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Ritenzione idrica: 5 motivi perché l’organismo delle donne trattiene i liquidi

La ritenzione idrica è una situazione che colpisce prevalentemente le donne con gonfiore, pesantezza, inestetismi della pelle. Ecco le 5 cause principali e come risolverle.

Perché l’organismo trattiene i liquidi

Crescono gli italiani che soffrono di ritenzione idrica, soprattutto tra le donne,  a causa  di molte ragioni fra le quali un consumo eccessivo di sale negli alimenti.

Ma i fattori che incidono su questo disturbo sono molteplici. Alcuni sono collegati tra loro, altri no. Vediamo quali sono quelli più frequenti.

 

Cos’è la ritenzione idrica e come si manifesta
È una sensazione sgradevole che conoscono in molti, soprattutto le donne tra i 25 e i 45 anni. In certi periodi dell’anno si fa sentire di più, in altri meno. Ma le sue conseguenze, oltre a riguardare il fisico, si ripercuotono anche sull’umore: non fa piacere, non può fare piacere sentirsi gonfi, aumentare di peso, assistere impotenti al manifestarsi di inestetismi della pelle.

 

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Alimentazione scorretta. Quando si parla di ritenzione idrica, uno dei primi imputati è senz’altro il sale: chi è abituato ad aggiungerne ai piatti o a mangiare cibi che lo contengono (per esempio quelli in scatola, i salumi e gli insaccati, il dado da brodo, le minestre pronte) è molto più soggetto a un cattivo drenaggio dei liquidi dell’organismo. Anche il sovrappeso influisce moltissimo sull’insorgere del problema. Un aumento del volume dell’addome, infatti, induce alla rallentamento della circolazione venosa “di ritorno” dalle gambe verso il centro per la compressione esercitata sui vasi iliaci: risultato, stasi venosa e appunto edema (cioè gonfiore). Inoltre, chi è in forte sovrappeso o addirittura obeso respira a fatica: ciò impedisce una corretta ossigenazione dei tessuti, con conseguente rallentamento dell’eliminazione delle tossine e delle altre scorie metaboliche.

 

 

Problemi alla circolazione. Il compito delle vene è di trasportare il sangue dai tessuti periferici (dove si è caricato di prodotti di rifiuto dell’organismo) verso il cuore. Se questo non avviene correttamente, la circolazione rallenta. E si creano stasi venosa e relativo edema.

 

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Fattori ormonali. Quando gli ormoni femminili estrogeni sono presenti in maniera eccessiva, il rischio di ritenzione idrica è molto elevato. Uno squilibrio ormonale si verifica fisiologicamente in corrispondenza del periodo pre-mestruale e in quello della pre-menopausa, durante la gravidanza e la pubertà. Un’alterazione indotta del tasso di estrogeni avviene invece con i contraccettivi orali.

 

 

Farmaci. Il ricorso eccessivo ad alcuni farmaci può provocare l’accumulo di liquidi. In particolare, oltre alla pillola contraccettiva, sono a rischio di ritenzione idrica gli antinfiammatori, i cortisonici e – paradossalmente – anche i diuretici: questi ultimi, se usati senza buon senso o addirittura prescrizione medica, pur dovendo facilitare l’eliminazione delle urine, innescano un meccanismo il cui risultato è la ritenzione idrica.

 

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Gli stili di vita sbagliati. Occhio a questi tre elementi responsabili dell’accumulo di liquidi. 1) Posture errate: da seduti, tenere molto a lungo le gambe accavallate comporta un ostacolo alla circolazione venosa e linfatica; stesso problema se, in piedi, si resta a lungo fermi nella stessa posizione. 2) Abbigliamento sbagliato: indumenti intimi troppo attillati (body, calze autoreggenti, ecc.), jeans troppo aderenti e tutto ciò che ha elastici capaci di comprimere la radice delle gambe, causa difetti di circolazione. Anche portare tacchi troppo alti favoriscono il ristagno del sangue e, di conseguenza, la ritenzione. 3) Cattive abitudini: fumo, alcol, orari sballati, poco sonno e stress contribuiscono notevolmente alla ritenzione idrica.

