• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero
538 visite

Coppia, il nuovo pegno d’amore?.. la “password”!

Nell’era digitale la prova d’amore e di fiducia totale nel partner diventa tra i ragazzi, la passwod per accedere alla posta elettronica. Ma c’è un grosso rischio…

Nei destini della coppia c’è un nuovo pegno d’amore: dimenticatevi anelli di fidanzamento, dozzine di rose e chi più ne ha più ne metta. I ragazzi del XXI secolo, come pegno d´amore, usano la password della propria casella di posta elettronica. Proprio così: le chiavi di accesso all´account e-mail o Facebook rappresentano la possibilità di entrare in quanto di più personale possediamo, in quest´epoca digitale e di social network. Di qui, la tendenza a manifestare tutta la propria fiducia nel partner consegnandogli le credenziali per accedere al nostro mondo.

 

Leggi: I consigli per la prima volta.

 

 

I rischi



Il fenomeno è stato analizzato per la prima volta dal quotidiano statunitense “New York Times”, che ne sottolinea però anche tutti i rischi: gli adolescenti innamorati sembrano infatti ignari delle conseguenze di un gesto del genere: i giovani, in segno di affetto e fedeltà, si scambiano questo segreto, oppure creano password ad hoc per suggellare il reciproco amore, per esempio ILoveTom e I LoveClaire. Ma i pericoli ci sono, e tanti.

Rosalind Wiseman, studiosa del rapporto che gli adolescenti hanno con le tecnologie e autrice del libro “Queen Bees and Wannabes” (per genitori desiderosi di aiutare le figlie a sopravvivere all´adolescenza), afferma che condividere le proprie password e ricevere pressione dall´altro per farlo, è molto simile a fare sesso e a ricevere pressione dal partner per farlo.

 

 

Più le ragazze

 

La diffusione del fenomeno è testimoniata anche da una recentissima indagine telefonica del “Pew Internet and American Life Project”, secondo cui il 30% dei teenager ha scambiato una password con un amico o con un fidanzatino.

La ricerca, su 770 giovani di 12-17 anni, mostra che le ragazze danno le proprie password con una frequenza quasi doppia dei coetanei.

Un tempo, per suggellare gli acerbi amori adolescenziali – che spesso finiscono così come sono iniziati – si scambiavano più innocui ciondolini a forma di cuore o fedine; lo scambio di password, avvertono gli psicologi, può avere conseguenze disastrose per la persona.

Se la coppia si rompe, uno dei due può usare la password dell´altro per vendicarsi, usandone l´account per mandare lettere false e distruggere la reputazione dell´ex partner, prima che questo possa chiudere definitivamente creando una nuova chiave di accesso. Una variante del cyber-bullismo giovanile simile alla denigrazione sui socialnetwork.

6.608 visite

Liquirizia? Gli effetti collaterali che nessuno ha interesse a svelare

Emolliente, digestiva, persino lassativa. Ma sotto forma di bastoncino, caramella o liquore può avere controindicazioni

Ti piace la liquirizia? Allora devi sapere che…

Sono davvero tanti i volti che la liquirizia può avere: in succo o in polvere, gommosa o liquida, sotto forma di caramelle e tronchetti o di grappe e liquore . Ma c’è un ma…. ci  sono alcune controindicazioni che non riguardano solo l’effetto di aumentare la pressione ma anche la sfera sessuale.

Ecco perché l’Unione Europea ha da tempo stabilito per i produttori di bevande e alimenti che la contengono, l’obbligo di scrivere chiaramente sull’etichetta che quel prodotto contiene glicirrizina (il principio attivo estratto dalla radice di questa pianta).

 

 

Leggi anche: la pressione alta? Si combatte a tavola

 

Tra virtù  e vizi
L’importante, in ogni caso, è la quantità: gli stessi nutrizionisti sottolineano che se anche un solo giorno si esagera, è il consumo medio che conta. Anzi: in dosi regolari (fino a tre o quattro bastoncini al giorno), quello stesso principio attivo così pericoloso per gli ipertesi, ha ha addirittura effetti positivi: grazie alla glicirrizina, la liquirizia ha infatti proprietà emollienti per la gola ed è un blando disinfettante.

