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Il medico sbaglia? Ora è più difficile che paghi

Se il medico o l’infermiere sbagliano e provocato un danno alla salute del paziente, le cause giudiziarie diventano ora più difficili e gli indennizzi più bassi. Ecco perchè.

medico che sbaglia

Se il medico sbaglia, ogni paziente in grado di dimostrarlo ha potuto finora compensare i danni subiti alla propria salute almeno con un indennizzo in denaro che gli ha ingrossato il portafogli .

La chiamavano medicina difensiva, ed usiamo il verbo al passato perchè, con la nuova legge approvata dal Parlamento nel mese di marzo del 2017 sulla responsabilità dei medici per errori professionali, avere un indennizzo sarà ora molto più difficile e, se e quando arriverà, sarà più basso di quanto avvenuto finora.

 

La medicina difensiva

Che il fenomeno avesse raggiunto una dimensione abnorme lo dimostrano le cifre. Ogni anno la malasanità costa allo Stato 10 miliardi di euro, il 10% della spesa sanitaria.

Colpa di taluni medici ed infermieri sconsiderati o peggio cinici e delinquenti, come le cronache giudiziarie ci hanno dimostrato in tutte le latitudini del Paese, ma colpa anche di pazienti e studi legali spregiudicati, che hanno talvolta fatto sconfinare la medicina difensiva in veri e propri abusi.

Il risultato è stato il ritiro di molti medici dall’obbligo deontologico di prestare cure a chi le chiede per paura di sbagliare e pagare caro ogni errore. E poiché sono i casi più gravi quelli  in cui il rischio di errore o di inefficacia della cura è più alto, a pagarne il conto erano proprio le persone che avevano più bisogno.

 

Leggi anche: Errori medici: ecco i dottori che sbagliano di più

 

 

I medici si sono ritirati
Le cifre dimostrano drammaticamente questa realtà.

Una recente indagine citata al quotidiano specializzato Italia Oggi del 6 marzo 2017 ha riportato che per paura di sbagliare o per non prendersi eccessive responsabilità nei confronti dei pazienti, un medico su 2 ( il 51%) ha prescritto un farmaco non necessario; 1 su 4 ( il 24%) ha prescritto trattamenti non necessari oppure ha evitato di curare i pazienti più gravi per timore che decedessero in conseguenza delle cure; infine uno su 7 ( il 16%) ha omesso di dare ai pazienti delle cure che li avrebbero potuti guarire per paura che avessero un effetto dannoso.

Abusi, dunque, sia da parte dei medici che da parte dei pazienti “che fanno i furbi” per spillare soldi alle casse statali.

 

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La nuova legge
La nuova legge sostanzialmente riduce gli indennizzi , li rende più difficili e sposta la responsabilità su chi li deve pagare principalmente sull’ospedale e dunque sulle assicurazioni, anziché sul medici.

Ecco i principali punti:

Per gli ospedali o le cliniche responsabilità contrattuale

1. Se c’è una responsabilità dolosa (un’infermiera che fa un’iniezione letale al paziente come di recente accaduto a Livorno) o colposa ( un errore non voluto che però determina un danno grave al paziente), paga l’ospedale o la clinica dove è avvenuto il fatto;
2. La prescrizione del reato , se c’è,  in questo caso è di 10 anni;
3. è la clinica che deve dimostrare di non aver sbagliato,;
4. è il paziente che deve dimostrare di aver avuto un danno;
5. l’ospedale o la clinica deve dimostrare di aver seguito le pratiche corrette per quel caso.

 

Leggi anche: Il medico sbaglia? Ecco come difendersi

 

direzione staibene.it

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