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Tradimento, 2 cause che non sapevi

All’origine delle scappatelle non c’è solo noia o voglia di sesso…

Il traditore seriale? Non è né uno sciupafemmine incallito per il puro gusto della seduzione né un maniaco sessuale. All’origine della sua propensione al tradimento c’è qualcosa di molto meno prevedibile: l’insicurezza, la scarsa autostima e, tenetevi forte, problemi sessuali. Non ci credete?

 

Rivolgetevi al ricercatore americano dell’Indiana University: al termine di uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Archives of Sexual Behavior”, ha dimostrato che la tendenza a tradire il partner dipende soprattutto dalla paura di fare brutta figura sotto le lenzuola e dalla scarsa fiducia nelle sue capacità amatorie.

 

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Ansia da prestazione
Insomma: sono l’ansia da prestazione e l’insicurezza a costituire il primo passo verso l’infedeltà per un uomo. Perché per chi non ha fiducia nei propri mezzi diventa molto più facile relazionarsi con una persona sconosciuta, che non sa nulla dei propri precedenti sessuali, piuttosto che con la partner ufficiale, che ormai sa tutto di noi.
Per quanto riguarda la donna, invece, il discorso è parzialmente diverso: c’è pur sempre una forma di insicurezza e ansia, ma riguarda soprattutto l’eventualità di non riuscire a raggiungere l’orgasmo. In questo caso, fallire con uno sconosciuto viene avvertito meno insidioso per la propria autostima, piuttosto che se e quando avviene con il proprio compagno.

 

Soffri di ansia da prestazione? Scoprilo con IL TEST

 

Disfunzioni sessuali
Lo studio ha preso in esame un campione di 506 uomini e 416 donne, tutti monogami, metà sposati e metà comunque impegnati, con un’età media di 31 anni. Sono stati tutti interrogati sul loro comportamento sessuale, la qualità della loro relazione e sull’eventuale tradimento del partner attuale: il 23% degli uomini e il 19% delle donne aveva effettivamente una relazione extraconiugale.

Un altro risultato sorprendente dell’indagine, riguardo agli uomini, è stato che chi soffre di eiaculazione precoce ha il 4% di probabilità in più di tradire la propria partner. Tra le donne, quelle che si preoccupano di non raggiungere l’orgasmo o non lo raggiungono proprio, tradiscono l’8% in più.

 

Coppia: Se lei ha successo in lui cala l’autostima

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Naso chiuso: come scoprire se è colpa di un’allergia

Quando abbiamo il naso chiuso pensiamo subito al raffreddore. Invece ci sono altre 3 cause. Come riconoscere che si tratta di allergia.

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Quando abbiamo il naso chiuso pensiamo subito ad un raffreddore o ad un’influenza in arrivo o già conclamate. Ed invece, ci sono altre 4 cause del naso chiuso che non c’entrano con il raffreddore.

La sinusite: è la complicanza di un semplice raffreddore o di una rinite cronica. Come riconoscerla ?

 

 

Leggi: Naso chiuso? Ecco quando è colpa della sinusite.

 

 

Polipi nasali: sono piccoli peduncoli che protrudono dalla mucosa del naso, che hanno come conseguenza il rigonfiamento e la formazione di sacche piene di liquido. Come riconoscerli?

 

Leggi: Naso chiuso? Potrebbe dipendere dai polipi nasali.

 

Ma potrebbe trattarsi  di una deviazione del setto nasale per  correggere il quale le soluzioni sono differenti da tutte le altre cauise.

Poi c’è naturalmente il più classico dei malanni di stagione che provocano il naso chiuso: il raffreddore che è un’infiammazione delle vie nasali conseguente ad un virus  che si associa anche a mal di testa e i classici sintomi del naso che cola e della difficoltà respiratoria.

 

Leggi : Naso chiuso, non sempre è un raffreddore

 

 

L’allergia come causa del naso chiuso.

Se oltre al naso chiuso si presentano anche occhi rossi e attacchi di asma potrebbe trattarsi di una forma di allergia.

Le allergie si possono presentare all’improvviso oltre che con una congestione anche con gocciolamento, prurito agli occhi e al naso, asma e occhi arrossati.

