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I disturbi dell’orgasmo maschile

Si manifesta con ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale

Orgasmo, eiaculazione, pene, sesso

Secondo il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” dell’American Psychiatric Association, il disturbo dell’orgasmo maschile comporta all’individuo un’inibizione persistente o ricorrente dell’orgasmo, che si manifesta con ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale, nell’ambito di un’attività sessuale che viene valutata, in base ad all’età e all’esperienza dell’individuo, adeguata per localizzazione, intensità, e durata.

Le caratteristiche dei disturbi dell’orgasmo

La disfunzione provoca all’individuo forte disagio o difficoltà interpersonali. Non è spiegabile da un altro disturbo psichiatrico e non è dovuta agli effetti di una sostanza di abuso, o a un farmaco, o a una condizione medica generale.

I disturbi dell’orgasmo maschile possono essere di diversi tipi, secondo le cause che lo provocano:

  • Permanente
  • Acquisito
  • Generalizzato
  • Situazionale
  • Dovuto a Fattori Psicologici
  • Dovuto a Fattori Combinati

Nella forma più comune, il maschio non può raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale, sebbene possa eiaculare a seguito di stimolazione manuale o orale da parte del partner.

Alcuni individui riescono a raggiungere l’orgasmo durante il coito, ma solo dopo una assai prolungata e intensa stimolazione non coitale.

Nella pratica clinica, tuttavia, le forme di alterazione dell’orgasmo nell’uomo sono 5. Vediamole.

1) Aneiaculazione senza orgasmo: in questo caso all’individuo manca sia l’esperienza soggettiva dell’orgasmo che l’emissione dello sperma, ma in genere ha una buona erezione; è compromessa la fertilità; le forme primarie sono in genere psicogene.

2) Eiaculazione ritardata: si tratta di un’inibizione del riflesso eiaculatorio, per cui il paziente non è in grado di eiaculare nel coito o in altre attività sessuali, l’eiaculazione è però raggiungibile attraverso la masturbazione o i rapporti orali; inoltre ha la sensazione che l’eiaculazione stia per verificarsi.

3) Eiaculazione anestetica: in questo caso l’individuo ha un orgasmo caratterizzato dall’emissione del liquido seminale, senza la contigua esperienza di piacere, in quanto mancano le contrazioni muscolari dei muscoli striati bulbari e perineali.

4) Eiaculazione retrograda: è un disturbo organico o iatrogeno (dovuto a farmaci), caratterizzato dal fatto che il liquido seminale non viene espulso all’esterno, ma si riversa nella vescica anziché nell’uretra.

5) Orgasmo senza eiaculazione: anche questo è un disturbo causato da fattori organici o iatrogeni, si caratterizza per la mancanza della fase di emissione dello sperma, ma è presente l’espulsione, a vuoto, per cui si definisce anche “eiaculazione asciutta”.

Le manifestazioni associate

Molti individui che non riescono a raggiungere l’orgasmo affermano di essere eccitati all’inizio di un incontro sessuale, ma che gradualmente l’eccitazione viene meno , diventando un compito non più piacevole. Il disturbo può causare una compromissione delle relazioni coniugali o sessuali.

Di solito i maschi possono raggiungere l’orgasmo anche quando disturbi vascolari o neurologici interferiscono con la rigidità dell’erezione.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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