Quindi la gola arrossata per un raffreddore o irritata dal fumo non può che trarne beneficio, visto che migliora la situazione del cavo orale. Non solo: è ottima (usata sotto forma di decotto di radice) contro ulcere duodenali e gastriti.

La liquirizia, se  mangiata dopo i pasti la liquirizia è un toccasana anche per la digestione, unita ad altri ingredienti come senna e biancospino, può avere effetti lassativi.

Non va trascurato che la liquirizia è anche un buon alleato per chi vuole smettere di fumare: il bastoncino sostituisce la gestualità della sigaretta e la glicirrizina, come la nicotina, provoca una vasocostrizione che ostruisce le arterie e aumenta la spinta arteriosa.

 

 

Leggi anche: Digestione. 11 cose che non t’aspetti

622 visite

Pollo al sale con spezie


Calorie: 384
Pollo al sale con spezie

pollo, 1
sale grosso (kg 2,5 circa)
patate novelle, 8
cipolla grande, 1
aglio
timo
basilico
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Calorie a porzione 384 – Le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Acquistate un pollo eviscerato e passatelo sulla fiamma. Riempite il ventre con 2 rametti di timo e 2 o 3 spicchi di aglio schiacciato. Coprite il fondo di una pirofila con uno strato di sale grosso, accomodatevi sopra il pollo, legato, con lo sterno verso l’alto. Circondatelo con le patate e la cipolla, copritelo con il sale rimanente e infornatelo a 200 °C per un’ora e 40 minuti circa.
Pelate poi la cipolla e frullatela con olio e basilico ottenendo una salsa per il pollo.

457 visite

Linguine con pomodorini al forno


Calorie: 419
Linguine con pomodorini al forno

linguine, 320 g
pomodori ciliegini, 250 g
basilico, 24 foglie
olio, 50 ml
sale
sale e pepe q.b.

Calorie a porzione: 419 – Le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Iniziate col lavare le foglie di basilico, spezzettatele con le dite, unitele in una ciotolina e copritele con 40 g di olio. Salate e fate riposare per almeno 2 ore.
Lavate, asciugate e tagliate a metà i pomodorini. Disponeteli in una teglia con il lato tagliato verso l´alto, aggiungete un po’ di sale e l´olio rimasto. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa, considerando che devono appassire.
Cuocete la pasta al dente, versatela in  una padella dove aggiungerete l´olio al basilico e i pomodorino al forno. Fate saltare per qualche minuto, regolando il sale e il pepe.

851 visite

Flan di cavolfiore allo zafferano

Come preparare un flan di cavolfiore allo zafferano: ingredienti, preparazione e tempi di cottura. Tutti i segreti della ricetta light.


Calorie: 148
Flan di cavolfiore allo zafferano
  • cime di cavolfiore 200 g
  • champignon puliti 30 g
  • cipolla rossa 10 g
  • cucchiaini di olio extravergine di oliva, 2
  • aceto bianco
  • pistilli di zafferano
  • sale e pepe q.b.

*le dosi sono per 1 persona

Preparazione
Fate lessare le cime di cavolfiore in acqua bollente salata, scolatele e passatele al mixer. Dopo aver messo da parte 50 g di passato, che servirà per la salsa, condite il resto con l´olio, sale e pepe. Affettate la cipolla e mettetela a macerare per 20 minuti in mezzo bicchiere di aceto bianco. Tagliate a spicchietti i funghi, fateli saltare in una padella antiaderente e, quando saranno rosolati, unite il cavolfiore tenuto da parte e lo zafferano.
Disponete al centro del piatto la purea di cavolfiore che avrà preso un bel colore arancione, coprite con le cipolle scolate e ben asciugate e servite tiepido.
Buon appetito!