 

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Perchè la pizza a volte mette sete e non la digeriamo

Se dopo e una pizza con gli amici, vi sentite pesanti, la digestione lenta, gonfiore di stomaco, meteorismo, sete notturna, la colpa non è vostra, ma del pizzaiolo dal quale siete andati.

pizza lievitazione

Se dopo essere andati a mangiare una pizza con gli amici, vi sentite pesanti, la digestione lenta, gonfiore di stomaco, meteorismo, sete notturna, la colpa non è vostra, del metabolismo o dello stile di vita magari sedentario, ma potrebbe essere proprio del pizzaiolo dal quale siete andati.

E la circostanza che la pizza che avete mangiato fosse di sapore eccellente, cotta come piace a voi, dell’altezza che preferite non conta nulla, perchè il piatto italiano più famoso nel mondo può essere preparato talmente male da farvi star male.

Di che si tratta? Il problema è la digeribilità della pizza. Ma prima di prendervi tutte le colpe perchè avete scelto una capricciosa piuttosto ”carica” o una “quattro formaggi” che non assaggiavate da tempo, andate dal vostro pizzaiolo e fatevi spiegare come fa l’impasto, cosa usa per farlo lievitare, quanto tempo dedica alla lievitazione, quanto alla maturazione, a che temperatura cuoce la pizza e alla fine, ma solo alla fine quali ingredienti usa.

Se il pizzaiolo è onesto, vi darà una serie di risposte che vi faranno capire la ragione del vostro malessere. E voi, dopo aver letto questo articolo in cui riferiamo il parere del prof, Giorgio Calabrese, nutrizionista e membro dell’autorirtà europea per la sicurezza alimentare, avrete capito perchè.

 

Leggi anche: Pizza, quali scegliere e quali evitare

 

La scelta della farina

La farina di forza che solitamente viene usata nelle pizzerie italiane si chiama Manitoba .Viene dal Canada ed è fra le più resistenti. Si tratta di una farina che viene indicata come perfetta per dolci, pane, pizze, insomma per un sacco di prodotti da forno; costa un po’ più di quella normale, ma a leggere le etichette sembra che sia quasi una super-farina e per molti vanta anche alcune proprietà benefiche. In realtà è solo una farina che contiene più glutine e più proteine, amido resistente additivi e stabilizzanti.
E’ , cioè, una farina pensata per le esigenze della conservazione e lavorazione dei pizzaioli e non per quelle dell’intestino di chi deve mangiarle.

Per questo motivo la farina viene infarcita di elemento aggiuntivi compresi polisaccaridi come il glucano e gli enzimi o come l’isolmatasi.

 

Leggi anche: Pizza, come mangiarla quando sei a dieta

 

Se il tempo di lievitazione non adeguatamente lungo, durante la cottura ad alte temperature si crea una razione chimica che dà origine a proteine dette glicate ,che sono molto aggresive per le pareti intestinali e se assorbite nel sangue possono provocare anche danni al sistema vascolare.
Inoltre, nella pizza è presente anche l’amido resistente che si chiama così perchè nel transito nell’intestino tenue non viene scalfito dagli enzimi che si occupano della digestione, ma arriva direttamente al colon dove viene assorbito da miliardi di batteri senza essere stato pre-digerito e provoca appesantimento gonfiore e meteorismo con richiamo di acqua dal sangue ( e dunque per questo ci viene sete).

La ragione è che se i tempi di lievitazione e maturazione dell’impasto non sono stati completati prima dell’utilizzo dell’impasto per fare e cuocere la pizza, il lavoro degli enzimi continua dentro la nostra pancia, dandoci quel senso di malessere e disagio di cui si parlava.

 

 TEST : Dimmi come mangi la pizza ti dirò chi sei

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Bellezza: 14 fiori della salute che i cosmetici non possono ignorare

fiori e bellezza

Se uomini e donne cercano la bellezza del viso e della pelle, devono fare attenzione a cercare nelle etichette delle confezioni di creme e cosmetici che usano, i 14 fiori, alcuni made in Italy, che hanno eccellenti proprietà per la salute.

Se non li trovano, beh, meglio cambiare cosmetici.

