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Il pesce azzurro è grasso, eppure non fa ingrassare

Il pesce azzurro è grasso, eppure non fa ingrassare: è’ considerato pesce povero ma contiene sostanze nutrienti e alleate della bilancia. Dall’aringa al pesce spada tutti i modi migliori per gustarlo

Ogni dieta che si rispetti non può prescindere dal pesce azzurro. Tutti i nutrizionisti si raccomandano di mangiarne almeno tre porzioni la settimana per vivere a lungo.

La domanda, a questo punto, è spontanea: ma il pesce fa ingrassare? Ed ecco la buona notizia: no, il pesce non fa ingrassare. E non è tutto: c’è un tipo particolare di pesce che non solo non influisce sulla linea, ma rappresenta addirittura un toccasana per la salute, oltre che influire sull´umore. Si chiama pesce azzurro, una categoria che comprende le sardine, gli sgombri, i salmoni, le trote di lago, il pesce spada, il tonno e tante altre varietà.
Per tanto tempo il pesce azzurro è stato considerato “povero”. In realtà, si tratta di un alimento ricchissimo di sostanze benefiche per l’uomo. Il vantaggio numero uno sta in un tipo di grassi che contiene, di nome “Omega 3”: il loro ruolo è essenziale, perché contribuiscono a formare molte cellule del corpo, comprese quelle cerebrali.

Non solo: proteggono il cuore (mantenendo fluido il sangue ed limitando quindi i rischi di trombosi), tengono a bada la pressione e contrastano la formazione di colesterolo. Altri vantaggi del pesce azzurro? Costa poco, è buonissimo al gusto e versatile in cucina (si presta ad essere cucinato in tanti modi diversi, alla griglia, sulla piastra, ma anche crudo).

 

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Le varietà del pesce azzurro dalla A alla Z
Alcune varietà di pesce azzurro sono note a tutti, altre meno conosciute ma altrettanto ricche di Omega 3. Ecco una mini guida che potrete utilizzare al momento dell’acquisto per tenere d’occhio la percentuale di Omega 3 contenute in ogni pesce, oltre ad alcuni suggerimenti per cucinarli.

Sardina: ha la quantità più alta di Omega 3 dell’intera categoria: 2,6% per 100 g. Cucinatela in forno con pomodoro e origano oppure provate le sarde con la pasta.

Sgombro dell’Atlantico: il contenuto di Omega 3 è pari al 2,5% per 100 g. Cucinatelo in padella con un filo di olio.

Aringa: gli Omega 3 scendono all’1,7%. Vi consigliamo di gustarla su pane tostato.

Trota di lago: gli Omega 3 contenuti in questo pesce sono 1,6% per 100 g. Fatela marinare con olio e limone. Una buona idea per un”sushi mediterraneo”.

Spigola striata: gli Omega 3 sono allo 0,8%. Il modo migliore di consumarla è al cartoccio con aglio e limone.

Tonno: in 100 g c’è lo 0,5% di Omega 3. Provate a cucinarlo in forno con le patate, oppure cucinate il tonno con le verdure.

Gamberi: in questo pesce gli Omega 3 scendono allo 0,3%. Il modo migliore per gustarli? Grigliati o al vapore.

Pesce spada: ha il contenuto più basso di Omega 3, solo lo 0,2%. Cucinatelo in padella con un filo di olio e una spruzzata di limone.

 

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Redazione Staibene

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