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Il caffè di sera ritarda il sonno? Cade il più antico luogo comune

insonnia

La maggior parte degli italiani è convinta che bere un caffè dopo le cinque del pomeriggio o di sera rende più difficile addormentarsi. Ma le cose stanno davvero così?  E’ verità o un luogo comune?

Due ricerche pubblicate di recente, una sulla rivista specializzata Sleep, l’altra sull’American Journal of Medicine, gettano un  fascio di luce nuovo sulla dibattuta questione e smontano un bel po’ di luoghi comuni al riguardo.

 

Gli italiani e il caffè

La questione non è di poco conto considerando che mediamente noi italiani ne beviamo 4 caffè al giorno, anche se  con i nostri consumi medi individuali di 5,8 kg di caffè all’anno siamo solo al 13° posto in Europa, preceduti dai paesi nordici (i finlandesi ne bevono il doppio di noi) e seguiti da Francia e Germania.

Non solo, ma  in Italia il 95% delle persone beve caffè e di questi  la quasi totalità lo preferisce  espresso e solo il 3% lungo all’americana.

Inoltre,  il caffè contiene la caffeina, nota sostanza eccitante, e poichè  quasi un  terzo degli italiani  (17 milioni) soffrono di pressione alta è presumibile che almeno un terzo dei consumatori di caffè siano particolarmente sensibili alle informazioni sulle capacità eccitanti del caffè e se ne privino  dall’ora di pranzo in poi proprio per non accentuare l’ipertensione.

 

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Gli studi smentiscono  la relazione caffè-insonnia

Ed ecco dunque l’importanza della ricerca pubblicata su Sleep. L’articolo che ne riferisce  racconta che  sono state monitorate le notti di  800 pazienti dei quali oltre a registrare il sonno è stato annotato tutto quello che hanno fatto prima di andare a letto: se avevano fumato, bevuto caffè,  un liquore o attività di altro genere.

Ebbene, non è emersa alcuna correlazione certa tra il consumo di caffè serale e gli occhi sbarrarti quando si va a letto. Anzi, è emerso che sono le altre attività vissute nelle ore precedenti il riposo a determinare ritardi  o difficoltà nel sonno notturno. I medici hanno pertanto accertato che  se si vuole un sonno davvero ristoratore la notte bisogna smettere di  espletare attività impegnative per il fisico e la mente  4 ore prima di andare a letto. Non farlo espone a insonnia e può ridurre a durata del sonno di ben 45 minuti.

I medici sono comunque cauti e avvertono che non si possono generalizzare i risultati di questa ricerca. Sono propensi anzi a dire che  ognuno conosce se steso e deve regolarsi secondo la propria sensibilità. Ma se gli italiani rifiutano di prendere un caffè dopo le 17 solo perchè sono convinti che  non dormiranno la notte, possono almeno da questo punto di vista annotare che prove non ce ne sono e se davvero tardano a prendere sonno potrebbe trattarsi di una suggestione indotta dalla convinzione che così accade.

 

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Caffè mal di testa

Il secondo studio, quello pubblicato sull’American Journal of Medicine ha osservato la correlazione  tra caffè e emicrania arrivando alla conclusione che la caffeina può scatenare il mal di testa dei pazienti che ne soffrono episodicamente. Il rischi  di può manifestare nella giornata stessa o anche nella giornata successiva. Ed il numero magico  oltre il quale scatta il rischio emicrania è 3: ovvero superati i tre caffè al giorno il mal di testa è probabile. Anche in questo caso, ognuno d noi fa storia a se ed, anzi,  se quando prendiamo un caffè il mal di testa è in corso,  la caffeina può svolgere perfino un effetto analgesico.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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