Le allergie, infatti, sono una delle fonti più comuni del naso chiuso e possono presentarsi in tutte le stagioni dell´anno non solo in primavera.

Ciò accade perché il sistema immunitario confonde i pollini (o altre sostanze capaci di provocare la reazione, come la polvere, i peli degli animali, ecc.) con sostanze nocive per l’organismo e li attacca, scatenando così la reazione allergica.

 

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Hamburger vegetale, perchè i ideale per la dieta e la salute

L’Hamburger vegetale ha una serie di proprietà nutrienti, dietologiche e salutari derivanti dall’alto contenuto di fibre. Ecco quali e perchè gli esperti consigliano di servirlo in tavola 3-4 volte a settimana.

hamburger vegetale

 

Mai confonderlo con quello di Mc Donald’s,  perché l’Hamburger vegetale è fatto di legumi come i fagioli, le fave ed  i piselli e non ha nulla a che vedere con l’hamburger di carne di manzo o di maiale.

Ma ha una serie di proprietà nutrienti, dietologiche e salutari che se non ci fosse stato uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Food and Nutrition, sarebbero rimaste praticamente  semi sconosciute.

 

Le proteine dei legumi meglio di quelle della carne

I legumi sono stati appunto oggetto dello studio citato teso a dimostrare che hanno tante qualità positive da essere preziosi alleati sia nelle diete dimagranti che nelle diete anti-colesterolo, pur fornendo le proteine necessarie all’organismo, solitamente ingerite consumando carne animale.

I ricercatori guidati da Anne Raben hanno sottoposto ad un test un significativo numero di volontari che sono stati invitati a mangiare tre diversi tipi di Hambuiger vegetali a base di fagioli, piselli oppure classici con carne di maiale , di manzo o di vitello.

Nel pasto successivo a quello consumato è stato accertato che i volontari che prima  avevano mangiato Hamburger vegetali hanno ingerito il 12% di calorie in meno rispetto ai consumatori di carne; segno che fagioli e piselli li avevano saziati ancora più della carne, riducendo l’appetito per più tempo.

 

 

Leggi anche: Cibi e grassi, come riconoscere quelli “si” e quelli “no”

 

 

Perché   i legumi saziano  di più

Ed è qui che i ricercatori hanno documentato il meccanismo sottostante alla scoperta. I legumi, infatti, non sono soltanto una fonte primaria di proteine ma anche di fibre vegetali; e sono queste ultime che hanno un effetto saziante superiore a quello della carne. La quale ha anche un handicap in più: i nutrienti che contribuoscono a dare il senso di sazietà e che ci portano a fermarci dopo un po’ che abbiamo iniziato a mangiare, sono infatti le fibre, le proteine ed i grassi. Ma  a differenza da quanto accade quando mangiamo fibre,  il cervello impiega più tempo a recepire i grassi come sazianti e dunque   anche quando ne abbiamo mangiati a sufficienza, non sentendo il senso di sazietà, continuiamo a mangiarne oltre il necessario, assorbendo grassi e tutte le controindicazioni che  essi comportano.

I dati della ricercatrice danese dimostrano che un piatto in cui sono presenti entrambi, fibre e proteine, risulta più saziante di un alimenti basati sulla sola carne, dove abbondano solo le proteine ma non ci sono fibre.

 

Leggi anche: Ecco i 10 cibi più ricchi di fibre

 

L’effetto positivo per le diete dimagranti

Secondo la ricercatrice, confortata dal parere dei nutrizionisti ai quali ha presentato le sue conclusioni,  i legumi andrebbero stabilmente inseriti anche nelle diete dimagranti, perché la forte componente di fibre che contengono genera quel senso di sazietà che è alla base della riduzione dei quantitativi  di cibo da ingerire durante una dieta. Ma quante volte a settimana?

L’ideale sarebbe portarli in tavola 3-4 volte a settimana magari  in sostituzione di un piatto di carne o di salumi che  sulle nostre tavole appaiono ben più stesso di 3 -4 volte a settimana.

