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Denti, le cattive abitudini che rovinano lo smalto

Tutte le cause dell’usura dentale, problema per 8 italiani su 10

Ci sono gesti che facciamo spesso, magari tutti i giorni, senza prestarci troppa attenzione. Sono modi per sfogare lo stress e la tensione, oppure per concentrarci meglio. E invece mettono a rischio la salute dei nostri denti, a prescindere da quanta attenzione prestiamo all’igiene orale, a quante volte usiamo dentifricio, spazzolino e filo interdentale. Stiamo parlando di quelle volte in cui mordicchiamo le unghie, il cappuccio della penna o le stanghette degli occhiali: farlo per più di mezz’ora al giorno espone al rischio di usura dentale.

 

 

Leggi anche: Denti sani? Come usare bene il filo interdentale

 

 

Cattive abitudini mettono a rischio i denti
L’usura dentale è un problema così diffuso da riguardare l’80% degli italiani. Consiste nella perdita dello smalto per colpa delle cattive abitudini di cui sopra, ma anche di piercing alla lingua o alle labbra (che nel 60% dei casi erodono lo smalto o lo fratturano addirittura). Sono dati resi noti durante il Congresso nazionale del collegio dei docenti di Odontoiatria, alla presentazione del progetto europeo EsCarCel sull´incidenza dell´usura e dell´ipersensibilità dentale. “Il progetto è mirato a fornire una fotografia dinamica dell´usura dentale in Europa e consentirà un´azione specifica ed efficace per individuare i soggetti più a rischio ed ottenere i finanziamenti per la ricerca”, commenta Corrado Paganelli, responsabile dei rapporti internazionali in odontoiatria del Ministero della Salute.

 

Leggi anche: Piercing: come e da chi farlo in sicurezza

 

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Sesso, come rialzare il “flop” d’autunno

I 5 consigli degli andrologi per contrastare il calo del desiderio autunnale: tavola, corpo e molte… fantasie

Oltre che sull’umore la luce incide anche sul sesso. In estate, sia lui che lei, mostrano molto più interesse rispetto al resto dell’anno per gli incontri ravvicinati sopra o sotto le lenzuola.

Ad analizzare la colonnina del desiderio è Alessandro Littara, fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano, che ha messo a punto un calendario del desiderio.

 

Il calendario del desiderio sessuale


In una gara ideale per il periodo dell’anno più “caldo” tra le lenzuola, il primo posto A?, senza dubbio, della stagione estiva. A rendere hot l’estate pesa il fatto che si è meno vestiti, ma non c’è solo la molla del contatto fisico, perchè molto è mediato anche dallo sguardo.

Il secondo posto spetta alla primavera, il periodo del risveglio dei sensi per antonomasia.

Prepariamoci al peggio perchè la stagione meno bollente in assoluto è l’autunno, quando si rientra nella routine quotidiana del dopo-vacanze che soffoca la passione.

La stagione sessualmente meno calda dell’anno non è l’inverno. Anche se è nei mesi più freddi che le giornate sono più corte e lo strato di vestiti è più spesso, “la nostra esperienza – sottolinea l’esperto – ci dice che, statisticamente, è l’autunno la stagione in cui gli istinti sessuali latitano”.

 

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Occhio pigro, come si cura l’ambliopia nel bambino

Come si riconosce e si previene l’ambliopia, meglio conosciuta come sindrome dell’occhio pigro nei bambini.

I medici la chiamano tecnicamente ambliopia, ma è conosciuta comunemente come “sindrome dell’occhio pigro”. È una patologia che si sviluppa in età pediatrica e colpisce un numero non indifferente di bambini: tra il 4 e il 5%.

Che cosa la provoca? Il cervello, che fino all’età scolare è nella fase plastica del suo sviluppo, disattiva l’occhio colpito da un difetto visivo (miopia, astigmatismo o ipermetropia) in misura molto superiore rispetto all’altro.

Non riesce cioè a fondere le immagini nitide che vengono da un occhio e quelle poco chiare che arrivano dall’altro.

Così, piuttosto che vedere doppio, disattiva l’occhio col difetto visivo, che a quel punto avrà una visione ridotta (almeno tre decimi meno) o fatta solo di luci e ombre, o del tutto assente.

 

Leggi anche: Gli occhiali per l’occhio pigro

 

La prevenzione risolve il problema

Il modo più efficace per combattere la sindrome dell’occhio pigro è la prevenzione: un protocollo ad hoc dimostra infatti che con visite precoci, tra i 10 e i 22 mesi di vita del bambino, si può individuare in tempo un disturbo pericoloso, che può portare a danni irreversibili in età adulta, garantendo una riabilitazione sicura.

