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Incastrati nel sesso? Cosa c’è di vero nel non riuscire a staccarsi

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Si può rimanere incastratià nel fare sesso? Ogni tanto qualche articolo di giornale riporta la notizia di un lui ed una lei che, presi da un repentino e focoso raptus amoroso, consumano il loro rapporto ma, giunti al dunque di rientrare nella normalità, non riescono più a staccarsi.

Si, avete capito bene, non riescono a staccarsi, nel senso che il peneà inserito nella vaginaà non riesce più ad uscire, stretto tra il turgore delle grandi labbra di lei.

Il chA?, potrebbe non essere un dramma se la situazione fosse normale. Ma se per ipotesi normale non fosse, ovvero se l’atto fosse compiuto di nascosto da due amanti unitisi nella clandestinità, o se si trattasse della classica “sveltina” consumata in un luogo pubblico magari appartato, non riuscire a staccarsi significa dover ricorrere all’aiuto di un “terzo . Cosa che non sempre potrebbe rivelarsi una buona idea.ààMa cosa c’è di vero?

 

 

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Cosa diceà la sessuologa

àNon esistono testimonianze di casi clinici riconosciuti in modo scientifico che documentino eventi del genereà, spiega Roberta Rossi, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. àVero è che la vagina durante l’orgasmo si congestiona, cioA? si irrora di sangue e si contrae, ma finito il momento dell’apice del piacere l’organo si rilassa in pochi minuti. Anche il glande si inturgidisce e se dovesse capitare che entrambe le parti anatomiche si ingrossino in modo anomalo nello stesso istante, i due potrebbero avere la sensazione di incastrarsi, ma comunque tutto si risolverebbe in una manciata di minuti senza conseguenze. Insomma, che due amanti non riescano a “staccarsi” è altamente improbabileà.

 

 

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Una “Bufala” che viene da molto lontano

Eppure se provate a chiedere ai vostri amici, nessuno di loro sarà in grado di smentire nel modo più categorico che la cosa possa accadere. Segno che c’è una predisposizione ( o un timore?) inconscia a considerareà verosimile che ciA? avvenga.

La ragione forse nasce da informazioni approssimative ed imprecise, passate oralmente di bocca in bocca con sempre maggiore certezza e forse nascono dalla presenza , in epoche molto antiche, agli albori dell’umanità, di un osso all’interno del pene che poi l’evoluzione biologica dell’essere umano ha perso. Oppure alla trasposizione di quanto può accadere nel mondo animale come nei cani, il cui pene si ingrossa per far più presa durante l’accoppiamento e può rimanere abbastanza a lungo imprigionato durante l’incontro sessuale.

Frederick Kràupl Taylor, delàRoyal College of Psychiatrists, qualche decina di anni fa analizzA? parecchi aneddoti, ritagli di giornale, testimonianze, e pubblicA? sulàBritish Medical Journalàle sue conclusioni un articolo per asseverare che non esistono articoli scientifici che confermino la possibilità per due persone di rimanere incastrate durante il rapporto, e che i fatti raccontati sono solo frutto di fantasie.

 

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Leggendeà del Medio Evo

Del resto, il falso mito di questi “amplessi pericolosi” risale addirittura al Medioevo come dimostra il nobile francese Geoffrey IV de la Tour Landry nel suoàLivre pour l’enseignement de ses filles,nel quale raccolse un insieme di aneddoti scritti nel XIV secolo per insegnare alle fanciulle del tempo come comportarsi in campo amoroso.

De la Tour Landry racconta di due amanti costretti per ore in un abbraccio scandaloso sull’altare di una chiesa, che vengono colti in flagrante dagli ecclesiastici giunti sul luogo. La leggenda degli amanti incastrati si è poi tramandata nei secoli, tanto che il medico canadese William Osler, nel 1884, sentà il bisogno di coniare un termine adatto al fenomeno:àpenis captivus, letteralmente “pene imprigionato . Attenzione perA?: lo scienziato, noto per essere anche un arguto scrittore e un burlone, descrisse il fenomeno per sbeffeggiare i colleghi.

Perchà allora il falso mito continua a circolare? Lorenzo Montali, docente di Psicologia sociale all’Università Bicocca di Milano fornisce una spiegazioneà che appare abbastanza verosimile: àLa leggenda spesso racconta la pubblica punizione di chi trasgredisce una norma sociale, cioA? la fedeltà coniugaleà, racconta. Il fatto poi che questa storia venga raccontata da medici e infermieri, che la riportano come aneddoto, la legittima e fa pensare a chi la diffonde che possa essere veraà. Ma non lo A?.

 

 

 

 

Bruno Costi
direzione staibene.it

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