Che i fiori fossero un ingrediente o materia prima essenziale per essenze e profumi era noto, ma che lo fossero anche per la salute della pelle era noto solo agli esperti, soprattutto riguardo alla circostanza che esistono fiori che hanno proprietà terapeutiche indubitabili e note anche da molti secoli.

Qualche esempio? La stella alpina è un potente antiossidante; la rosa ha grandi quantità di vitamina C e di mucillagini idratanti; l’arnica montana ha acido caffeico, flavonoidi e fitosteroli attivi contro la cellulite.

 

 

Come i fiori possono dare bellezza

A gettare un fascio di luce sulle proprietà terapeutiche dei fiori per la cosmesi e la salute della pelle sono, in situazioni diverse, Carla Scesa, docente di cosmetologia presso l’università di Siena e Umberto Borellini, che copre la stessa cattedra presso l’Università Tor Vergata di Roma.
Tutti i derivati dei vegetali offrono principi attivi interessanti per la bellezza, tanto è vero che già gli Egizi più di 3000 anni fa avevano inventato l’Enfleurage, uno dei più antichi metodi di estrazione per ricavare fragranze dei petali dei fiori – dice Carla Scesa .

E aggiunge il suo collega Borellini: I fiori sono dei potenti alleati della pelle che si espone al sole: i flavonoidi e gli antociani degli estratti dei fiori blu del fiordaliso, per esempio, sono decongestionanti mentre le pectine trattengono l’acqua della pelle e per questo rientrano nel novero delle materie prime necessarie a produrre contorno occhi per pelli sensibili”.

Ma quali fiori? L’idea che la cosmesi debba necessariamente andare a pescare fiori esotici provenienti da terre lontanissime e dunque rari e costosi è sbagliata. La realtà invece, sostengono i due docenti , è che ci possono essere anche meravigliosi fiori made in Italy con analoghe potenzialità cosmetiche e terapeutiche come, appunto, la citata stella alpina.

 

 

I 14 fiori della bellezza e della salute

Ma di quali fiori parliamo ? E come riconoscerli?

Ecco il punto: i cosmetologi hanno individuato i principali 14 fiori che fanno la bellezza ma anche la salute della pelle. Ve li indichiamo uno per uno con accanto alcune delle loro proprietà.

Vi forniamo cioè una piccola guida che vi servirà per riconoscerne la presenza nelle etichette dei prodotti cosmetici che deciderete di acquistare. Se trovate alcuni di questi fiori saprete almeno l’effetto che producono. Se non li trovate, a voi la decisione sul che fare.

 

 

Arnica Montana

E’ ricca di fitosferoli, flavonoidi ed acidio caffeico. Solo l’arnica svolge un’azione anti infiammatoria.

 

Calendula

Rica di carotenoidi, steroli, mucillagine e saponine. Svolge un’azione decongestionante ideale per il contorno occhi e pelli sensibili.

 

Camomilla

Contiene sostanze attive quali il bisabololo e azulene che le danno un potente potere antiossidante.

 

Fiordaliso

Ricco di glucosidi, tannini, mucillagini e potassio. E’ l’ideale per decongestionare gli occhi.

 

Gardenia

Contiene polisaccaridi, tannini, flavonoidi. E’ idratante, protettivo UV, anti-aging.

 

Girasole

Ricco di vitamina E. Ha proprietà emollienti che servono a predisporre la pelle all’abbronzatura.

 

Lavanda

Contiene tannini e flavonoidi. E’ un toccasana per pelli grasse e miste. Azione calmante.

 

Iris

Contiene iridina, zuccheri e amidi. Restringe i pori e favorisce la rigenerazione cellulare.

 

Ninfea

Ricca di vitamina C. Potente anti-rughe.

 

Orchidea

Ricca di minerali e polisaccaridi. Ha un potente effetto rigenerante della pelle.

 

Peonia

Contiene i flavonoidi, le antocianine i tannini. E’ un anti batterico ed anti-aging.