Per quanto riguarda gli interventi terapeutici, una volta scoperto e diagnosticato il problema, oltre a correggere il difetto visivo di base con gli occhiali, bisogna spronare l’occhio pigro a svegliarsi.

Si può bendare l’occhio sano per alcune ore al giorno o schermarlo con particolari filtri.
La durata della terapia dipende dalla risposta soggettiva. A volte si ricorre a stimolazioni dirette con apparecchi che inviano impulsi specifici.

Utili anche gli esercizi ortottici da eseguire alcune volte alla settimana in ospedale e a casa: aiutano convergenza e motilità oculare.

I risultati della terapia sono ….(segue)

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Ansia, con la “poesia-terapia” la vita è più leggera

Stress, ansia e preoccupazioni quotidiane meno pesanti scrivendo versi

Cosa c’entra la poesia con  l’ansia ed il logorio della vita moderna, le preoccupazioni, i motivi di crisi e sconforto? C’entra eccome perchè, più del Prozac o di qualche altro farmaco o ansiolitico, sono proprio i versi, le rime baciate, il parlare all’anima  l’arma più nobile ma anche efficace.

Proprio così: scrivere versi aiuta a combattere stress e problemi di ogni giorno. Al punto che gli stessi psicoterapeuti tendono sempre più a consigliarlo ai propri pazienti.

 

 

Da una prospettiva diversa

Come spiega Giovanni Porta, psicoterapeuta, specialista in arteterapia, “la poesia ci fa vedere le cose sotto un aspetto diverso, più profondo, e spesso lontano da quello che noi pensiamo. E´ una forma di pensiero laterale, che ci permette di cambiare prospettiva, di vedere le cose in modo diverso e quindi aiuta a sbloccarsi”.

“Molte persone – continua Porta – si sentono infelici perché non riescono a ottenere ciò che vogliono. Quando arrivano dallo psicoterapeuta, sperano di trovare un modo magico per ottenere risultati diversi non cambiando assolutamente nulla del loro modo di fare”.

 

Leggi anche: Per combattere l’ansia c’è anche la terapia…dell’orto

 

Un pensiero laterale

“Diceva Einstein: la follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”, dice ancora Porta. “Condivido in toto questa affermazione e nel mio lavoro di psicoterapeuta il fatto di aiutare le persone ad accettare questa innegabile evidenza è un presupposto indispensabile al miglioramento della loro qualità di vita.

Da qui si parte per trovare altre possibili vie per risolvere le difficoltà che la persona sta vivendo. La poesia in questo ci può aiutare. La creazione poetica è una forma vera di pensiero laterale, e tramite di lei anche i problemi di cui soffro quotidianamente mi sembreranno diversi, perché è diverso lo strumento con cui li rappresento”.

 

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Come liberarsi di un peso…( segue)

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Come svegliarsi senza traumi (e iniziare bene la giornata)

Semplici trucchi per rendere più dolci i primi momenti della giornata

Non bisogna per forza essere dormiglioni patentati per soffrire la sveglia al mattino. Certo, chi è abituato a sonni lunghissimi ne risente di più, ma tutti farebbero volentieri a meno di quel suono inesorabile che ci annuncia l´inizio di una nuova giornata.

Per renderlo meno traumatico, i metodi sono tanti. Ciascuno ha il proprio ed è convinto che sia il più efficace. Ma gli esperti consigliano una serie di piccoli gesti utili a non trasformare la fine del sonno notturno in un momento traumatico.

Il primo segreto è di alzarsi quando è terminato un ciclo del sonno: che cosa significa?

Il sonno è un processo dinamico e strutturato che si ripete ogni 90 minuti circa nel corso della notte. Quando una persona adulta si addormenta, compare prima il sonno leggero, poi quello profondo, che serve al recupero delle energie. Infine c´è la fase Rem (Rapid eyes movement, quella cioè in cui si verificano rapidi movimenti degli occhi), associata ai sogni, al termine della quale ricomincia un nuovo ciclo. In totale, ogni notte ci sono dai 4 ai 6 cicli di sonno. E non sempre il risveglio coincide con il termine di un ciclo.

Ecco perché il risveglio migliore è quello che non ha bisogno della sveglia.

 

Cosa  ti riesce meglio oggi? Calcola i tuoi bioritmi 

 

Come fare? Anche andare a dormire e risvegliarsi sempre alla stessa ora può funzionare: rieduca i bioritmi ad alzarsi senza ricorrere a interventi esterni.