686 visite

Spiedini di mela verde e prugne in salsa

Spiedini di mela verde: come preparare un dessert per un pranzo dietetico con originalità e rapidità. I consigli degli chef di Staibene.it per un fine pasto light e salutare.


Calorie: 65
Spiedini di mela verde e prugne in salsa
  • mela verde, 1
  • prugne mature, 2
  • albicocche, 2
  • burro, 1 noce
  • zucchero, 1 cucchiaio

*le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Ricavate dalle prugne 16 spicchetti e altrettanti dalla mela che lascerete con la buccia. Preparate degli spiedini alternando i due tipi di frutta.
Togliete il nocciolo alle albicocche, rosolatele brevemente in padella con una noce di burro, un cucchiaio di zucchero, quindi frullatele fino a ridurle una salsina da portare in tavola, fredda, da accompagnare agli spiedini.
Buon appetito!

658 visite

Voglia di cioccolato, ecco perchè nel cervello è come l’oppio

Il meccanismo è simile a quello della dipendenza dalla droga

Alzi la mano chi non è mai stato preso da un´irrefrenabile voglia di cioccolato, apparentemente inspiegabile. Desiderio di “qualcosa di dolce”, “qualcosa di buono”. Ebbene, quello che può sembrare senza troppe spiegazioni, se non una generica voglia di appagare il proprio gusto con uno sfizio momentaneo, ha una sua origine precisa: il cervello.

Il cioccolato, infatti, stimola un processo chimico nella parte del neostriato, fino ad oggi considerata responsabile del movimento, analogo a quello scatenato da sostanze chimiche simili all´oppio. A rivelarlo è una ricerca, condotta sui ratti, dell´University of Michigan (Usa) pubblicata sulla rivista scientifica “Current Biology”.

 

 

Leggi anche: Il cioccolato? Ecco perchè fa bene alla pressione

 

Tutta questione di… ric ompensa
“Il risultato dimostra che il cervello dispone di sistemi più estesi per rispondere ai processi di ricompensa generati dalla dipendenza da alcune sostanze chimiche che aumentano il desiderio. Una novità rispetto alle conoscenze attuali”, spiegano i ricercatori.

I risultati dello studio condotto dagli esperti statunitensi, rivelano una sorprendente estensione del ruolo del neostriato, termine che indica due nuclei del corpo striato (caudato e putamen) del cervello.

I ricercatori hanno iniettato un “farmaco civetta” direttamente nella regione del neostriato dei ratti. E hanno osservato che gli animali mangiavano il doppio di cioccolatini rispetto al normale.

Durante questa fase i livelli di encefalina, il neurotrasmettitore secreto a livello cerebrale e coinvolto nella regolazione della sensazione di dolore e nel meccanismo di ricompensa, erano saliti dopo l´assunzione del cacao.

 

 

Leggi anche:  Voglia di dolce? 7 consigli per gestirla senza danni

 

 

Un´irresistibile attrazione
“E´ probabile – avvertono gli scienziati – che l´encefalina nel zona del neostriato guidi alcune forme di consumo eccessivo e dipendenza”, non solo degli oppiacei, ma anche di alimenti come appunto il cioccolato.

“Fino ad oggi – spiega Alexandra Difeliceantonio, autrice della ricerca – la zona del neostriato era stata legata principalmente alle funzioni del movimento. Ma ci aspettiamo che i risultati dimostrati, per ora solo nel ratto, possano dirci molto di più sui processi alla base delle tendenze ad abbuffarci di bon bon e cioccolatini”.

La stessa area del cervello, attivata artificialmente grazie all´encefalina, “si accende anche quando le persone obese desiderano alcuni alimenti che hanno davanti, o quando i tossicodipendenti vedono la droga”, precisano i ricercatori.

