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Il ciuccio? Tutto quello che la mamma deve sapere

Il ciuccio usato per calmare i bambini, può rivelarsi un problema. Uno studio svela che dietro il semplice momento dell’allattamento non c’è solo il cibo ma molto di più. Ecco cosa.

Genitori, attenti al ciuccio.

A lui, che 9 volte su 10  interrompe  il pianto del neonat , ma 10 volte su 10  placa le ansie e le incertezze delle mamme consentendo loro di badare all’altro figlio, finire di cuocere la cena, o meglio ancora, di tornare a dormire di notte quando  il piccolo si è svegliato trascinando nella sua vispa  presenza l’intera famiglia, sono state riservate le attenzioni niente meno che di uno studio condotto dal Telethon Institute for Child Health Research insieme al Centro australiano per la cura infermieristica.

Per quale motivo, chiederete voi? La ragione è presto detta: il ciuccio cui troppo spesso si ricorre per calmare i bambini, può rivelarsi un problema per l´allattamento perchè ne riduce la durata.

 

Leggi anche: L’allattamento al seno nella vita del bambino

 

Quanto conta l’attitudine del neonato
Tettarelle e ciucci hanno sempre suscitato opinioni contrastanti, a secondo della cultura, delle tradizioni, delle politiche sanitarie e della ricerca.

Ci sono infermiere e levatrici che ne raccomandano l´uso e altre che lo sconsigliano. Ma fino a oggi si è trattato quasi sempre di raccomandazioni frutto non di prove scientifiche, ma di esperienze personali.

Secondo il nuovo studio, invece, il ciuccio ha effetti negativi sull´allattamento al seno, accorciandone la durata  perché interferisce nel delicatissimo meccanismo dell’alimentazione del neonato che, nei primi mesi di vita è associato anche ad un altro delicatissimo meccanismo, quello della comunicazione non verbale fra mamma e bimbo che si realizza, appunto, con il contatto fisico tra la bocca ed il seno della mamma.

Secondo lo studio infatti, l’allattamento  non è soltanto  il momento della nutrizione ma anche quello del primo contatto con il mondo esterno attraverso la mamma.

 

 

Leggi anche: Tutte le fasi dello sviluppo del neonato

 

 

Le teorie sul ruolo psicologico dell’allattamento

 

Il primo a teorizzare il senso non solo biologico ma psichico della poppata  del neonato dal seno della mamma è stato Donald Winnicott, pediatra e psicanalista inglese morto a Londra nel 1971, secondo il quale  l’allattamento al seno rappresenta la prima forma di comunicazione in grado di condizionare le successive esperienze comunicative e relazionali.

Non è dunque  semplicemente il momento della somministrazione di un pasto, sia pure con mille proprietà eccellenti rispetto all’allattamento artificiale, ma è l’atto con cui, per il tramite dell’allattamento,  si crea, ma meglio sarebbe dire si prosegue, il legame tra mamma e figlio.

La letteratura cita a titolo di esempio il noto esperimento di Harlow con le piccole scimmie Rhesus. Se prima di tale esperimento  si riteneva che l’attaccamento del neonato con la madre fosse completamente legato all’esperienza della nutrizione, nel 1959 Harry Harlow dimostrò l’importanza delle sensazioni tattili nel rapporto madre-figlio.

L’esperimento prevedeva che fossero provvisti di un biberon due manichini, uno di stoffa morbida di peluche e l’altro realizzato solo con filo di ferro. E poi vennero osservato che i cuccioli di scimmia trascorrevano molto più tempo con il manichino di stoffa morbida piuttosto che con quello di filo di ferro. I piccoli restavano, così, con le “madri fredde” soltanto il tempo necessario per prendere il latte, mentre il resto del tempo lo trascorrevano in gran parte avvinghiati alla “madre soffice”.

Contro la tradizione psicoanalitica del tempo, si provò, in tal modo, che il legame d’attaccamento non è legato essenzialmente al piacere della suzione e al soddisfacimento della fame, ma a un contatto fisico “caldo”. Quest’ultimo rappresenterebbe, infatti, un bisogno molto forte nelle prime fasi della vita, anzi il fattore centrale del legame di attaccamento.

 

Leggi anche: Meglio allattare al seno o al biberon? Le risposte che cercavi

 

 

Tra ciuccio e capezzolo, nel bimbo  è gran confusione

 

E se il ciuccio sostituisce  il capezzolo? Cosa succede dunque quando il ciuccio viene usato per placare il pianto del neonato?

Redazione Staibene

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