 

Rosa mosqueta

Contiene vitamina C e A, licopene, omega 3e 6. E’ anti-aging, anti macchia, a è utile anche per la prevenzione dell’acne e delle smagliature

 

Stella Alpina

Contiene acido clorogenico e leontopodico.E’ un potente antiradicalico e anti-aging.

 

Tiglio

Contiene zuccheri, polizaccaridi,f lavonoidi. E’ un potente riparatore e rinforzante per i capelli, ciglia e sopracciglia.

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Alcolici, ecco perché bevono gli under 14

Perché gli adolescenti eccedono negli alcolici? Per divertimento, per adeguarsi o sballare con gli altri: i motivi del binge drinking.

Alcolici, ecco perché bevono gli under 14

Il fenomeno del binge drinking, quello per cui adolescenti e giovanissimi bevono deliberatamente alcolici fino a ubriacarsi del tutto e perdere conoscenza,  è in piena espansione. Ecco perché un´indagine presentata da poco a Roma ha voluto affrontare il tema, cercando di capire i motivi per cui sempre più giovani si danno all´alcol: le statistiche parlano di 2 casi su 10 di under 14 che si sono già ubriacati almeno una volta.

 

La ricerca
L´indagine, dal titolo “Adolescenti e Alcol”, è stata realizzata dall’Osservatorio permanente giovani e alcol (Opga), in collaborazione con la Società italiana di medicina dell’Adolescenza (Sima), su un campione rappresentativo di 2.102 studenti di terza media.
Gli adolescenti non considerano l´alcol una via di fuga, ma una sorta di rito, spesso giocoso, di appartenenza. E non è un caso che la percentuale di chi ha ammesso di aver provato l’esperienza dell’ubriacatura – il 22,15% del campione totale – cresce quasi esponenzialmente a seconda di quanto sia diffusa questa abitudine all’interno del gruppo dei pari di riferimento.
Per quando riguarda le motivazioni, nel dettaglio, le risposte più gettonate sono state: divertirsi (59%), adeguarsi al gruppo (45,1%) e sballare (36%).

 

Leggi anche: Problemi con l’alcol: il primo soccorso

 

Il rischio di diventare consumatori abituali
Il dato dell´ubriacatura, anche occasionale, desta molta preoccupazione data l’età del campione intervistato. Nelle aree metropolitane il fenomeno è più accentuato che altrove (30,3%). Una lieve differenziazione nell’abuso si registra tra maschi e femmine rispettivamente al 26,5% i primi e il 22,3% le seconde.
Il giovane che frequenta un gruppo che fa abituale uso di bevande alcoliche è più vulnerabile e portato a diventare un consumatore abituale.

 

Leggi anche : Adolescenza: il rischio delle dipendenze

 

Troppo facile procurarsi alcol
La diffusione di un comportamento d’abuso tra i giovani adolescenti – spiegano gli esperti – è in parte dovuta ad un facile accesso alle bevande alcoliche. Il 59,2% degli intervistati può procurarsi senza particolari impedimenti la birra, la percentuale ha una flessione per il vino (49,8%) e per i superalcolici (32,4%).

 

Quanti alcolici posso bere stasera? Scoprilo con il Calcola alcolici

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Test genetici, come non perdersi nel jungla del business e delle false promesse

Test genetici come avanzate tecniche diagnostiche che prevedono malattie che verranno o Oroscopi della salute, come alcune degenerazioni a fini di business hanno reso possibili?Eccio le risposte.

test_genetici

Test genetici come avanzate tecniche diagnostiche che prevedono malattie che verranno o Oroscopi della salute, come alcune degenerazioni a fini di business hanno reso possibili? Da quando Angelina Jolie  si è fatta asportare l’utero senza avere alcun sintomo o evidenza diagnostica di avere un cancro, ma solo perché un test genetico le aveva pronosticato che il tenuto tumore  le sarebbe venuto,   su questa nuova frontiera della diagnostica si è scatenata una vera e propria corsa ed anche un colossale business che, in alcuni casi, fa leva proprio sulle ansie più recondite e le paure più inconfessate degli uomini.

