• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

9.654 visite

Gli strani scherzi del tè verde

Come indebolisce l’azione del principio attivo anti ipertensione

Il tè verde è buono e fa bene. Le mille proprietà di questa bevanda di origine orientale e ormai ampiamente diffusa anche in Occidente, sono – o dovrebbero essere – più che conosciute: antietà, depurativo, disintossicante.

A fronte di tutti questi vantaggi per la salute, tuttavia, si scopre ora che il tè verde porta con sé anche una controindicazione non da poco per l’organismo: un’interazione con i farmaci anti ipertensione, in particolare con un principio attivo chiamato nadololo.
Lo hanno scoperto i ricercatori giapponesi autori di un piccolo studio sull’uomo pubblicato sulla rivista scientifica “Clinical Pharmacology & Therapeutics”.

 

Leggi anche: Come combattere l’ipertensione a tavola

 

Lo studio
I test su 10 volontari hanno mostrato che l’efficacia del medicinale è ridotta in chi assumeva tè verde in concomitanza con il farmaco. Un meccanismo confermato anche da studi di laboratorio.

 

Leggi anche: Pressione alta? prova con 3 kiwi

 

Bastano 2 tazze per l’interazione
Dunque i ricercatori sottolineano l’importanza di tener conto di questa interazione. Come per altri medicinali, il foglietto illustrativo che accompagna il nadololo avverte che alcuni farmaci, tra cui i rimedi a base di erbe, possono interagire con l’azione dell’antipertensivo. Ebbene, tra questi occorrerebbe inserire anche il tè verde.
Secondo gli scienziati, un paio di tazze di questa bevanda sarebbero sufficienti per ottenere l’effetto messo in luce dalla ricerca.

 

Leggi anche: 4 tazze di tè verde al giorno curano la vescica delle donne

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}