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Il carpaccio è buono. Come scoprire se è anche sicuro

Il piatto a base di carne cruda A? pratico e nutrizionalmente corretto. Basta usare qualche piccola precauzione

Che fare? Occhio alla freschezza
Primo punto fondamentale: dovete essere sicuri che la carne sia stata confezionata e conservata secondo le norme igieniche vigenti. Per questo è fondamentale acquistarla da un negoziante di fiducia o al supermercato. Se l’aspetto o l’odore non vi convincono, lasciate stare: il cibo crudo mal conservato può trasmettere infezioni molto gravi come la salmonellosi o la toxoplasmosi.

E non pensiate che una spruzzata di limone sia sufficiente a mettervi al riparo da qualunque rischio: il suo alto grado di acidità, infatti, può riuscire a eliminare alcuni batteri, ma non certo garantire una disinfezione totale.

Dal punto di vista nutrizionale, invece, tutti le proprietà restano inalterate, a condizione, perA?, di mangiarla entro 24 ore dall’acquisto. è noto, infatti, che a contatto con il calore gran parte delle sostanze (le vitamine, per esempio) vanno perdute.

 

 

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Le altre raccomandazioni

Contrariamente a quanto si possa pensare, il cibo crudo non è necessariamente più dietetico di quello cotto. Tutto dipende, come al solito, dal tipo e dalla quantità dei condimenti usati per arricchire il piatto. E questo discorso vale evidentemente anche per la carne cotta.

A? un luogo comune anche quello secondo cui un bel piatto di carpaccio di carne sia più digeribile di un arrosto. E questo, non per motivi collegati al carpaccio stesso, ma perchè ai fini di una buona digestione, è molto più importante la masticazione di qualunque tipo di cottura.

Infine, i divieti. Non àA? un alimento consigliabile per chiunque. Ci sono almeno due categorie di persone che farebbero meglio ad evitarlo:

  1. i bambini: il carpaccio non è un piatto indicato per i bambini che non hanno ancora compiuto i tre anni. A quell’età, infatti, eventuali infiammazioni gastrointestinali risulterebbero molto pericolose.
  2. gravidanza : niente carpaccio anche per le donne in gravidanza: la toxoplasmosi può causare infatti danni e malformazioni al feto.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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