C’è però anche chi considera il test genetico come un modo per dar sfogo all’innata curiosità umana, o anche per provare a sapere in anticipo anche questioni ben più banali di una importante malattia: se cioè lei avrà la cellulite dopo il primo figlio; o se a lui cadranno i capelli. Sicchè, alla diagnostica seria e rigorosa, in certi casi assolutamente consigliabile, si somma  una  assai  meno seria   curiosità  simile all’interrogazione degli astri, tipica degli Oroscopi, che di scientifico hanno ben poco.

Ma cosa sono i test genetici? Quando è utile farli? Come si interpretano? E quali accortezze occorre avere?

Un preziosissimo opuscolo  informativo fornisce tutte le risposte; è stato elaborato dal Consiglio d’Europa, l’organismo internazionale fondato nel 1949 da 47 Stati con lo scopo di tutelare i diritti umani, con l’assistenza del Prof. Pascal Borry, con i commenti di Dr Heidi Howard, del Prof. Martina C. Cornel e degli altri membri del Comitato Politico, Professionale e Pubblico della Società Europea sulla Genetica Umana.

Un vero fascio di luce su una materia sulla quale, secondo l’ultimo censimento, si sono gettate a capofitto 500 società private e pubbliche pronte a cavalcare l’onda.

 

 

Leggi anche: Tumore al seno, come scoprire quando è ereditario

 

Cosa sono i geni e il DNA

Per capire come valutare i test genetici bisogna partire dall’inizio e cioè dal dire che ogni corpo umano ha diverse migliaia di miliardi di cellule, mattoni fondamentali di tutte le creature viventi. Le cellule sono la struttura del corpo.

Esse convertono le sostanze nutritive dei prodotti alimentari in energia e svolgono diverse funzioni specializzate. Le cellule dello stesso tipo si uniscono e formano i tessuti che, a loro volta, unendosi formano gli organi.

Esistono oltre 200 diversi tipi di cellule che compongono i muscoli, i nervi, i polmoni, il cuore, gli organi sessuali, il sangue, ecc.

La maggior parte delle cellule hanno un nucleo nel quale sono memorizzate tutte le informazioni necessarie per lo sviluppo e il corretto funzionamento dell’organismo.

Tali informazione sono “scritte” su un supporto biologico chiamato DNA (acido desossiribonucleico). Se il

DNA è come una lunga frase che fornisce la descrizione completa di un organismo, i geni sono come parole separate all’interno di questa frase.

All’interno dell’organismo un gene può essere coinvolto in una o più funzioni. Se è danneggiato o carente non può più svolgere correttamente la propria funzione.

L’insieme di tutti i geni forma il genoma. Un nucleo cellulare contiene quindi il genoma, che è il “patrimonio genetico” della persona.

Ogni bambino riceve metà genoma da ciascun genitore, per tale motivo spesso ci si riferisce al genoma come la “base dell’ereditarietà”.

 

 

Leggi anche: Pessimisti si nasce, colpa di un gene

 

Cosa sono i test genetici

Dopo la mappatura del genoma umano la scienza ha cominciato a capire il bagaglio di informazioni che i geni contengono. I test genetici fatti in laboratorio consentono di ottenere informazione su specifici aspetti delle status genetico di una persona. E  di capire se alcuni di questi geni sono anomali  come quelli di alcuni pazienti che hanno patologie anche gravi, come i tumori. Tanto basta per prevedere che anche un soggetto oggi sano ma con geni anomali  sarà oggetto di un tumore?

A volte si a volte no.

 

Le malattie genetiche

Le malattie genetiche sono quelle che riguardano le mutazioni dei geni. Sono di tre tipi:

malattie geniche, come la fibrosi cistica;

le malattie cromosomiche, come la sindrome di Down;

le malattie poligeniche che – come spiega la dottoressa Antonella Sciarra, genetista e Perito del Tribunale Ordinario Penale di Roma – richiedono l’intervento di fattori ambientali per manifestarsi (come l’aterosclerosi, la psoriasi, alcuni tipi di tumori o il deficit di alfa-1-antitripsina che, associato al fumo, predispone all’enfisema polmonare giovanile”.

