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e cuocete ancora per circa altri 20 minuti. Quando il composto risulterà ben gonfio, spolverizzatelo di pinoli e abbondante zucchero a velo, lasciate gratinare sotto il grill per qualche minuto e servite subito.
Buon appetito!

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Asparagi gratinati

Asparagi gratinati


Calorie: 140 Asparagi gratinati

asparagi verdi, 1 kg
pangrattato, 60 g
prezzemolo, 20 g
maggiorana, 20 g
basilico, 20 g
olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio
sale, q.b.

Calorie a porzione, 140 – Le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Pulite gli asparagi, eliminando la parte legnosa, lavateli e fateli cuocere in acqua bollente, salata per circa una decina di minuti. Scolate gli asparagi, conditeli con l´olio e disponeteli in una teglia antiaderente. Lavate le erbe aromatiche, asciugatele e tritatele un coltello.
Cospargete gli asparagi con il pangrattato e passateli in forno per circa 10 minuti, fino a quando il pangrattato si sarà dorato. Spolverizzate gli asparagi con le erbe aromatiche e servite.

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C’è del sesso dietro lo sbadiglio di lei. Ecco perchè

Lo sbadiglio è anche simbolo di attrazione sessuale, se avviene tra persone di sesso opposto

sbadiglio

Altro che segno di noia o sonno. Lo sbadiglio è anche un indice di attrazione sessuale. Sempre che avvenga tra persone di sesso opposto. Preparatevi insomma a rivoluzionare tutte le vostre convinzioni sul più classico segnale che, durante una chiacchierata, l´interlocutore non è così interessato dalle vostre argomentazioni: se sbadiglia, il suo gesto può preludere a una conclusione di serata tutta piccante…

 

Sbadiglio, indicatore di emozioni
Secondo gli esperti riuniti a Parigi per la Conferenza Internazionale sullo Sbadiglio, questa forma di manifestazione fisiologica avrebbe dunque un risvolto sexy: svela l’attrazione sessuale.
Certo, sbadiagliare è qualcosa di molto più complicato, capace di svelare più di quanto possiamo anche solo pensare. Gli specialisti sono per esempio convinti che lo sbadiglio possa essere indicativo di emozioni di diverso tipo: non solo il disinteresse, ma anche l’interesse; uno stato di stress o l´appetito; la necessità di aria fresca o respirare profondamente; infine, appunto, un desiderio di tipo sessuale.

 

 

Leggi anche: Come capire se gli o le piaci dallo sguardo

 

Difficile distinguere
Più complicato, però, cercare di orientarsi tra i vari tipi di sbadiglio. E cioè: come capire se, sbadigliando, quella persona manifesta questa o quella particolare emozione? Il fraintendimento è dietro l´angolo. Specie se consideriamo che, nel corso di una vita media, le persone sbadigliano circa 240 mila volte, come capire quando quello sbadiglio è sintomo di attrazione o piuttosto solo noia oppure semplicemente desiderio di farsi una bella dormita?

 

Leggi anche: Perchè lo starnuto ha un significato sessuale

 

Sbadigliare nei preliminari
Ma cos´ha convinto gli esperti che potesse esserci un nesso tra sbadiglio e desiderio sessuale? Il ricercatore tedesco Wolter Seuntjens ha riferito che molti dei pazienti dei sessuologi avevano raccontato di sbadigliare durante i preliminari o l’atto sessuale.
Ora, non solo gli scienziati ancora non sanno dare una spiegazione scientifica all’atto dello sbadigliare – ossia non si sa ancora perché si sbadiglia – ma, in questo caso, è probabile che non si sappia spiegare se le persone che hanno detto ai propri sessuologi di sbadigliare durante il sesso lo facevano perché molto eccitati o magari soltanto perché molto annoiati.

 

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