• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

761 visite

Gravidanza, incinta in aereo, fino a quando si può?

La gravidanza è sempre andata poco d’accordo con gli aerei. Ecco entro quale settimana è consentito volare senza rischi e cosa accade in caso contrario.

La gravidanza è sempre andata poco d’accordo con gli aerei. Le future mamme sono perplesse sui rischi che l’altitudine e la pressione possono comportare al nascituro, i ginecologi non hanno un orientamento rigorosamente uniforme, le compagnie aeree si riservano di accettare o meno a bordo una passeggera incinta… Insomma: serve chiarezza. Per escludere ogni forma di pericolo e rassicurare tutti.
A questo proposito arriva uno studio britannico appena pubblicato, che sembra spazzare via ogni dubbio: nessun pericolo per le donne in attesa di un bebè che vogliono viaggiare in aereo, purché lo facciano entro la trentasettesima settimana di gravidanza e non abbiano avuto precedenti complicazioni, come anemie, emorragie, problemi cardiaci o respiratori e fratture ossee.

 

Leggi anche: Gravidanza: Ecco l’analisi che dimezza le morti in sala parto

 

Puerpere ad alta quota: “guida” si o no?
A dirlo è  l’istituzione che in Gran Bretagna che si occupa del progresso e della pratica in ostetricia e ginecologia.

A cominciare dai controlli di sicurezza in aeroporto prima della partenza: a tale proposito i ricercatori dell’istituzione britannica hanno appurato che, nessun rischio rappresentano per le future mamme in salute gli scanner “total body”.

I raggi dello scanner non sono pericolosi per il feto e non rappresentano un rischio per la mamma.

E una volta in volo, soprattutto se il viaggio è lungo, prese le dovute precauzioni consultando il medico ci sono basse possibilità di sviluppare una trombosi venosa profonda.

 

Leggi anche: Mangiare in gravidanza: ecco i pesci vietati

 

Quali precauzioni
Si è discusso molto se le compagnie aeree dovessero redigere una guida a tutela delle passeggere in stato di gravidanza, per dar loro consigli o rassicurazioni. Alla fine ha prevalso l’esigenza di non generare allarmismo. E l’istituzione britannica lo conferma precisando che “per le gravidanze senza particolari complicazioni non c’è neppure bisogno di dare indicazioni a scopo precauzionale alle compagnie aeree che operano il volo”, spiega il professor Ian Greer dell’Università di Liverpool, che ha condotto studi scientifici sul tema per conto del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists.

“Mentre se la futura mamma ha avuto precedenti aborti o gravidanze extrauterine è preferibile fare un’ecografia prima di confermare la partenza”.

 

Leggi anche: Sesso in gravidanza, falsi miti e verità

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}