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Il bambino autistico

Come educare un figlio autistico

Il bambino autistico

Affrontare l’educazione di un bambino autistico richiede un particolare e attenta preparazione dei genitori.

I genitori attenti noteranno i sintomi dell’autismo prima dell’età di 30 mesi.

Il bambino non sembra interessato a venir preso in braccio e coccolato; può esser uno di quei bambini “buoni” che se ne stanno immobili, piangono poco e dormono molto. Può avere accessi di pianti e urla senza apparente ragione.

E’ classico, più tardi, un profondo ritardo nel linguaggio: la comparsa della prima parola può avvenire anche all’età di cinque o sei anni, accompagnata spesso da una diagnosi errata di sordità.

Assai spesso il bambino autistico non mostra capacità di correlarsi agli adulti o anche agli altri bambini, e preferisce i giocattoli alle persone.

Vi sono comportamenti stereotipati, distoglimento dello sguardo e mancanza di espressione in ogni situazione.

I bambini presentano forme diverse di autismo che è una sindrome difficile da diagnosticare, ma vi sono comunque alcuni elementi generali.

Un aiuto per voi e per lui

La diagnosi di autismo può costituire un trauma terribile, perché in un certo senso vi sembrerà di avere perso il vostro bambino e certamente avete perso il bambino che credevate di avere. Tuttavia, con la cura e l’educazione adeguata, le persone autistiche possono essere aiutate a vivere la loro vita con molta dignità e indipendenza. L’autismo infantile è attualmente soggetto a studi e ricerche attente da parte degli specialisti di ogni paese; vi è in merito una ricca letteratura che si rivolge anche ai delicati problemi educativi che esso comporta e che interesserà dunque i genitori direttamente coinvolti. E’altresì necessario mettersi immediatamente in contatto con gli esperti del settore, che indirizzeranno la famiglia alle strutture competenti. Il vostro isolamento diminuirà e la vita non vi sembrerà più senza speranza se il vostro bambino riesce a inserirsi in una scuola normale entro i dodici anni, ciò che è una possibilità concreta per circa metà dei bambini. Vi sono poi anche nuove scuole speciali, basate su una filosofia di terapia quotidiana con attività di gruppo incentrate soprattutto su musica, recitazione e giochi, con un sistema di ricompense per ogni progresso e risultato, e su una serie di altre terapie, programmi e trattamenti. Informazioni possono venir richieste a centri specializzati, cui smistano le strutture ospedaliere. La “terapia dell’abbraccio” è una delle tecniche usate con i bambini autistici e vale la pena d’informarsi circa la presenza di gruppi che la insegnano e la praticano. In questa terapia, uno dei genitori tiene abbracciato a forza il bambino, non ostante i pianti, le urla, i calci e i contorcimenti, e alla fine il bambino si calma. Ciò può richiedere fino a un’ora, dopo di che il genitore è esausto, ma alla fine c’è una fase gratificante di contatto affettuoso, gentile e tenero fra genitore e bambino, a mano a mano che questo impara a rispondere e a correlarsi all’altro e dà e accetta amore.

Come capire la gravità dell’autismo

L’autismo è un handicap mentale assai grave e che non scompare. Non lo si ritiene causato da traumi emozionali e può essere associato ad altri disturbi, fra cui il ritardo mentale. I maschi colpiti sono il quadruplo delle femmine. I genitori con figli autistici non sono freddi, bensì solleciti e affettuosi come tutti gli altri. Da quattro a cinque persone su 10.000 soffrono di autismo classico e da 15 a 20 su 10.000 di forme para-autistiche. Alcuni bambini hanno intelligenza normale o sopra la media, una forma di autismo conosciuta come disordine di Asperger. L’autismo è un problema di comunicazione inibita. I bambini autistici esibiscono un comportamento inappropriato per la loro età: ad esempio, hanno attacchi di collera come un bambino di tre anni all’età di dieci anni. L’autismo non lede soltanto la comunicazione ma tutti gli aspetti della relazione col mondo e gli altri, così che i bambini autistici non riescono a riconoscere o interpretare le espressioni facciali, i gesti o i diversi toni di voce, indispensabili tutti nei rapporti quotidiani. Per la loro incapacità di comunicare, i bambini autistici si sentono isolati e tagliati fuori e possono sviluppare altri problemi secondari, fra cui l’indifferenza per gli altri, problemi di apprendimento, problemi di adattamento alle esigenze della vita quotidiana e una forma ripetitiva e limitata di comportamento. Negli anni fra i due e i cinque, il loro comportamento è difficile da gestire a causa dell’iperattività. Poi, fra i sei e i dodici, può esservi un miglioramento nelle capacità sociali e nel comportamento, ma in seguito e fino a tutti i vent’anni, possono ripresentarsi i precedenti problemi. Crescendo, i bambini autistici, diventano più consapevoli della presenza degli altri e possono sviluppare una sensibilità nei loro confronti, soprattutto per i membri della famiglia e per gli amici. Su 100 bambini autistici, da 5 a 10 diventeranno adulti indipendenti, da 25 a 30 faranno buoni progressi, ma avranno sempre bisogno di aiuto e di controllo, gli altri, sfortunatamente, resteranno dipendenti dagli educatori.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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