 

Leggi anche: Tutti i tipi di cioccolato, delizia per delizia

720 visite

Seduzione, ecco il metodo infallibile per far capitolare un uomo

Niente sguardi maliziosi o sorrisi. Solo parole esplicite

Seduzione: messaggio riservato alle donne che ancora insistono a puntare sulla femminilità per fare colpo sugli uomini.

Ebbene: sappiate che state sbagliando tutto. Insistere coi sorrisini timidi, le smancerie, le chiacchiere inutili e tutto il resto, è inutile e addirittura controproducente: se volete davvero entrare nel cuore di un uomo, il miglior approccio è quello diretto.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Bucknell University in Pennsylvania (Usa), la migliore arma di seduzione che una donna può sfruttare per ammaliare un maschio è parlare in modo chiaro.

Qualche esempio: domande come “posso darti il mio numero?” o “vuoi venire a cena?” sono di gran lunga più efficaci, perché inequivocabili.

 

 

Pensi di saper sedurre? Scoprilo con IL TEST

 

 

Niente sottintesi né frasi maliziose
I ricercatori statunitensi hanno dimostrato qualcosa che, in realtà, era nella pratica quotidiana già abbastanza noto: gli uomini avrebbero difficoltà a interpretare i sottintesi, le frasi maliziose o il linguaggio del corpo.

Per arrivare a queste conclusioni, gli studiosi hanno chiesto a un gruppo di donne quale fosse il modo con cui cercano di attaccare bottone nella maggior parte delle volte. Hanno quindi preso le 50 più comuni domande e risposte di 70 uomini e donne, chiedendo loro quale funzionasse di più. Dai risultati – pubblicati sulla rivista scientifica “Personality and Individual Differences” – è emerso che gli uomini preferiscono un approccio diretto, come un invito a cena o al cinema.

Le domande più apprezzate dagli uomini, infatti, sono state quelle più dirette: al primo posto lo scambio di numeri telefonici, seguito da “hai programmi per dopo?” e “cosa fai stasera?”.

 

Leggi anche: Seduzione: I 7 segnali che svelano se è riuscita

296 visite

Ti mangi le unghie? Ecco perché lo fai e con quali conseguenze

Ti mangi le unghie? Tranquillo sei in buona compagnia. Perché la Oicofagia (questo è il termine scientifico dell’impulso a rosicchiarsi le unghie delle mani) colpisce il 5 % della popolazione italiana, ma nella fase dell’età che arriva fino a 18 anni, ne è vittima di una persona su due.
Ma perchè così tante persone si mangiano le unghie?

Antonino Di Pietro dermatologo, direttore scientifico dell’Istituto Vita Cutis, rispondendo alla domanda di un lettore del Corriere della Sera, ha spiegato innanzitutto che a mangiarsi le unghie fa male principalmente alla salute. Infatti, le unghie nascono dal cosiddetto letto ungueale, che sta proprio al confine tra l’inizio dell’unghia ed il perimetro dell’ultima falange, dove cioè stano le cosiddette “ pellicine”. Ebbene – ha spiegato Di Pietro – finchè il letto ungueale resta intatto, mangiarsi le unghie non interferisce con la loro ricrescita. Cioè non c’è da temere di restare senza unghie.

 

Leggi anche: La salute? Si vede dalle unghie

 

Ma i guai non vengono meno, perché mangiarsi le unghie spesso potrebbe innanzitutto danneggiare il letto ungueale e dunque comprometterne la ricrescita e poi meno raramente finisce con il recar danno alla pelle intorno all’unghia; e questo può provocare un maggior numero di infezioni al dito.
Poco male direte voi, tutt’al più, farà male il dito. Ed invece non è così, perché i germi che stanno intorno alle unghie, accostando la mani alla bocca passano con grande facilità al cavo orale e sono all’origine di alcuni malanni dei quali spesso non sappiamo darci spiegazione:per esempio vi verrebbe mai in mente che un raffreddore può venire dalle unghie? Ed invece accade.
Ma il guaio più evidente del mangiarsi le unghie lo scopre dopo molti anni un altro medico: il dentista. Infatti, lo spessore dell’unghia è tale che, addentato con la parte terminale dei denti, ne provoca il consumo orizzontale in modo irreversibile. Con la conseguenza che prima o poi dovrà intervenire il dentista con un trattamento conservativo se non sostitutivo del dente stesso.

