• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

7.768 visite

Essere mancino? Ecco che significa, pro e contro

I mancini in Italia sono circa il 10%, ma esistono caratteristiche tipiche dei mancini? E come nasce il mancinismo? Tutte le risposte.

Essere mancino? Ecco che significa, pro e contro

Saranno anche più estrosi e geniali. Ma di sicuro i mancini tendono a essere più ansiosi e inibiti, rispetto ai “destri”.

Lo sostiene uno studio dell´università di Abertay Dundee (Scozia), pubblicato sulla rivista “Personality and Individual Differences”, secondo cui le donne mancine in particolare sono risultate più introverse di quelle che usano la destra. Speciale situazione nella quale la mano sinistra può eseguire gli stessi movimenti, anche i più fini, che solitamente vengono eseguiti dalla destra.

Davanti a domande come “Ti preoccupi di fare errori?” oppure “Ti feriscono le critiche?”, le persone mancine tendevano maggiormente a dare una risposta affermativa.

Ma in realtà , secondo la ricerca la personalità di un mancino non può essere definita così facilmente: chi usa la sinistra ha l´area del cervello destra (quella che controlla gli aspetti negativi delle emozioni) più “dominante”. E questo, anche se si ha una predisposizione all´emotività, potrebbe incoraggiare a mettere in pratica strategie di contrasto durante l´infanzia o l´adolescenza, portando un mancino a diventare molto più forte di un destro.

 

Leggi anche: Cervello, i disturbi di chi parla troppe lingue

 

Perché si nasce mancini

Il mancinismo non  ha nulla di patologico. E’ un tratto ereditario portato dai nostri geni e dipende da una diversa organizzazione del cervello.

La scienza lo definisce come una speciale situazione nella quale la mano sinistra può eseguire gli stessi movimenti, anche i più fini, che solitamente vengono eseguiti dalla destra.

 

Leggi anche: Quale parte del cervello usi di più

 

Diversamente da un tempo, il mancinismo non viene più considerato un handicap da combattere, ma un evento piuttosto comune che coinvolge il 6-10% della popolazione: le statistiche al riguardo non sono tuttavia molto precise, essendo spesso difficile distinguere i veri mancini dai cosiddetti «ambidestri», che usano indifferentemente con la stessa perizia gli arti (superiori e inferiori) di ambedue i lati, dando in genere la preferenza agli uni o agli altri a seconda delle attività.

Dai mancini «fisiologici» vanno distinti i «falsi» mancini, coloro cioè nei quali il mancinismo è dovuto a qualche alterazione del cervello.

In ogni caso, prima di forzare un bambino mancino a privilegiare il lato destro, occorre quantomeno approfondire il suo problema presso uno psicologo.

 

Quanti sono i mancini?

Cifre esatte sulla percentuale di mancini nella popolazione non  sono possibili. Esistono delle stime dalle quali emerge che in ogni caso la frequenza è molto aumentata negli ultimi cinquant’anni come conseguenza della tendenza pediatrica a non forzare i bambini a cambiare  in destrorsa una predisposizione naturale al mancinismo.

Diversamente dal passato, quando nella sottocultura popolare si diceva che la sinistra è la mano del diavolo, il mancinismo non viene più considerato un handicap da combattere, ma un evento piuttosto comune che coinvolge  una parte non trascurabile della popolazione.

Nel mondo anglosassone si è passati dal 3% del 1920 ad una stima del 13% oggi. In Italia le ultime stime parlano del 10% della popolazione italiana costituita da mancini.

Le statistiche al riguardo non sono tuttavia molto precise, essendo spesso difficile distinguere i veri mancini dai cosiddetti «ambidestri», che usano indifferentemente con la stessa perizia gli arti (superiori e inferiori) di ambedue i lati, dando in genere la preferenza agli uni o agli altri a seconda delle attività.

 

Sei un tipo ansioso? Scoprilo con il TEST

 

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}