Altro suggerimento: è fondamentale esporsi prima possibile alla luce del sole, alzando subito le tapparelle. I raggi inibiscono infatti la produzione di melatonina, uno degli ormoni del sonno.

Vietato invece continuare a sonnecchiare, fare un bagno in vasca invece della doccia, prepararsi per uscire in un ambiente ancora buio e lasciarsi assalire dal pensiero degli impegni che ci aspettano durante il giorno.

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Consommé di pollo chiarificato


Calorie: 30
Consommé di pollo chiarificato
  • Pollo per brodo 600 g
  • 1 uovo

Preparazione
Mettete in una pentola piuttosto capiente un litro di acqua con cipolla, carota e sedano. Immergetevi il pollo e portate a ebollizione fino a quando la carne risulterà cotta e la quantità di acqua si sarà dimezzata.

Dopo aver tolto il pollo dall´acqua, prendete un colino e passate al setaccio. Versate ora il brodo ottenuto in un´altra pentola, unitevi l´albume dell´uovo e cuocete a fuoco basso per circa un´ora. Terminata la cottura, passate di nuovo al setaccio e servite bollente. Buon appetito!

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Carrè di agnello in salsa di melagrana e crosta di pistacchi


Calorie: 380
Carrè di agnello in salsa di melagrana e crosta di pistacchi

1 kg di carrè di agenllo
1 melagrana
100 ml di succo di melagrana
1 bicchiere di vino rosso
50 g di pistacchi senza sale già sgusciati
1 cucchiaio di pepe verde
40 ml di olio extravergine di oliva
sale

Le dosi sono per 6 persone

Preparazione
Sciacquare il carrè di agnello; quindi praticare delle incisioni, non troppo profonde, tra una costina e l’altra.
Lavare, aprire a metà e sgranare la melagrana; tritare i pistacchi e il pepe.
Rosolare in modo uniforme il carrèin una teglia già una con l’olio. Bagnare con il vino e farlo evaporare. Versare il succo di melagrana e regolare di sale. Trasferire la teglia nel forno già caldo a 220° e cuocere per 10 minuti circa.
Versare in un piatto i pistacchi e il pepe verde, tritarli e mescolarli. Sgocciolare la carne, passarla nel piatto con il mix che avete preparato, premendo con le mani, in modo che si rivesta uniformemente.
Dividere il carrè a fettine, lungo le incisioni già praticate all’inizio. Suddividerle in piatti individuali con il fondo di cottura, cospargere con i chicci di melagrana e servire.

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Crespelle di castagne con confettura di arancia

Crespelle di castagne con confettura di arancia


Calorie: 107
Crespelle di castagne con confettura di arancia
  • farina di frumento 130 g
  • farina di castagne 70 g
  • zucchero semolato
  • confettura di arancia
  • confettura di lamponi
  • burro
  • zucchero a velo
  • acqua minerale gassata
  • sale

*le dosi sono per 12 persone

Preparazione
Setacciate e mescolate le due farine e mettetele in una ciotola con un cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale. Unite un pò alla volta le farine con tanta acqua gassata quanta ne serve per ottenere una pastella morbida.

Prendete una padellina antiaderente e ungetela con un velo di burro e lasciatela scaldare. Versate nella padella un mestolo e ottenete una crespella. Ripetete l´operazione per ottenere 12 crespelle. Sistematele su un piatto da portata, cospargetele di zucchero a velo e servitele calde mettendo accanto un po’ di confettura di arancia e lamponi.
Buon appetito!

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Mangiare sano, scopri se sei malato di ortoressia

L’attenzione agli alimenti diventa motivo di ansia e angoscia

Sono ossessionati dal mangiare sano, frequentano solo supermercati biologici, Sanno leggere le etichette dei cibi come il più esperto dei tecnologi alimentari. Pianificano cosa mangeranno e come lo prepareranno con diversi giorni di anticipo. Sono gli ortoressici, dal greco orthos (corretto) e orexis (appetito), ovvero i nuovi malati dell’era salutista, le vittime di un nuovo disturbo alimentare, appunto l’ortoressia.

Il numero di questi fanatici dell’alimentazione sana è in continua crescita e il fenomeno è ormai considerato un vero disturbo dell’alimentazione. Secondo l’European food information council (Eufic) la smania per i cibi sani può facilmente trasformarsi in ossessione. Con conseguenze psicofisiche molto gravi.

