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VIDEO – I segnali d’allarme del fegato che non va

Ecco chi rischia di più ed i sintomi per capire se è solo fegato ingrossato, epatite virale, cirrosi o tumore

Sarà colpa delle tasse, della politica o del traffico, sta di fatto che l’Italia è al primo posto in Europa per il mal di fegato ed un italiano su due ha il fegato ingrossato.
Per capire perché questo primato non è  rassicurante bisogna tenere presente che il fegato è il grande depuratore del nostro organismo: smaltisce le tossine che si producono dalla digestione e le trasforma in sostanze buone, da tenere, o cattive da eliminare. Se il fegato non fa bene il suo mestiere le tossine vanno in circolo ed in sostanza ci avvelenano. In più il fegato si ammala irreversibilmente, è la cirrosi epatica, o si autodistrugge, è il caso del tumore.
Per questo motivo è molto importante cogliere i segnali di allarme che ci lancia.
L’ingrossamento è il primo. Ce ne accorgiamo con un senso di pesantezza,  affaticamento, come una cattiva digestione.
Se si aggiungono ritenzione idrica, ipertensione e scarsa coagulazione del sangue,  tenete presente che sono i sintomi della cirrosi epatica.
Se invece si aggiungono febbre, ittero, dolore ed aumento del globuli bianchi, l’epatite potrebbe essere in agguato.
Rischiamo tutti il mal di fegato, ma gli obesi ed i diabetici più di tutti.
Per prevenire tutto ciò, occorre mangiare  meglio e di meno. Inoltre il  medico  con una semplice analisi del sangue che controlli le transaminasi saprà dirci se occorre intervenire.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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