 

 

Leggi anche: L’aceto di mele? Perchè è doveroso nellee diete dimagranti

 

Legumi contro il colesterolo

Ma non è tutto. Un’indagine pubblicata sul Canadian Medical Association Journal ha dimostrato gli effetti positivi  di una dieta con una forte componente di legumi anche ai fini della riduzione del colesterolo cattivo. Per l’esattezza, lo studio ha dimostrato che una porzione al giorno di legumi pari a 130 grammi, riduce del 5% il colesterolo LDL, cioè quello comunemente chiamato colesterolo cattivo, ed il conseguente rischio cardiovascolare.

E’ di nuovo l’effetto delle fibre contenute nei legumi che, oltre a rendere sazi, riducono l’assorbimento di colesterolo alimentare ed abbassano anche l’indice glicemico di ceci, fagioli e lenticchie

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Bicarbonato, i 10 usi che ti migliorano la vita (e l’aspetto)

Il bicarbonato è uno dei più antichi e collaudati rimedi contro i più comuni malanni. Ecco 10 modi per usarlo e migliorare la vita, l’aspetto, la salute e il benessere in tavola.

Oggi si chiama idrogenocarbonato di Sodio, secondo quanto stabilito dall´International union of pure applied chemistry, ma non si tratta d´altro che del vecchio ed eclettico bicarbonato di sodio, un “rimedio casalingo” dalle mille virtù.

Lo abbiamo quasi tutti in casa, ma probabilmente non sappiamo quanto possa diventare versatile e utile. È ottimo in cucina, per la salute, per la bellezza e perfino per la pulizia della casa. Le nostre nonne lo sapevano già: infatti lo adoperavano anche per pulire i tappeti, fare il bagno e rendere i capi più puliti.

Qualche esempio? Eccone 8 tra i più vari:

  1. Acidità di stomaco – Uno degli usi più frequenti è quello per combattere l’acidità di stomaco, ma è utilizzabile anche nella vasca da bagno per alleviare stanchezza, ridurre il sudore e neutralizzare gli acidi della pelle.
  2. Capelli – Per la cura e la bellezza dei capelli, si può aggiungere allo shampoo tradizionale per usarne di meno (e risparmiare) e per regolarizzare la quantità di sebo nel cuoio capelluto.

 

Leggi anche: 9 cibi che fanno bene ai capelli

 

  1. Dermatite – Ottimo anche per chi soffre di dermatite seborroica, capelli grassi e forfora.
  2. Denti bianchi – E cosa dire della nostra bocca? Il bicarbonato è uno sbiancante  per i denti. Tenendo però presente che quantità naturali sono già presenti nella nostra saliva – è il pancreas che le produce – non deve essere usato troppo frequentemente  per evitare che l’azione leggermente abrasiva intacchi lo smalto. In alternativa, se ne può aggiungere una piccola quantità al normale dentifricio.
  3. Alito pesante –  Un pizzico di bicarbonato sciolto in acqua dopo i pasti  aiuta  una migliora secrezione di succhi gastrici che favoriscono una migliore digestione . Inoltre agisce come detergente dei residui di cibo nei denti  favorendo una migliore alitosi.

 

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  1. Cosmesi – A che in cosmesi il bicarbonato ha un suo perchè. Se volete un viso luminoso, potete preparare uno scrub con bicarbonato, acqua ed eventualmente altri ingredienti naturali a vostra scelta.
  2. Afte – Per la salute, il bicarbonato di sodio può essere una cura alternativa alle dolorosissime afte. Si possono fare risciacqui con un bicchiere d’acqua a cui sono stati aggiunti 1-2 cucchiaini di bicarbonato di sodio.
  3. Raffreddore – Per decongestionare le vie respiratorie aggiungete una manciata di bicarbonato in acqua bollente e coprendovi con un telo o asciugamano respirate sopra la pentola calda, facendo attenzione, naturalmente, a non scottarvi si può aggiungere del bicarbonato a dell’acqua bollente e inalarne i vapori: si tratta dei famosi suffumigi tanto utilizzati un tempo.
  4. Gambe gonfie – Se si hanno le gambe gonfie si può aggiungere a una bacinella piena di acqua fredda in cui fare dei pediluvi.
  5. Candida – Sembra essere utile anche nella lotta contro la candidosi.

 

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Toxoplasmosi, il rischio suicida di avere un gatto in casa

Avere un gatto in casa comporta il rischio di prendersi 2 malattie per niente piacevoli, una delle quali può anche portare al suicidio. Ecco quali sono.

toxoplasmosi

Se il cane è il più fedele amico dell´uomo, il gatto è l´altro animale domestico per eccellenza. Ma così come Fido può essere veicolo di problemi di salute per l´uomo, anche Fuffi non scherza, in fatto di rischi sanitari.

