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I pro e i contro delle bevande "zero calorie"

VIDEO – I pro e i contro delle bevande “zero calorie”

Le bevande light o senza zuccheri o diet sono sempre più numerose perchè gli italiani ne consumano sempre di più. Cosa sono, come si riconoscono, i pro e i contro delle bevande per la dieta e i diabetici che non fanno ingrassare

Fino a qualche anno fa le bevande zero calorie non esistevano e tutti noi bevevamo lattine di Coca Cola e aranciata Fanta come se piovesse. Per chi esagerava il risultato era obesità, diabete, invecchiamento precoce, rischi per il cuore.
Poi, con la maggiore sensibilità alla salute, le aziende hanno immesso sul mercato le bibite light ed il panorama del bere è totalmente cambiato.
Così quando vediamo una lattina con su scritto “senza zucchero”, zero zuccheri o diet, significa che a renderle dolci non è lo zucchero ma edulcoranti artificiali che possono sostituirlo: sono l’aspartame, l’Acesulfame, la saccarina, il sucrolattosio, tutti identificati dalla sigla E nell’etichetta.
Ma se non hanno zuccheri possiamo berne a volontà? I nutrizionisti sostengono che hanno pregi e difetti.
Tra i pregi, non apportano zuccheri ed energia all’organismo, evitano l’eccessivo accumulo di calorie ed evitano i picchi glicemici che sono quelli che ci fanno ingrassare.
Tra i difetti ci sono quelli connessi ai dolcificanti artificiali, specialmente l’aspartame. In sintesi se ne beviamo molte, e con regolarità, modificheranno la nostra tolleranza allo zuccchero e modificano quei batteri intestinali che frenano l’obesità.
Sono dunque sen’altro da preferire ai soft drinks, come Coca Cola, acqua tonica, spume di frutta, ma purchè non si esageri: non più di 1 bicchiere al giorno e mai tutti i giorni.

Come evitare funghi e verruche in piscina

VIDEO – Come evitare funghi e verruche in piscina

Per fare un bagno in piscina senza correre rischi per la salute basta seguire queste 7 piccole regole che salvano occhi, orecchie, piedi ed intestino

Una bella nuotata in piscina serve a tonificare i muscoli, a recuperare la forma, a liberarsi dallo stress. Ma anche a prendere funghi della pelle, verruche, a rischiare un’otite. E allora, piscina sì o no? Diciamo di sì, con qualche accortezza.
La piscina, comprendendo anche la vasca, il bordo e gli spogliatoi, è un luogo a rischio perché unisce il clima caldo e umido, ideale per la proliferazione di funghi e germi, ad abitudini igieniche non sempre adeguate.

I rischi  più frequenti sono 3
Il piede d’atleta.  E’ il più comune, causato da alcuni funghi chiamati dermatofiti, macera la pelle tra le dita provocando un forte dolore. Per sconfiggerlo spesso è sufficiente una terapia a base di farmaci contro i funghi.
L’altro tipico spauracchio sono le verruche, piccole protuberanze della pelle causate dal papilloma virus, spesso dolorose al punto da rendere difficile camminare. Per eliminarle ci sono due alternative: sostanze cheratolitiche, in grado di eliminare gli strati più superficiali della pelle, o un intervento chirurgico.
Poi c’è un batterio, lo Pseudomonas, capace di provocare l’otite.

Discorso a parte meritano i bambini, i più pericolosi perché spesso hanno maggiori difficoltà a trattenere la pipì in acqua; e che immettono così virus che causano infezioni intestinali, per esempio la salmonella.

Che fare? Le precauzioni obbligatorie sono 7:

  1. fare la doccia prima e dopo ogni tuffo;
  2. indossare regolarmente le ciabattine da piscina;
  3. asciugamani diversi dopo il bagno e dopo la doccia;
  4. mai inghiottire acqua della piscina;
  5. occhialini per nuotare;
  6. svuotare le orecchie;
  7. indossare la cuffia, i capelli sono un covo di parassiti.
4 regole per baciare bene una donna

VIDEO – 4 regole per un bacio perfetto… d’estate

Consigli utili in modo da non fallire nel momento più importante del contatto con il partner nella tagione più “calda” dell’anno: il bacio
Vacanze, come scongiurare la diarrea del viaggiatore

VIDEO – Vacanze, come scongiurare la diarrea del viaggiatore

Tra i tanti disturbi delle vacanze ce n’è uno che può davvero rovinarci l’estate: è la famosa “vendetta di Montezuma”, ovvero la diarrea del viaggiatore. Dove si rischia di più, come affrontarla e come curarla