 

I test sono di 4 tipi:

Test genetici diagnostici

I test genetici diagnostici sono indirizzati a identificare una malattia genetica in una

persona che ne presenta già i sintomi. I risultati di questi test possono aiutare nelle scelte

del trattamento o della gestione dei problemi di salute. Potrebbero inoltre aiutare a

risolvere il problema della diagnostica dubbia, permettendo finalmente alle persone di

sapere da quale malattia sono affette.

 

Test genetici predittivi

I test genetici predittivi vengono effettuati su persone che non presentano ancora alcun

sintomo. Servono ad individuare i mutamenti genetici che indicano il rischio di sviluppare

una malattia con il passare dell’età. Questa prevedibilità può variare notevolmente da un

test all’altro. Solo in casi rari, il test genetico indica un’elevata probabilità di sviluppare una

malattia nel corso della vita (es. test per il morbo di Huntington).

In molti casi, il test fornisce soltanto un’indicazione del rischio di sviluppare la malattia nel

corso della sua vita, ma non è un test predittivo preciso poiché i fattori ambientali giocano

un ruolo importante accanto a quelli genetici. I test predittivi sono chiamati anche test

genetici di suscettibilità.

 

Test per i portatori

I test per i portatori vengono utilizzati per identificare le persone che sono “portatori” del

gene con un allele mutato associato ad una specifica malattia (es. fibrosi cistica). I portatori

possono non manifestare alcun sintomo della malattia. Tuttavia, vi è il rischio per i loro figli

di esserne affetti.

 

Test farmacogenomici

I test farmacogenomici vengono effettuati per testare la sensibilità ad una specifica terapia.

Ad esempio, alcune persone potrebbero avere bisogno di un dosaggio più alto, mentre

altre potrebbero sviluppare reazioni allergiche nei confronti di alcuni farmaci.

Quali test sono affidabili

I più usati ed affidabili sono quelli che analizzano le mutazioni dei geni MSH2 e MLH1 (portatori di cancro al colon) e BRCA1 e BRCA2 che indicano la predisposizione al cancro della mammella a dell’ovaio ( quello che ha indotto Angelina Jolie all’intervento chirurgico di asportazione totale dell’ovaio come forma drastica di prevenzione del tumore.

In alcuni casi il test individua una situazione che con certezza evolverà in tumore, per esempio chi eredita un gene mutato che determina il tumore alla tiroide – dice la genetista Brigida Stagno – certamente avrà quel tipo di tumore. In altri casi la mutazione del gene evolve in una patologia grave come il tumore solo se associata ad altre condizioni, come   l’ambiente, l’alimentazione, ecc). Ed in tal caso il testo non prevede con certezza nulla; determina solo probabilità che diventano più alte o più basse a seconda della presenza della patologia nella famiglia del paziente.

 

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I popcorn fanno ingrassare? Quello che devi sapere

Tutti i difetti (non solo calorie e grassi) e i modi per non privarsene per forza

I pop corn al cinema sono un appuntamento obbligato per molti. Ma pop corn e Coca cola (o aranciata o altre bevande gassate e zuccherine) rappresentano anche il connubio più pericoloso per la dieta. Sì, perché il rischio di ingrassare è altissimo: in confronto il fast food può essere addirittura un esempio di alimentazione sana (e sappiamo bene quanto hamburger e patatine fritte possono essere nemici della bilancia…). Ma vediamo di capire come e perché i pop corn sono così deleteri per la dieta.

 

Troppe calorie, troppi grassi
Un recente studio Usa ha calcolato che un’uscita al cinema può costare circa 1.160 calorie, pari quasi al totale fabbisogno giornaliero. Per non parlare di grassi saturi, responsabili delle malattie cardiovascolari e nemici pubblici delle arterie: l’accoppiata bibita-popcorn regala a chi la consuma una quantità di questi grassi pari a quella che dovrebbe essere assunta da un adulto nell’arco di tre giorni.
E poi ci sono le calorie: davvero tante. Il secchiello maxi che troviamo al cinema contiene più di un etto di pop corn. E 100 g equivalgono a 378 calorie, 4,2 g di grassi, 78 di carboidrati, solo per citare alcune delle sostanze che più mettono a rischio la dieta. Certo, ci sono anche proteine (poche), fibre e potassio. Ma resta il fatto che mangiare così tanti pop corn, magari dopo aver cenato o pranzato, rappresenta un eccesso inutile e dannoso per l’organismo. Tutto il contrario di un ingrediente perfetto per un menu anti-colesterolo, per esempio.