Ci riferiamo alla toxoplasmosi, una malattia molto seria scatenata da un parassita dei gatti, il Toxoplasma gondii: un protozoo che, una volta entrato in contatto con il corpo umano (soprattutto quello femminile) provoca gravi danni al cervello, depressione, schizofrenia, addirittura istinti suicidi.

 

 

Leggi anche: Tutto quello che non sai sulla toxoplasmosi

 

La toxoplasmosi
Il 33% della popolazione mondiale risulta infettata dal parassita. Ma non ne è consapevole, perché il parassita si insinua nelle cellule nervose e muscolari spesso senza alcun sintomo.
La toxoplasmosi, la malattia infettiva generata dal parassita che vive nel tratto intestinale del gatto, si può contrarre armeggiando con la lettiera, dove ci sono le feci del gatto, o mangiando carne cruda o verdure non lavate.
Particolarmente grave – per i suoi riflessi sul feto – è la toxoplasmosi che viene acquisita in gravidanza: quando si prevede o si accerta una gravidanza, occorre pertanto far subito accertamenti preventivi (test per la toxoplasmosi) per stabilire se nel siero c’è presenza di anticorpi anti-toxoplasma: se questi risultano presenti (prova positiva), vuol dire che la donna è protetta e che quindi non ha nulla di che temere; se non sono presenti (prova negativa), la donna non è protetta da una potenziale infezione, per cui deve stare particolarmente attenta a non contrarla, evitando soprattutto contatti con cani e gatti, anche propri.

 

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Lo studio
L´ultimo studio che conferma la pericolosità della toxoplasmosi scatenata dal parassita dei gatti si deve agli esperti statunitensi della University of Maryland. La ricerca ha preso in esame più di 45 mila donne danesi. È stata pubblicata sulla versione on line della rivista scientifica “Archives of General Psychiatry” ed è il più grande studio mai condotto sul legame fra il parassita e i tentativi di suicidio, il primo a documentare i casi che si sono verificati dopo che l´infezione è stata scoperta.

 

Il legame con i suicidi
“Non possiamo dirlo con certezza”, ha detto Teodor Postolache, autore principale dello studio, “ma abbiamo trovato un´associazione tra i casi di infezione nelle donne e i tentativi di suicidio che avvengono anche molto più tardi rispetto al contagio. Sono necessari ulteriori studi”.

 

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Stress, perchè le brutte notizie deprimono più lei che lui

Le donne identificano i fatti negativi come potenziali minacce per i figli

stress da cattive notizie

Giornali, radio e tv – per non parlare dei media on line, naturalmente – sono costantemente pieni di brutte notizie ma quello che gli psicologi hanno voluto indagare è la ragione per cui lo stress colpisce più la donna che l’uomo.

Dalla crisi economica agli omicidi, dalle guerre alle malattie, non passa giorno che non si ricevano novità della cronaca quotidiana capaci di ingenerare ansia, tensioni, stress. In un quadro come questo, c´è una categoria di persone molto più esposte a soffrire il peso e le conseguenze delle cattive notizie: sono le donne.

Perchè?

 

Leggi anche: Stress, la conseguenza che non immaginavi

 

Lo studio
Le donne soffrono le bad news molto più degli uomini. E non è una generalizzazione semplicistica, ma il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Plos One”, che ha rilevato infatti come tali notizie alterino il modo in cui le donne rispondono a situazioni stressanti, producendo più cortisolo, l´ormone dello stress.
I ricercatori hanno raccolto ritagli di brutte notizie, come incidenti e omicidi, oltre a notizie “neutre”, per esempio la prima di un film. Dopo di che le hanno fatte leggere a un gruppo di 60 tra uomini e donne, e poi testato scientificamente il loro stress, misurando i livelli di cortisolo.