Mare o montagna, Italia o estero: qualunque sia la destinazione prescelta dai 29 milioni di italiani in partenza per le vacanze, 8 su 10 metteranno in valigia almeno un farmaco. La ragione è che cambi di ambiente, alimentazione, fuso orario, rendono l’organismo più indifeso e per questo può capitare di avvertire qualche disturbo in grado di rovinare le ferie.
Ma tra i tanti disturbi delle vacanze ce n’è uno che può davvero rovinarci l’estate: è la famosa “vendetta di Montezuma”, ovvero la diarrea del viaggiatore.
Forse non lo sapete ma è il rischio più frequente perchè colpisce dal 40 al 50% dei viaggiatori che si recano in vacanza in mete esotiche. Parola di Ornella Cappelli,  la presidente donne medico. Alla diarrea spesso si associano altri sintomi come nausea, vomito, dolori addominali, febbre.
In 1 caso su 2  la causa è un batterio, l’escherichia coli presente in zone a basso tasso di igiene come l’Africa, l’America latina, il medio oriente e alcuni paesi dell’est.
Che fare? In questo caso la prima indicazione è bere abbondantemente , per evitare la disidratazione. Poi i farmaci antidiarroici da portare sempre in valigia, come la loperamide, per ridurre la gravità dei sintomi o la loro durata. Infine antibiotici appropriati.
La dieta dev’essere liquida o semiliquida, e le bevande gassate o la caffeina vanno evitati.

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Occhiali da sole per bambini? Ecco quello che i genitori non sanno

Gli occhiali da sole per bambini sono anche più importanti di quelli per gli adulti. Ecco perchè e le 6 regole minime che ogni genitore deve seguire per proteggere gli occhi dei minori.

Se vedete di rado un bambino con gli occhiali da sole non stupitevi perchè proprio questa rarità è la dimostrazione di come  mamma e papà e gli adulti in genere sottovalutano , se addirittura non ignorano, i rischi del sole per gli occhi dei bambini.

A confermarlo sono  indistintamente tutti gli oculisti ed in particolare queli che compongono la commissione per la Difesa della Vista secondo i quali 18

Il motivo? Di fronte al sole, i bambini sono più indifesi; il loro cristallino è  è ancora in fase di formazione, quindi particolarmente esposto all’azione diretta dei raggi.

 

Leggi anche: Occhiali da sole, consigli per gli acquisti

 

Come difendere gli occhi dei bambini

 

Secondo la Commissione Difesa Vista, solo l´11 % dei bambini con un´età compresa tra i 6 a i 10 anni, utilizza gli occhiali protettivi.

“Proteggere i propri occhi dai raggi ultravioletti e dalla luce blu fin da bambini è fondamentale”, spiega il professor Silvio Maffioletti, docente del corso di laurea in Ottica e optometria presso l´Università  degli Studi di Milano Bicocca.

“Purtroppo ancora oggi molti genitori sottovalutano il problema e comprano occhiali di dubbia qualità . L´acquisto di un buon prodotto è¨ invece il punto di partenza per una corretta prevenzione in generale, sia per i bambini sia per gli adulti. L´ottico saprà  quindi consigliare a ciascuno, grande o piccolo, la montatura più adatta”.

 

 

Leggi anche: Occhiali da sole, come scegliere quelli  migliori

 

Le regole da rispettare

 

Come regolarsi, dunque? Le regole minime sono 6:

  1. Anzitutto fate indossare ai bambini il più a lungo possibile occhiali da sole, specie quando trascorrono giornate intere sulla spiaggia sotto il solleone.
  2. Scegliete montature divertenti e colorate, che piacciano prima di tutto a loro, in modo da convincerli a tenerli addosso senza fare i capricci.
  3. Cercate modelli poco ingombranti e comodi, in plastica o gomma, con lenti infrangibili: insomma, a prova del bimbo più scatenato.
  4. Prima di acquistare, fateglieli indossare più volte: lui potrà  capire se li sente comodi, se le stanghette stringono o comprimono il viso, voi potrete verificare l´appoggio sul naso e sulle orecchie, per un migliore adattamento al volto e una conseguente più efficace protezione.
  5. Particolare cura va posta infine sui materiali della montatura: controllate che siano anallergici, colorati con tinte atossiche.
  6. Quanto alle lenti, solo colori scuri (grigio, marrone, verde).

