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Il prurito? Ecco perchè è contagioso

Il prurito? Ecco perchè è contagioso: uno studio inglese ha scoperto le cause psicologiche del prurito simili allo sbadiglio e cioè che osservare qualcuno mentre si gratta induce a grattarsi.

Se c´è una cosa fastidiosa, quella è il prurito. E meno male che, grattandosi, il più delle volte riusciamo a placare quella sensazione sgradevole che ci assale. Perché nei casi in cui anche grattarsi non basta, il problema diventa più serio. Fino a incidere notevolmente sulla qualità della vita di una persona.
Ecco perché dovrebbe un po´ metterci in allarme il risultato di uno studio condotto dalla University of Hull (in Gran Bretagna), secondo cui il prurito potrebbe essere realmente contagioso: guardare qualcuno grattarsi aumenterebbe le probabilità di grattarci a nostra volta.

 

Lo studio
Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica “Proceedings of the National Academy of Sciences”, aveva in realtà un altro obiettivo, riuscire a individuare le strategie migliori per contrastare il prurito cronico.

Ebbene, si è scoperto che una migliore conoscenza dei centri cerebrali che sono legati all´esigenza di grattarsi potrebbe aiutare chi soffre del disturbo del prurito cronico.

Gli scienziati hanno coinvolto nella ricerca 33 volontari cui sono stati mostrati 20 secondi di un video in cui un´altra persona si grattava oppure tamburellava con le dita su una sua parte del corpo. I volontari che guardavano il video in cui la persona si grattava avevano il 64% di probabilità in più di grattarsi rispetto agli altri.

Ulteriori 18 volontari sono stati poi sottoposti a risonanza magnetica per immagini mentre guardavano i video.

La scansione ha mostrato che alcune aree che contengono “neuroni specchio”, quelli che ci facilitano nella riproduzione di movimenti osservati, si attivavano mentre si guardava l´attore grattarsi. Un´altra area attivata era infine quella dell´insula anteriore, una regione chiave per l´empatia al dolore.

“Era come se si avvertisse in realtà il fastidio di chi si grattava, e lo si condividesse”, ha spiegato Henning Holle, che ha condotto la ricerca.

 

Le cause più frequenti del prurito

Secondo il parere del prof. Antonino Di Pietro, Direttore Scientifico dell’Istituto  Fondazione Dermoclinico Vita Cutis  e specialista in dermatologia – “nella maggior parte dei casi, il prurito è sintomo di un disturbo di tipo cutaneo e, più precisamente, di un’irritazione o di un’allergia.

Le cause possono essere anche molto diverse fra loro- aggiunge:  una puntura di insetto (che provoca un’irritazione negli strati più superficiali della pelle); oppure una dermatite (o eczema), cioè un’infiammazione della pelle che può essere dovuta al contatto con una sostanza irritante (dermatite da contatto) o a una momentanea sensibilità cutanea (dermatite atopica); o ancora un’orticaria, cioè una reazione allergica per qualcosa che si è ingerito o per il contatto con una pianta irritante.

In tutti questi casi – precisa Di Pietro –   il prurito compare in un punto o in una zona ben precisa del corpo, insieme ad altre manifestazioni, come un arrossamento o una locale desquamazione della pelle, alcune vescicole o piccoli foruncoli.

Se i sintomi non scompaiono in pochi giorni (come spesso succede nel caso delle punture di insetto e dell’orticaria) occorre rivolgersi al medico di base o allo specialista in dermatologia, che potrà valutare la cura più adatta al caso.

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Redazione Staibene

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