 

Leggi anche: Tutto quello che devi sapere sui disturbi dell’alimentazione

 

Che cos’è l’ortoressia

L’ortoressia è infatti un disordine alimentare, come l´anoressia e la bulimia. La differenza sta nel fatto che nel primo caso chi ne soffre punta tutta la sua attenzione ossessiva sulla qualità di quello che mangia, negli altri due sulla quantità.
Il sospetto degli specialisti è che siamo di fronte a una nuova malattia frutto della globalizzazione: il bombardamento di informazioni su ciò che fa bene o fa male provoca dubbi e diffidenze sul cibo (basti pensare alla mucca pazza, all’influenza aviaria, all’afta epizootica). Il boom degli alimenti biologici ha aumentato la complessità delle decisioni da prendere su cosa mangiare. Risultato: un rapporto più nevrotico con quello che mangiamo: “L’ortoressia è una malattia psichiatrica”, dice il professor Michele Carruba, presidente della Società italiana per l’obesità, “perché è un’ossessione: come certe persone sono stressate dalla pulizia e si lavano le mani 20 volte al giorno, altre hanno l’angoscia di mangiare sano”.

 

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Come si riconosce l’ortoressia

Si possono individuare almeno 7 sintomi di questo disordine alimentare.

1) Il fanatico del cibo salutare sviluppa proprie regole alimentari sempre più specifiche, che lo portano a pianificare i pasti anche con diversi giorni di anticipo.
2)Se deve mangiare fuori casa, l’ortoressico porta con sé una sorta di kit di sopravvivenza con cibi propri, perché non si fida dei piatti preparati da altri.
3) L’ortoressico “lieve” evita il ristorante o rifiuta gli inviti da amici se non ha la certezza della genuinità delle portate. Quello più grave cambia a poco a poco stile di vita, si isola per difendersi da chi non capisce i pericoli che vede lui, e in genere irride gli altri, convinto che le sue scelte siano le sole giuste.

 

Leggi anche: Come rilassarsi: riti e abitudini di inizio giornata

(segue)…

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Funghi: 5 regole per mangiarli in sicurezza

Le 5 regole da seguire per mangiare funghi in tutta sicurezza e la lista delle persone che non devono mangiarne per evitare guai anche se sono commestibili.

funghi

Sono tra i più buoni, ma anche più pericolosi protagonisti della tavola di stagione ma nulla più dei funghi, è capace di mettere a rischio la nostra salute nascondendosi dietro un aspetto anonimo e apparentemente innocuo.

Invece è fondamentale, al momento dell’acquisto e del consumo in generale, osservare precauzioni precise per non rischiare di finire intossicati o, peggio ancora, avvelenati.

Il Ministero della Salute fornisce alcuni consigli per consumarli in tutta sicurezza e affrontare eventuali casi di avvelenamento.

Le manifestazioni determinate dai funghi tossici spesso imitano sindromi influenzali e vengono trattate come tali, con un pericoloso ritardo nell’impostazione della terapia adeguata.

Pertanto, consigliano gli esperti del Ministero, i cittadini non dovrebbero consumarne se prima non sono stati controllati da un micologo o se non si è certi della loro commestibilità.

Inoltre, occorre consumarli ben cotti evitando di somministrarli a bambini, donne in stato di gravidanza e persone affette da particolari patologie.

In caso di comparsa di dolori addominali, vomito, diarrea o altro dopo averne consumati, contattare tempestivamente il medico di base o il pronto soccorso o un Centro antiveleni (Cav).

Infine, se ci si reca al Pronto soccorso per comparsa di questi sintomi non controllati, portare con sé eventuali resti di alimenti cotti, crudi o residui di pulizia.

 

Leggi anche: Alcol e funghi: abbinamento da evitare

 

Le precauzioni anti intossicazione

La prima precauzione  va seguita quando i funghi sono raccolti o di dubbia provenienza.  Per mangiarli occorre prima  che essi siano stati con certezza identificati come commestibili da un micologo. Questa è la prima regola da rispettare se non si vuole rischiare la salute.

Il pericolo è rappresentato principalmente da funghi mortali come le Amanite e i Cortinari che, se ingeriti anche in piccolissime quantità, provocano danni al fegato e ai reni che sono irreversibili, potenzialmente letali e con scarse possibilità terapeutiche.
In particolare, la cosiddetta sindrome falloidea è determinata da funghi contenenti sostanze chiamate amatossine:

  • Amanita phalloides,
  • Amanita verna,
  • Amanita virosa,
  • Galerina autumnalis.

E´ sufficiente anche un solo cappello di Amanita phalloides, pari a circa 20 grammi, per determinare gravi intossicazioni potenzialmente mortali. Le amatossine distruggono in modo irreversibile le cellule del fegato.
I cortinari, invece, producono un grave danno renale che si manifesta anche molti giorni dopo l´ingestione.

 

Leggi anche: Come raccogliere funghi in tutta sicurezza

 

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