 

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Fare l’amore? Soprattutto d’estate, non è il letto il posto preferito

Non è il letto il posto preferito dove fare l’amore…E non lo è neanche chissà quale altra location “strana”. Quando si tratta di sesso, ecco cosa preferiscono gli italiani.

Con buona pace dei tradizionalisti, che non riescono a separarsi dalla location più tradizionale, soprattutto d’estate non è il letto il posto preferito per fare l’amore.

A dispetto degli amanti dei luoghi originali, che non perdono occasione per sperimentare angoli e sistemazioni tutte particolari. A prescindere da come la pensiate, quando si tratta di fare l’amore, gli italiani preferiscono il divano. Sono i sofà di casa (ma non solo) a rappresentare il massimo, per tre coppie di nostri connazionali su quattro, per fare sesso.

Il dato arriva da un’indagine realizzata dall´Osservatorio Donne e Qualità della vita della psicologa Serenella Salomoni.

Lo studio, condotto su 500 coppie di età compresa tra i 25 e i 65 anni, mirava ad analizzare proprio il rapporto con il divano e l’utilizzo che se ne fa ed a capire qual è il luogo preferito per fare l’amore. I risultati? Sorprendenti.

 

 

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Il rapporto è più stabile

Quasi la metà delle coppie del campione di intervistati dichiara infatti di utilizzare il divano per dormire, come vero e proprio sostituto del letto (48%).

Per il 29% delle coppie, invece, il divano rappresenta il luogo ideale per guardare la tv, per il 25% è il posto ideale per fare conversazione in compagnia di amici.

Il dato più eclatante riguarda però le performance erotiche: quasi tre coppie italiane su quattro confessano di usare spesso il divano per fare l´amore (circa il 70%). Una preferenza che secondo gli intervistati ha moltyo a che vedere anche con le posizioni più ricercare per fare l’amore.

 

 

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Secondo gli intervistati trascorrere almeno un´ora al giorno sul divano in compagnia del proprio partner rende il rapporto decisamente più stabile.
Oltre al sesso, si guarda in coppia la tv, si condivide la compagnia navigando insieme in Internet, si legge e si chiacchiera.

 

Il divano scatena la passione anche in Europa?

 

La passione per il divano non è però una prerogativa soltanto italiana.
In Spagna, per esempio, la tendenza era già chiara nello scorso aprile, quando l´agenzia Europa Press aveva conclamato una tendenza che vedeva la trasformazione del sofà nel centro nevralgico del piacere delle coppie spagnole; risulta chiaro ora come la tendenza si sia rapidamente estesa anche nel nostro Paese e in tutta Europa.

 

 

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( SEGUE…)

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Seduzione, perchè l’uomo diventa ottuso in 7 minuti

Quando parla con una donna che gli piace, l’uomo non può fare altro

Con buona pace del multitasking, della capacità di fare più cose contemporaneamente che ogni uomo sostiene di avere, quando si tratta di seduzione, di conquista, di tirar fuori l´animo di cacciatore e sciupafemmine che c´è in lui, il maschio diventa improvvisamente ottuso. O meglio: la sua mente si concentra talmente tanto sulla donna, da rendersi del tutto incapace di occuparsi di altro.

Ad interessarsi della questione sono stati alcuni  psicologi ricercatori olandesi ai quali stava a cuore indagare con metodi scientifici sulle attitudini del cervello a conservare o perdere la lucidità in presenza di alcune situazioni nel rapporto tra uomo e donna.

 

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Lo studio
I ricercatori, il cui studio è stato poi pubblicato sulla rivista “Journal of Experimental and Social Psychology”, hanno così sottoposto un campione di uomini a un test sulla memoria,  effettuato prima e dopo aver trascorso  un lasso di tempo  chiacchierando con una donna attraente, al fine di verificare se il contatto verbale riusciva ad interferire sulla lucidità dell’uomo.

Ebbene, gli esiti del test hanno accertato che sono sufficienti 7 minuti di dialogo   perchè l’uomo perda  il distacco e la lucidità che riserverebbe a chiunque non  fosse una donna attraente. Infatti, la verifica di controllo è avvenuta sottoponendo gli stessi uomini del campione ad una verifica di memoria dopo la chiacchierata, ed  emerso che i loro ricordi erano meno veloci e precisi.

