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Salute, ecco iI luogo peggiore dove vivere

Per chi tiene alla propria salute fisica e mentale, cioè al benessere totale, l´esercizio consiste nel cercare il luogo migliore in cui vivere. Noi vi diciamo invece qual è il peggiore.

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Per chi tiene alla propria salute fisica  e  mentale, cioè al benessere totale, di solito l´esercizio consiste nel cercare il luogo migliore in cui vivere: un´isola deserta? Un paradiso tropicale? Un rifugio tra i monti? Un piccolo centro di provincia, con tutte le comodità a portata di mano?

Per una volta, invece, concentriamoci a individuare quello peggiore, il posto più sconsigliabile dove trascorrere la propria esistenza. Basta dare un´occhiata agli ultimi lavori scientifici sul tema.

 

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Palazzi , asfalto e smog

Il posto peggiore dove vivere è la città. Meglio ancora, la grande città: la metropoli. Secondo lo studio che un team di ricercatori spagnoli dell´università di Granada ha appena pubblicato, qui si rischia la depressione, il diabete, problemi di vista. Se poco più di un secolo fa solo il 14% della popolazione mondiale risiedeva in centri urbani, oggi quello stesso dato è salito al 50%. E secondo l´Onu crescerà al 70% entro il 2050. Ecco perché affrontare il problema delle condizioni di salute di chi abita fra palazzi e asfalto diventa urgente più che mai.
E i dati non sono tranquillizzanti: secondo un altro studio, firmato questa volta dall´Ohio State University (negli Stati Uniti), gli inquinanti urbani alzano il rischio di diabete nei giovani.

 

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Tutti i rischi

Non solo. Si riflettono sempre sui bambini le conseguenze della scarsa esposizione al sole che caratterizza la vita in città: i danni possono verificarsi anche a livello oculare, con un più alto pericolo di problemi di vista. L´attività corretta della retina, infatti, è legata alla quantità di ore trascorse all´aperto.
E ancora: nelle metropoli, confermano gli esperti dell´Institute of Psychiatry di Londra (Gran Bretagna), l´incidenza della schizofrenia è doppia rispetto alle campagne e il rischio di depressione è più alta del 39%.

Spazio, infine, anche a una ricerca dell´Illinois University (Usa).che conferma come i bambini che vivono in città siano maggiormente affetti da sindrome da iperattività e deficit d´attenzione.

 

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Redazione Staibene

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