 

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Le cause
“Le notizie da sole non aumento il livello di stress”, spiega Marie-France Marin, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, “ma rendono le donne più reattive, influenzando la loro risposta fisiologica a situazioni stressanti successive”. Negli uomini non è stata rilevata invece alcuna alterazione.
Secondo gli scienziati la ragione è che le donne, naturalmente, identificano meglio le minacce per i loro figli, che influiscono sulla loro risposta allo stress. “Come gruppo le donne sembrano più reattive ai fattori di stress”, ha detto ancora Marin, “ma poi sopravvivono più degli uomini. Come fanno dunque a neutralizzare gli effetti dello stress sul loro sistema cardiovascolare?”. Scoprirlo migliorerebbe la salute di tutti, secondo gli scienziati.

 

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Sesso “bio”: come raggiungere un orgasmo” ecologico”

Sesso “bio”: come raggiungere un orgasmo” ecologico”. L’industria inventa preservativi vegani, vibratori senza parabeni, per fare sesso senza rovinare l’ambiente. Ecco di che si tratta.

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In epoca di sviluppo sostenibile e sensibilità sociale anche il sesso si adegua e diventa “verde”, ecologico, sostenibile o se preferite “ bio”, proprio come la frutta coltivata senza pesticidi.

Ma chi se l’è inventata questa “bufala”, potreste pensare.. Ed invece, altro che “bufala”, è la nuova frontiera bio-sostenibile che l’industria del sesso ha deciso di oltrepassare, per fornire a tutti gli amanti del mondo, orgasmi ecologici e nessun senso di colpa mentre si fa l’amore.

 

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Una “sensibilità” che viene dagli Usa

 

E come potete immaginare la prima mossa viene dagli States che hanno inaugurato il “green sex” a partire dai preservativi. Glyde, così si chiama l’industria che produce in questione , è stata la prima al mondo a produrre preservativi vegani.

No, non pensate subito al cibo senza derivati animali, non è un prodotto pensato per il consumo ”orale”, ma è solo fatto con materiali non “ogm”, biodegradabili e testati su animali. Per amanti eologisti attenti alla salute dei genitali e tutto a impatto zero.

Infatti, il produttore fa sapere che i suoi preservativi sono prodotti da una filiera “etica”,senza l’aggiunta di sostanze chimiche tossiche nel prodotto finale. Ma l’etica (se di etica si può parlare) non è solo produttiva ma anche distributiva, perchè il produttore fa sapere che il 10% dei profitti delle sue vendite viene donato ai servizi per migliorare la salute delle donne.

 

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Non solo preservativi” bio”

 

Ma il business non si ferma qui. Dopo i preservativi arrivano anche i lubrificanti bio e le salviette di igiene intima sostenibili.

Un testimonial che non vi aspetetreste è Greenpeace, si proprio loro gli eroi della difesa dell’ambiente, quelli che navigano fra i flutti per impedire la caccia alle balene hanno stilato la guida al sesso eco-friendly, consigliando alcune marche di prodotti “hot”.

Comn per esempio la tedesca Einhorn che oltre a produrre preservativi vegani con packaging accattivante, investe il 50% degli utili in progetti ambientali. Oppure come la britannica French Letter che segue le regole del mercato equo solidale “per amanti senza sensi di colpa e che vogliono sentirsi bene quando fanno l’amore”. Come se durante un incontro ravvicinato fra le lenzuola, lui o lei potessero moltiplicare orgasmi e piacere al solo pensiero che il preservativo in funzione aiuta le donne dell’Africa..

 

Leggi anche: Troppo veloce sotto le lenzuola? Leggi qui

 

Sesso senza additivi

 

Se parlate di sesso senza additivi, 9 persone su dieci pensaranno a lle erezioni che non hanno bisogno di Viagra o Cialis. Ma se lo dite a Talia Frankel, fotoreporter che con i condom ha fatto la sua fortuna, vi risponderà che “gli additivi chimici non sono sexy” intendendo che i profilattici prodotti dalla sua azienda sono realizzati senza parabeni, gli imballaggi sono 100% riciclati, e tra i servizi offerti c’è il servizio a domicilio, in bici.

 

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Cibo avanzato? 6 idee per piatti antispreco

Il cibo avanzato che gettiamo nella spazzatura vale 560 euro l’anno e sono tutti cibi di ottima qualità. Ecco 6 idee per trasformare in “oro” a tavola ciò che anfrebbe tra i rifiuti.

cibo avanzato

Il valore del cibo avanzato che finisce nella spazzatura ammonta a 560 euro all´anno per famiglia, ma non si tratta solo del valore venale di ciò che abbiamo speso per acquistare ciò che non facciamo in tempo a mangiare. C’è anche il valore nutritivo che se ne va; ed è quello davvero il grande spreco.