 

Perchè 7 minuti
Sicchè la conclusione è che bastano 7 minuti di chiacchiere con una bella donna, perché un uomo perda la testa. La spiegazione che gli psicologi hanno dato al fenomeno è che gli uomini userebbero buona parte delle loro facoltà cognitive nel tentativo di impressionare una donna, restando però senza risorse per occuparsi delle altre attività della vita quotidiana.

Flirtare sul luogo di lavoro, o in classe, potrebbe quindi essere dannoso per il rendimento anche dei seduttori più incalliti.

 

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Alle donne non succede
Secondo George Fieldman, membro della British Psycological Society, la ricerca dimostra che “quando un uomo incontra una donna che lo attrae la sua attenzione si focalizza sulla riproduzione”. Ma non accadrebbe il contrario. Infatti lo studio è stato condotto anche sulle donne, le quali, invece, non sono rimaste affatto turbate dalla conversazione con uomini affascinanti.

La conclusione è dunque che all’atto pratico, l’uomo risulta di gran lunga più vulnerabile della donna e rischia  di cadere in trappola della sola apparenza di una donna molto più di quanto non accada a ruoli invertiti.

Ciò spiega perchè sempre più spesso le aziende preferiscono  sempre più spesso scegliere, per le funzioni di vendita e commerciali,  donne di bell’aspetto. Gli uomini sono avvertiti.

 

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Insonnia, ecco perchè in estate si dorme meno

L’afa, le giornate più lunghe, qualche stravizio di troppo a tavola ed all’improvviso arriva l’insonnia e in estate si dorme meno.  Complici il gran caldo, le giornate più lunghe, le abitudini alimentari, il sonno estivo è un disturbo sempre più diffuso. E non soltanto per l’esercito di italiani che già soffrono di insonnia. Ma come mai questo accade? Cerchiamo di capirlo.
D’estate, a chiunque può accadere di faticare più del solito ad addormentarsi. L’imputato numero uno, ovviamente, è l’afa: quando dormiamo, la temperatura del corpo scende di circa un grado e mezzo. Con il caldo la discesa avviene più lentamente, quindi ci addormentiamo più tardi.
Ma non c’è solo il caldo a rendere complicate le nottate estive. L’aumentare delle ore di luce, durante la giornata, influisce sul rapporto veglia-sonno.
Nel cervello c’è una zona detta ipotalamo, una sorta di orologio biologico all’interno del quale si trova la ghiandola pineale. Più si allungano le giornate, meno melatonina (l’ormone che facilita il sonno) secerne questa ghiandola. Risultato: dormiamo di meno.
Non basta. Soprattutto quando siamo in vacanza, alcune regole di igiene del sonno non vengono rispettate. Usciamo di più la sera e facciamo le ore piccole. Inoltre, spostiamo in avanti le lancette dell’orologio per l’ora di cena e ci lasciamo andare più del solito a tavola: la digestione si allunga e diventa meno facile, tutti fattori che complicano il sonno.
L’importante è accettare questi piccoli disagi di stagione senza allarmarsi troppo. Anche perché il sonno pue essere un fatto soggettivo, persino ereditario: ci sono intere famiglie di dormiglioni e altre che dormono pochissimo. Le ore di sonno necessarie variano da persona a persona.
E poi non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità del sonno. L’uomo ha bisogno di una parte di sonno profondo, che restaura i neuroni, e di una con attivita di sogno, che scarica le tensioni accumulate nella giornata. A seconda dell’eta, inoltre, cambiano le esigenze: i bambini di solito dormono a lungo e non si svegliano mai nel cuore della notte.
Un anziano, invece, tende a dormire di meno e a svegliarsi ripetutamente. Questo a prescindere dall’arrivo dell’estate. E un adulto? In media dorme 8 ore, ma nei casi più fortunati bastano anche 5 ore. In fondo, è insonne solo chi si lamenta di dormire poco.
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Sguardo assassino? Come non andare in “tilt”

L’ansia da prestazione maschile scatta anche al solo sguardo della donna

Lo sguardo assassino di una bella donna, puòsedurre molto più di un abbigliamento sexy, o un atteggiamento esplicitamente provocante. Perchè  è ciò che lascia immaginare non ciò che mostra ad eccitare la fantasia.

“Lei mi ha guardato e io non ci ho capito più nulla…”. Quante volte una frase come questa è comparsa nei racconti di un uomo?

Quello che può apparire come un luogo comune, in realtà è qualcosa di dimostrabile scientificamente: basta il solo sguardo di una donna attraente per far andare l´uomo in tilt.