 

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Seduzione: come capire se lo/ la attrai sessualmente

Come capire da gli occhi se abbiamo risvegliato il desiderio in chi ci è di fronte

Se volete scoprire se lui o lei sono attratti da voi, basta guardare con attenzione gli occhi di chi avete di fronte: quando il desiderio si accende, la pupilla si dilata. Per la prima volta uno studio della Cornell University (Usa), ha dato una valenza scientifica al detto popolare che indica proprio nell´”occhio lo specchio dell´anima”. Secondo quanto sottolinea lo studio pubblicato sulla rivista “PlosOne”, c´è un´elasticità nei gusti e nei desideri sessuali. Uomini e donne eterosessuali possono manifestare dei turbamenti verso il proprio sesso, anche se minori – precisano i ricercatori – rispetto a chi è dichiaratamente bisessuale o omosessuale.

 

Leggi anche: Attrazione sessuale? E’ questione di olfatto

 

Lo studio
I ricercatori hanno utilizzato una lente speciale a raggi infrarossi per misurare i cambiamenti delle dimensioni delle pupille di alcuni candidati, selezionati per assistere a dei filmati hard. In questo modo gli scienziati hanno potuto analizzare le tendenze sessuali degli spettatori in relazione al dinamismo dell´occhio.
“Abbiamo voluto trovare una misura alternativa che può darci un´indicazione automatica dell´orientamento sessuale, senza essere invasiva” afferma Gerulf Rieger, autore della ricerca “e con questa nuova tecnologia siamo in grado di esplorare anche le tendenze di chi non avrebbe mai partecipato a un´indagine, ad esempio, con vecchie metodologie”.
Come previsto, gli uomini eterosessuali hanno mostrato forti reazioni pupillari ai video con protagoniste le donne e deboli quando c´erano degli uomini. Le donne eterosessuali, tuttavia, hanno mostrato reazioni pupillari quando nelle scene ´hot´ c´erano entrambi i sessi. Questo risultato – sottolinea – conferma precedenti ricerche che suggerivano come il sesso debole ha un tipo diverso di sessualità, più elastico, rispetto a quello forte”.

 

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Le 6 scuse più usate dagli uomini per non fare sesso

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Otto uomini su 10 hanno confessato di aver inventato una scusa per non fare l’amore almeno 1 volta nell’ultimo anno. Ecco le 6 scuse più usate, le ragioni del diniego e come si comportano le coppie italiane

Una volta erano le mogli, le fidanzate o le amanti stanche a dire “no, oggi niente sesso”, ho mal di testa. Ora però le cose sono cambiate ed a dire no  sempre più spesso è anche l’uomo. Ma con quali scuse? Una recente ricerca ha  centro di ricerche sociologiche americano si è preso la briga di andare ad intervistare gli uomini renitenti alla leva. E’ emerso che l’80% delle persone ha ammesso di aver inventato una scusa per non fare l’amore almeno 1 volta nell’ultimo anno. E che le scuse accampate più frequentemente sono queste:

  1. Sono stanco, ho bisogno di un buon sonno ristoratore;
  2. Non mi sento bene, ho mal di testa (o simili);
  3. Non sono dell’umore giusto;
  4. Sono troppo preoccupato per mio figlio (o per il mio cane o gatto);
  5. Ho problemi seri sul lavoro…;
  6. … perché invece non ci guardiamo un bel film alla tv?

Il fenomeno riguarda anche noi italiani. La sessuologa Chiara Simonelli calcola che il 40% delle coppie italiane  di sesso ne fa poco o non lo fa affatto.
Il punto è capire perché. Una ricerca inglese spiega l’aumento del 40% dei rifiuti maschili con la depressione e la vita super stressata che impedisce di rilassarsi. Altri danno la colpa alla aggressività femminile ed all’ansia di prestazione maschile. Il dibattito è aperto.

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