 

 

Che cibi gettiamo nella spazzatura

Per capire meglio di cosa stiamo parlando bisognerebbe innanzitutto scoprire cosa gettiamo nel bidone della spazzatura?

Prima di tutto gli avanzi quotidiani della tavola, ma anche prodotti scaduti o andati a male con frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati, che si classificano tra i prodotti maggiormente a rischio.

 

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Tra i più spreconi ci sono i single, obbligati spesso ad acquistare maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati, ma anche per uno stile di vita che li porta spesso a mangiare fuori casa.

Ma il loro stile di vita rende più facile anche dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera.
Come rimediare allora?  Basta ricorrere ad alcuni trucchi che ci svela la Coldiretti.

 

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6 trucchi per inventarsi chef

  • Per non gettare nella spazzatura gli avanzi di legumi e verdure come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte si può preparare un’ottima ribollita.
  • Se avanza del pane, invece, si può optare per la più classica panzanella aggiungendo semplici ingredienti sempre presenti in ogni casa come pomodoro olio e sale o bollirlo insieme alla verdura per realizzare un tradizionale pane cotto e rape, tipico della cucina meridionale.
  • Si può cucinare senza spreco un’ottima frittata di maccheroni, che unisce ai carboidrati della pasta avanzata dal giorno prima le proteine dell’uovo per un piatto unico, molto nutriente.
  • Dalla carne macinata avanzata si possono preparare le classiche polpette alle quali aggiungere semplicemente uova, pane duro e formaggio.
  • Per consumare le verdure avanzate,si può preparare una pizza rustica.
  • Per non buttare via la frutta, basta cuocerla e trasformarla in marmellata o semplicemente comporla in una squisita macedonia.

 

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Adolescenti e sesso, niente ansie se il ragazzo sembra gay

Una delle più diffuse ansie dei genitori sull’attitudine sessuale dei loro figli adolescenti è la tendenza, che a volte si manifesta, che li fa sembrare gay. Uno studio rassicura mamme e papà.

adolescenti

Una delle più diffuse ansie dei genitori sull’attitudine sessuale dei loro figli adolescenti è la tendenza, che a volte si manifesta, che li fa sembrare gay.

E da lì, soprattutto nelle mamme, partono elucubrazioni, discreti sondaggi, a volte anche appostamenti seminascosti, sbirciate a diari per capire se davvero il loro ragazzo, ora che in età puberale si affaccia ai primi turbamenti del sesso, ha tendenze omosessuali o se è  destinato ad essere  saldamente maschio.

Ebbene  mamme di tutta Italia tranquillizzatevi, perchè il dubbio che vi assale ha tale diffusione e profondità da essere stato oggetto di una ponderosa ricerca (In Search of Emerging Same-Sex Sexuality: Romantic Attractions at Age 13 Years Li, G. & Hines, ) pubblicata nel 2016.

Lo studio ha indagato il comportamento  di 197 ragazze e 204 ragazzi ed ha appurato che quel possibile così forte interesse che un adolescente può mostrare per un  compagno dello stesso sesso,  non è affatto correlato all’attitudine sessuale che avrà da adulto. E dunque che se anche il ragazzo sembra gay, con il crescere la sua indole  sarà quasi certamente eterosessuale.

 

 

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Il ruolo degli ormoni nell’adolescente

 

Per molti anni la convinzione comune è stata quella che esistesse una coincidenza tra inizio dell’adolescenza e pubertà, che i due fenomeni iniziassero l’uno l’altro. Più recentemente possiamo dire che esiste spesso solo una sovrapposizione cronologica sebbene le interazioni reciproche siano rilevanti e talora anche causa di disturbi.

E’ comunque sicuro come la pubertà rappresenti l’inizio dello sviluppo sessuale e che nel profondo momento di cambiamento dell’adolescenza l’introduzione di questa ulteriore variabile possa influenzare ulteriormente fenomeni già complessi quali l’indipendenza, l’autonomia il bisogno di ribellione e la ricerca del rischio.