Una forma di ansia da prestazione precoce, che è stata confermata da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Archives of Sexual Behaviour”.

 

Lo studio  che scopre i perchè della timidezza

I ricercatori della Radboud Universiteit di Nimega (in Olanda) hanno utilizzato il test di Stroop, basato sull´associazione fra colori e parole, per valutare la capacità di concentrazione di alcuni studenti che credevano di essere osservati via webcam da una donna.

I risultati ottenuti vanno oltre quanto scoperto da studi precedenti, secondo cui interagire con una donna riduce le prestazioni cognitive dei maschi. Ai ragazzi bastava infatti sapere di essere osservati per ottenere punteggi molto più bassi nel test. Al contrario, la concentrazione delle donne non veniva intaccata dal fatto di trovarsi sotto lo sguardo di un uomo.

 

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Per di più le performance maschili diminuiscono anche al solo pensiero di dover interagire con un individuo dell´altro sesso.

 

Le capacità cognitive di un uomo

“Le capacità cognitive di un uomo”, è la spiegazione dei ricercatori che hanno lavorato allo studio, “possono essere influenzate se sta parlando al telefono con una donna (o anche prima, mentre sta aspettando la telefonata), se sta chattando con una lei o anche se è semplicemente seduto in una sala d´attesa aspettando il suo nuovo medico donna”.

 

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L´ipotesi è che questo effetto possa dipendere dal fatto che durante il test gli uomini fossero già troppo concentrati sull´idea di dover interagire con una donna o a un aumento dell´ansia al solo pensiero di doverlo fare.

Solo ulteriori ricerche potranno chiarire se anche altri fattori, per esempio un aumento dei livelli di testosterone,  giocano un ruolo in questo fenomeno.

 

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Sesso d’estate, rimedi anti caldo

Trucchi per evitare che il caldo faccia brutti scherzi

Il paradosso dell’estate è che fioriscono le opportunità di conoscere nuove persone, aumentano le occasioni per lasciarsi andare e mollare un po’ i freni inibitori, sperimentare il sesso in tutte le sue forme e varianti, ma come conciliare il sesso d’estate con  il caldo spossante?.

La questione se la sono posta niente meno che nelle aule universitarie della facoltà di urologia dell’Università Federico II di Napoli. Vediamo di che si tratta.

 

Afa e caldo, magari complicati da un’alimentazione sbagliata, possono spesso influire sul desiderio sessuale e dunque come regolarsi, allora, per evitare all’uomo brutte figure e flop sotto le lenzuola? Proviamo a individuare alcune regole.

 

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Le cause del problema
“Se è vero che nei mesi estivi la produzione di ormoni aumenta per le ore di luce in più”, afferma Fabrizio Iacono, docente di ruolo di Urologia presso l’università Federico II di Napoli, “che stimolano i centri ipotalamici, è anche vero che crescono i fattori che possono provocare episodi di disfunzione erettile occasionale o di astenia sessuale”.
Ma non solo. Oltre alla stanchezza provocata dall’alta temperatura, che non aiuta gli sforzi fisici, “bisogna aggiungere l’eccessiva sudorazione”, avverte l´esperto, “che priva l´organismo dei sali minerali. Senza contare che il calore elevato agisce anche sulla fertilità maschile in quanto riduce la produzione di spermatozoi”.

 

 

A tavola
“Andrebbero scelti cibi che contengano un buon quantitativo di sali minerali e vitamine”, dice ancora Iacono, “come le macedonie di frutta e le insalatone. E tra i piatti di stagione, che possono aiutare la funzione sessuale, ci sono i i frutti di mare e in particolare le ostriche che sono ricche di zinco e iodio. Come dolce si può scegliere il cioccolato, ricco di feniletilamina, l’ormone dell´amore”.

 

 

Gli integratori
“Se tutto questo non basta”, precisa Iacono, “un aiuto in più arriva anche dalla natura grazie agli integratori che contengono un composto che sfrutta le proprietà dell’alga Ecklonia Bicyclis, della pianta Tribulus terrestris e della Glucosamina, estratta dal guscio di gamberi e granchi, che favorisce il rilascio di ossido di azoto, mediatore chimico dell’erezione“.
“Inoltre nei giorni più caldi andrebbero bevuti almeno 2 litri di acqua nell’arco delle 24 ore”, conclude, “e se si è al mare, meglio bagnarsi frequentemente i polsi: aiuta a mantenere la pressione nella norma”.

 

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