 

 

Leggi anche: Unghie, specchio di buona o cattiva salute

 

Da dove nasce il vizio di mangiarsi le unghie ( segue)

3.016 visite

Scrub e peeling, ecco i rischi per la pelle del viso

Lo scrub e il peeling, due tra le più diffuse tecniche di pulizia del viso sono sotto accusa perchè esporrebbero le donne a reazioni allergiche. Ecco perchè e cosa fare.

Lo scrub della pelle può far diventare allergici

Cattive notizie per le maniache (e i maniaci) dello scrub, l’esfoliazione della pelle che dovrebbe avere effetti benefici sull’organismo.

Uno studio realizzato dallo University College London’s Institute of Child Health ha dimostrato che usare questa particolare tecnica, come anche saponi o polveri aggressivi, compromette la prima protezione del corpo nei confronti degli allergeni. E lascia loro libero accesso, rendendo l’organismo più suscettibile agli attacchi e alla sensibilizzazione alle allergie.

 

Leggi anche: Come riconoscere le  5 malattie più diffuse

 

 

Rischi e meraviglie dello scrub

 

La novità  aiuta a cambiare il modo di avvicinarsi alla pratica estetica dello scrub e del peeling, perchè consente ad ognuno di noi di scegliere  con più attenzione la tecnica migliore a seconda delle condizioni della nostra pelle.

Lo scrub infatti è una tecnica di abrasione o pulizia della pelle meccanica. Ne fanno ricorso soprattutto le donne quando guardandosi allo specchio notano un colorito della pelle spento, grigiastro.

E’ la conseguenza della polbvre che c’è nell’ambiente, dell’inquinamento che ottura i pori della pelle e rende il primo strato della pelle del viso prevalentemente coperto da cellule morte.

Lo scrub, è l’abrasione di queste cellule del viso, piuttosto leggera ma efficace, che toglie la pelle morta dalla superficie.

 

 

Leggi anche: Detergenti e scrub,  perchè èmeglio non eccedere

 

 

Va fatto con un minimo di preparazione: prima  occorre aprire i pori della pelle con degli impacchi o esponendosi a vapor id’acqua. Poi bisogna usare un detergente non alcolico che, applicato picchiettando la pelle del viso, elimina dai pori le scorie ambientali.

Infine si passa lo scrub per l’asportazione meccanica della pelle morta con il risultato che il viso torna ad essere luminoso e roseo. Stessa cosa  fa il peeling, utilizzando però prodotti chimici.

 

Come sta la tua pelle? Scoprilo con il Check up

 

Troppa igiene fa male?

 

Il problema messo in evidenza ai ricercatori però è che non tutte le donne possono esporsi a questa pratica. Perchè se la donna è un soggetto allergico, l’abrasione del primo strato superficiale della pelle del viso comporta anche una minor protezione dagli agenti esterni che provocano le allergie.

La tesi si inserirebbe in quel filone di pensiero secondo il quale l’eccesso di igiene che diventa mania, portato dalle esigenze estetiche  e della modernità, fanno male alla salute.

 

 

Leggi anche: Ecco il menu che allontana le rughe

 

 

Gli autori della ricerca, Robin Callard and John Harper, se ne sono resi conto ma si affrettano a precuisare sulla rivista “Trends in Immunology” che i risultati a cui sono giunti non hanno nulla a che fare con la teoria secondo cui vivere in un ambiente troppo pulito esporrebbe alle allergie.

“Semplicemente, – affermano –  i nostri esperimenti hanno indicato che le persone con condizioni allergiche avevano le difese rappresentate dalla propria pelle seriamente compromesse”.

 

Leggi anche: Le 7 regole d’oro per la salute della pelle

}