Inoltre gli ormoni della pubertà intervengono anche direttamente nei fenomeni di sviluppo anatomico e funzionale favorendo sia il miglioramento di alcuni aspetti dell’espressione comportamentale ma anche incrementando variabili che si possono incendiare come l’aggressività dovuta al testosterone nell’uomo.

 

Leggi anche: Tutto quello che c’è da sapere sull’adolescenza di tuo figlio

 

Il fenomeno ormonale è piuttosto semplice nella sua complessità: dall’ipotalamo si avvia il processo di stimolo dell’ipofisi verso le ovaie e i testicoli che diventano capaci di esercitare il proprio ruolo, attivando le tipiche reazioni psicologiche ma soprattutto fisiche che indicano in modo definitivo il raggiungimento di una struttura corporea e psicologica che lascia alle spalle l’infanzia.

Si tratta però di un processo graduale, coerente ad uno sviluppo progressivo che implica anche la ricerca della propria identità. Ecco perchè atteggiamenti che visti con gli occhi, la malizia, di un adulto, possono generare qualche apprensione,  con il tempo anche breve del completamento dello sviluppo fisico ed emotivo, possono  sparire.

 

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Tutti i dolori e le malattie psicosomatiche che nascono dall’ansia

Se avete mal di schiena, dolori muscolari, mal di testa, crampi notturni, stanchezza cronica, la causa può essere l’ansia e non è sempre il medico la persona giusta. Ecco a chi rivolgersi.

ansia

Può sembrare una stranezza, e qualcuno la considererà anche una bufala, ma la medicina non ha dubbi: se avete  mal di schiena, dolori muscolari, mal di testa, crampi notturni, stanchezza cronica,  la causa può essere l’ansia e  non è sempre il medico la persona giusta a cui rivolgersi ma lo psicologo.

Si, avete capito bene, lo psicologo; e non perchè  siate dei “malati immaginari” da curare  come degli spostati, ma perchè la ricerca medica ha accertato che molti di questi dolori, anzichè essere la causa sono l’effetto di  un disagio psicologico, una debole depressione, un’ansia stratificata che agiscono come elemento scatenante di dolori  fisici.

 

Leggi anche: Stanco senza motivo: 6 cause possibili

 

La parola magica è “mente”

 

Capita molto più di quanto non si creda e, secondo la tesi preparatoria del convegno “Looking 4 answers in football medicine”  organizzato dalla Società Italiana di Artroscopia, fra guru della medicina e dello sport,  a meno che non ci siano stati traumi sportivi o cadute rovinose, o incidenti domestici o stradali, quando abbiamo mal di schiena, mal di testa, dolori e crampi notturni, stanchezza cronica,  molto probabilmente la causa è un n0stro atteggiamento mentale negativo.

La mente, cioè condiziona fortemente  il nostro stato di salute fisica. Tipiche sono le situazioni sportive: sono  molti ormai gli studi che dimostrano come gli aspetti psicologici con cui  si affronta una prova sportiva, ma anche momenti  di vita quotidiana, possano condizionare il livello della prestazione, la qualità della vita, perfino lo stato di salute.

Così come,l’atteggiamento mentale condiziona la gara (pensate ai tennisti per i quali la concentrazione di testa è gran parte della loro forza fisica) è comprensibile che i problemi psicologici possano essere all’origine di molti disturbi e dolori che vanno poi curati tenendp conto anche di questo aspetto.

 

Leggi anche: Come si prevengono le malattie psicosomatiche

 

Lastre e risonanze magnetiche inutili?

 

Da qui a dire che gli esami diagnostici  mirati alla meccanica del dolore, come le lastre e le risonanze magnetiche siano inutili ci corre e sicuramente non è così. Ma se all’accertamento diagnostico mirato non corrisponde una diagnosi evidente , allora è altrove che bisogna guardare.

La parola magica per capire come succede o cosa condiziona un dolore somatico è  “mente”: sono atteggiamenti o problemi psicologici, spesso a dare inizio ad una serie di disturbi somatici muscolo-scheletrici resistenti alle terapia fisiche o manuali e farmacologiche.

 

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Sei un tipo ansioso? Scoprilo con IL TEST

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