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Hamburger vegetale, perchè i ideale per la dieta e la salute

L’Hamburger vegetale ha una serie di proprietà nutrienti, dietologiche e salutari derivanti dall’alto contenuto di fibre. Ecco quali e perchè gli esperti consigliano di servirlo in tavola 3-4 volte a settimana.

hamburger vegetale

 

Mai confonderlo con quello di Mc Donald’s,  perché l’Hamburger vegetale è fatto di legumi come i fagioli, le fave ed  i piselli e non ha nulla a che vedere con l’hamburger di carne di manzo o di maiale.

Ma ha una serie di proprietà nutrienti, dietologiche e salutari che se non ci fosse stato uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Food and Nutrition, sarebbero rimaste praticamente  semi sconosciute.

 

Le proteine dei legumi meglio di quelle della carne

I legumi sono stati appunto oggetto dello studio citato teso a dimostrare che hanno tante qualità positive da essere preziosi alleati sia nelle diete dimagranti che nelle diete anti-colesterolo, pur fornendo le proteine necessarie all’organismo, solitamente ingerite consumando carne animale.

I ricercatori guidati da Anne Raben hanno sottoposto ad un test un significativo numero di volontari che sono stati invitati a mangiare tre diversi tipi di Hambuiger vegetali a base di fagioli, piselli oppure classici con carne di maiale , di manzo o di vitello.

Nel pasto successivo a quello consumato è stato accertato che i volontari che prima  avevano mangiato Hamburger vegetali hanno ingerito il 12% di calorie in meno rispetto ai consumatori di carne; segno che fagioli e piselli li avevano saziati ancora più della carne, riducendo l’appetito per più tempo.

 

 

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Perché   i legumi saziano  di più

Ed è qui che i ricercatori hanno documentato il meccanismo sottostante alla scoperta. I legumi, infatti, non sono soltanto una fonte primaria di proteine ma anche di fibre vegetali; e sono queste ultime che hanno un effetto saziante superiore a quello della carne. La quale ha anche un handicap in più: i nutrienti che contribuoscono a dare il senso di sazietà e che ci portano a fermarci dopo un po’ che abbiamo iniziato a mangiare, sono infatti le fibre, le proteine ed i grassi. Ma  a differenza da quanto accade quando mangiamo fibre,  il cervello impiega più tempo a recepire i grassi come sazianti e dunque   anche quando ne abbiamo mangiati a sufficienza, non sentendo il senso di sazietà, continuiamo a mangiarne oltre il necessario, assorbendo grassi e tutte le controindicazioni che  essi comportano.

I dati della ricercatrice danese dimostrano che un piatto in cui sono presenti entrambi, fibre e proteine, risulta più saziante di un alimenti basati sulla sola carne, dove abbondano solo le proteine ma non ci sono fibre.

 

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L’effetto positivo per le diete dimagranti

Secondo la ricercatrice, confortata dal parere dei nutrizionisti ai quali ha presentato le sue conclusioni,  i legumi andrebbero stabilmente inseriti anche nelle diete dimagranti, perché la forte componente di fibre che contengono genera quel senso di sazietà che è alla base della riduzione dei quantitativi  di cibo da ingerire durante una dieta. Ma quante volte a settimana?

L’ideale sarebbe portarli in tavola 3-4 volte a settimana magari  in sostituzione di un piatto di carne o di salumi che  sulle nostre tavole appaiono ben più stesso di 3 -4 volte a settimana.

 

 

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Legumi contro il colesterolo

Ma non è tutto. Un’indagine pubblicata sul Canadian Medical Association Journal ha dimostrato gli effetti positivi  di una dieta con una forte componente di legumi anche ai fini della riduzione del colesterolo cattivo. Per l’esattezza, lo studio ha dimostrato che una porzione al giorno di legumi pari a 130 grammi, riduce del 5% il colesterolo LDL, cioè quello comunemente chiamato colesterolo cattivo, ed il conseguente rischio cardiovascolare.

E’ di nuovo l’effetto delle fibre contenute nei legumi che, oltre a rendere sazi, riducono l’assorbimento di colesterolo alimentare ed abbassano anche l’indice glicemico di ceci, fagioli e lenticchie

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