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Il bambino con la vista compromessa

Come educare un figlio con problemi di vista

Il bambino con la vista compromessa

Affrontare l’educazione di un bambino con la vista compromessa o addirittura cieco richiede un particolare e attenta preparazione dei genitori.

La cecità, se considerata dal punto di vista della capacità del bambino di operare in un ambiente normale, scuola inclusa, è un handicap minore della sordità, in quanto il linguaggio ha un ruolo immenso nell’apprendimento , nella formazione e nel mantenimento dei rapporti sociali.

Il bambino cieco può imparare a leggere con il braille e può parlare agli altri, ascoltare un insegnante e sostenere una conversazione.

Ciò nonostante, i bambini ciechi hanno gravi limitazioni, la prima delle quali è uno svantaggio nei rapporti con i genitori.

Essi, infatti, non possono avere un contatto visivo con la mamma e con il papà e questi possono non “rispondere” al loro bambino cieco come fanno con uno vedente. L’attaccamento può essere inferiore e il bambino sentirsi meno sicuro.

Un test che aiuta a capire il deficit visivo

Oggi è possibile scoprire se un bambino ha deficit visivi prima che abbia compiuto un anno e fargli portare lenti che correggano il suo problema. E’stato messo a punto un test avanzatissimo che utilizza uno schermo tv e che dà il risultato immediatamente. Viene presa una serie di immagini video degli occhi del bambino che vengono trasmesse a uno schermo video per una valutazione. La prima immagine mostra gli occhi a fuoco, dopo di che vengono prese altre fotografie con il volto del bambino sfuocato. Se il bambino mette a fuoco sulla fotocamera, i suoi occhi appariranno come piccole macchie luminose, ma se mette a fuoco dietro la fotocamera, ad esempio perché è presbite, le immagini appariranno sfuocate. Questa tecnica riesce a individuare anche i bambini i cui globi oculari sono appiattiti e che soffrono di astigmatismo. Ai genitori i cui bambini sono in una situazione limite, in cui cioè il margine tra normalità e anormalità è minimo, viene chiesto di ritornare dopo alcuni mesi per vedere se il difetto si è corretto spontaneamente. A chi ha bisogno di una correzione vengono forniti degli occhiali; si procede, inoltre, con controlli semestrali che stabiliscono le ulteriori cure da intraprendere.

Un aiuto per voi e per lui

Oltre a fargli portare gli occhiali, ci sono altre cose che potete fare a casa per il bambino con deficit visivo. Anzitutto, egli ha bisogno di stimoli tattili, acustici e olfattivi: scegliete quindi giocattoli di materiali interessanti al tatto o che emettano suoni di varia natura e che abbiano un odore. Fategli sempre notare queste caratteristiche. Il colore è importante per chi ha un deficit parziale: scegliete quindi giocattoli di colore vivace, giallo, azzurro, e rosso, più facili da vedere dei colori neutri. Un bambino con parziale deficit visivo riuscirà a risolvere i puzzle, che sono molto importanti, perché mettono alla prova le capacità spaziali e di riflessione. Scegliete i più facili da vedere, cioè quelli con grandi pezzi di colore vivace. I giocattoli formativi, come le marionette da muovere con le dita e i selettori di forme, sono adatti sia per il bambino poco vedente sia per quello con visione normale. Tutti i bambini nel loro primo anno attraverso una fase orale ed esplorano gli oggetti mettendoseli in bocca. Il bambino con deficit visivo lo farà più a lungo degli altri e pertanto i suoi giocattoli dovranno essere facilmente lavabili. E’importante che scegliate una scuola adatta non appena il bambino ha l’età per frequentare l’asilo. Un asilo normale costituisce una buona scelta, se è disposto ad accoglierlo, in quanto gli offre tutte le attività prescolastiche e gli consente di trovarsi in mezzo a bambini della sua stessa età. Non preoccupatevi se all’inizio sembrerà timido e accertatevi che l’insegnante sia al corrente della situazione, in modo che il bambino abbia un controllo attento e venga incoraggiato: la timidezza scomparirà presto. E’anche utile la presenza in scuola di uno psicologo dell’infanzia col quale possiate consultarvi. In qualche caso, sarà preferibile affidare il bambino a una scuola specializzata per bambini con deficit visivi. Il personale di queste scuole è solitamente ben preparato e interessato alla formazione di bambini in età prescolare con difficoltà visive di vario genere. Gli anni prescolari sono molto importanti:dovete stimolare ed essere sensibili e concentratevi sui punti di forza del bambino, non sulle sue deficienze visive. Gli darete un ottimo avvio.

Come capire l’ampiezza del disagio del bambino cieco

Il bambino cieco sorride alla stessa età degli altri, ma il suo sorriso diventa sempre meno frequente, mentre quello dei bambini vedenti lo diventa sempre più: esso inoltre è meno intenso e più fuggevole. I genitori dicono a volte di sentirsi “respinti” dal figlio cieco. In generale, le espressioni facciali di un bambino cieco sono più contenute e “neutre” e ne potreste concludere che vostro figlio sia depresso o indifferente nei vostri confronti. Sarebbe comprensibile ritrarsi a poco a poco da lui, ma è molto importante non farlo mai: dovete continuare a parlare, giocare, leggere, ridere e dargli la stessa attenzione che date agli altri. Fortunatamente, potete superare ogni distanziamento che vi sembri di avvertire imparando a leggere gli altri segnali del bambino. Se la sua faccia può essere relativamente priva di espressioni, le sue mani e il suo corpo si muovono molto per esprimere i suoi sentimenti. Così ad esempio, se vostro figlio smette di muoversi quando voi entrate nella stanza, ciò significa che sta ascoltando molto attentamente il rumore dei vostri passi. Cosi pure, può cominciare a muovere le mani anziché sorridere quando sente la vostra voce. Vostro figlio sta cercando di attaccarsi a voi in maniera diversa da un bambino vedente e voi dovete imparare ad afferrare questi segnali. Poi, potrete instaurare uno stretto rapporto. Una volta che abbiate cominciato a capire vostro figlio, sarete in grado di fornirgli gli stimoli più vari, a cui potrà rispondere. Ciò che è determinante per entrambi è un intervento precoce, in modo che voi, la vostra famiglia e il vostro bambino possiate avere aiuto ed evitate potenziali problemi emozionali e intellettuali. Cercate tempestivamente soccorso da un medico e chiedete che vi venga indicato un centro specialistico dove troverete consulenti e psicologi che vi mostreranno come aiutare al meglio vostro figlio.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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