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Hai paura dell’acqua? Ecco cosa nasconde la fobia dell’estate

Cosa vuol dire essere idrofobico. E 3 modi per liberarsi del problema

La sola idea che anche una super campionessa di nuoto come Alessia Filippi, due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Pechino, da piccola avesse paura dell’acqua p come si dice in linguaggio tecnico fosse idrofobica dovrebbe confortare. Ma di sicuro non basta.

Perché gli idrofobici, ovvero quelli che hanno il terrore dell’acqua al punto che in spiaggia arrivano al massimo a bagnarsi le caviglie, evitando accuratamente di metter piede su una barca, sono alle prese con un problema serio.

 

Perché si ha paura dell’acqua
Di solito, il problema si fa risalire a un primo contatto traumatico con l’acqua (una caduta accidentale in piscina, una spinta per scherzo, una forzatura dei genitori), ma alcune volte è difficile individuare la causa principale. Se non si tratta di una fobia vera e propria, che richiederebbe l’intervento di uno psicoterapeuta, ci sono piccoli accorgimenti che permettono di liberarsi di ogni timore.

 

Leggi anche: Le fobie dell’estate, quali sono e come difendersi

 

1) Comincia per gradi
Immergetevi prima fino alle caviglie, poi al ginocchio, quindi alla vita e man mano, con il passare dei giorni, anche con le spalle. Porsi obiettivi facilmente realizzabili aumenta la fiducia in se stessi.

2) Regola la respirazione
L’ansia altera i ritmi della respirazione, che è invece fondamentale per tenere sotto controllo ogni stress. Fate così: prima di entrare in acqua, da sdraiati o seduti, svuotate tutta l’aria che avete nei polmoni, quindi inspirate molto lentamente per qualche secondo ed espirate con la stessa calma. Continuate a questo ritmo per cinque minuti.

3) Iscriviti a un corso specifico
Ce ne sono tanti: si svolgono in piscina, tenuti da istruttori che conoscono anche elementi di psicologia.

 

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Redazione Staibene

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